Bitcoin contro le dittature: la tecnologia che difende la libertà

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Al Bitcoin Policy Summit di Washington, Alex Gladstein, Chief Strategy Officer della Human Rights Foundation, ha lanciato un messaggio chiaro ai leader politici americani: “Bitcoin salva letteralmente le persone che vivono sotto regimi autoritari”.

Durante il suo intervento, Gladstein ha evidenziato come Bitcoin sia uno strumento potenzialmente fondamentale per la difesa dei diritti umani in Paesi dove le libertà fondamentali vengono negate. “Bitcoin è una cattiva notizia per i dittatori”, ha dichiarato, spiegando che questa tecnologia mina i tre strumenti principali di controllo usati dai regimi oppressivi: l’iperinflazione, che erode i risparmi dei cittadini, il congelamento dei conti bancari, usato per zittire dissidenti, e la sorveglianza finanziaria, con cui si tracciano e controllano gli oppositori.

Secondo Gladstein Bitcoin, se utilizzato correttamente, non può essere né bloccato né inflazionato dai governi, né collegato facilmente ad un’identità. Per chi vive in Paesi oppressi, rappresenta una via di fuga concreta: un’alternativa globale e libera al controllo finanziario.

Una tecnologia nata per la libertà

Gladstein racconta che l’intuizione della Human Rights Foundation nasce nel 2013, durante le proteste pro-democrazia in Ucraina. Con le banche bloccate dall’allora presidente Yanukovych, gli attivisti ricevettero fondi grazie a Bitcoin, aggirando i limiti del sistema bancario tradizionale. Fu in quel momento che HRF comprese il potenziale “sovversivo” della criptovaluta.

Da allora, Bitcoin è stato utilizzato in scenari simili in Russia, Nigeria, Bielorussia e in molti altri contesti, diventando un mezzo concreto per sostenere attivisti, giornalisti e oppositori. Gladstein ha ribadito che, mentre per molti Bitcoin è un semplice asset digitale, per milioni di persone è una vera e propria scialuppa di salvataggio economica e sociale.

Bitcoin come “freedom money”

La Human Rights Foundation ha già distribuito più di 8 Bitcoin a 22 progetti “freedom tech” in Africa, Asia e America Latina solo nel mese di maggio 2025. Si tratta di iniziative che sviluppano strumenti per proteggere la privacy, l’accesso ai fondi e la libertà di espressione in ambienti ostili.

“Bitcoin è il denaro della libertà”, ha concluso Gladstein. “Non si tratta solo di tecnologia o investimento. Si tratta di diritti fondamentali, di autodeterminazione e di dignità umana.”

Fonti: Cointelegraph.com, Bitbo.io, Cointribune.com

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Autore articolo: Conio Team