Borse ko nella settimana delle banche centrali, Piazza Affari -3,4% – Europa a corto di gas russo
Bilancio negativo per le Borse europee nella settimana in cui le banche centrali di Stati Uniti, Svizzera e Inghilterra hanno rivisto al rialzo i tassi di interesse per contrastare la corsa dell’inflazione. Mosse che hanno alimentato i timori degli investitori sulla tenuta della ripresa economica di fronte alla stretta di politica monetaria: i listini hanno così chiuso in rosso la maggior parte delle seduta dell’ultima ottava, con l’unica eccezione rilevante di mercoledì, quando sono stati sostenuti dall’annuncio a sorpresa della scudo anti spread della Bce.
Il Ftse Mib di Piazza Affari ha perso così il 3,4% da venerdì scorso, facendo comunque meglio di Francoforte (-4,6%), Londra (-4,1%) e Parigi (-4,9%). Tra i principali titoli milanesi si sono messi in luce Campari (+5,4%), Recordati (+5,4%), Diasorin (+2,6%) e UniCredit (+2,1%). Male invece Tenaris (-12,4%), Amplifon (-10%), Eni (-9,3%), Moncler (-9,2%) e Cnh Industrial (-8,1%). Il settore energetico ha risentito dello scivolone del prezzo del petrolio, con il Brent giù del 6,3% e il Wti dell’8%. L’intervento della Bce ha raffreddato il mercato obbligazionario, con lo spread BTp-Bund sceso di oltre 30 punti base a quota 201 dopo essere salito fino a 250 nella seduta di martedì.
Venerdì rimbalzo fallito con il tonfo del petrolio nel giorno delle “quattro streghe”
Per quanto riguarda la seduta di venerdì, le Borse europee hanno vissuto una giornata a due facce e dopo un avvio in deciso rialzo hanno rallentato il passo dopo che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha sottolineato che la banca centrale Usa è totalmente concentrata sulla lotta all’inflazione. I listini hanno risentito in primo luogo delle vendite sul settore energetico, mentre i timori sulla tenuta della domanda di energia hanno depresso il prezzo del petrolio. La volatilità, in ogni caso, è alimentata anche dalle cosiddette “quattro streghe”: oggi infatti scadono future e opzioni su indici e azioni. A Piazza Affari il FTSE MIB +0,28% ha difeso un +0,29% grazie in primo luogo alle performance positive di Nexi +5,63%, dopo l’annuncio dell’accordo con Intesa Sanpaolo per l’acquisto dell’attività di merchant acquiring in Croazia, e Pirelli & C +5,21%, che ha approfittato delle indicazioni positive sul settore arrivate da Michelin e Nokian Tyres. Deboli invece Eni -4,72% e Tenaris -1,48%. Sul finale Saipem ha vissuto un vero exploit passando in pochi istanti da 39 euro a un soffio da quota 43 e mettendo a segno un +12,39%.In netta discesa lo spread BTp-Bund a 201 punti base, che conferma come l’ipotesi di uno scudo ad hoc da parte della Bce, di cui mancano ancora i dettagli, stia contribuendo a “raffreddare” le curve dei rendimenti sui debiti sovrani.
Sul fronte macro, nessuna sorpresa per i mercati (almeno stavolta) dall’inflazione nell’Ue, confermata a maggio in aumento dell’8,1% (dopo il +7,4% di aprile). Sul fronte tassi, dopo l’aggressività di Fed, Banca nazionale Svizzera e Bank of England, oggi ha confermato il suo ruolo di “colomba” la sola Banca centrale del Giappone che ha deciso di proseguire nella sua politica ultra-accomodante, nonostante lo yen ai minimi da 24 anni sul dollaro.
Spread BTp/Bund scende a 201, rendimento al 3,69%
Ancora una seduta positiva per i titoli di Stato italiani che, nell’ambito di un generale ritorno di fiducia sull’obbligazionario europeo, fanno meglio dei pari durata della Zona euro. L’effetto delle misure anti-spread annunciate dalla Bce hanno favorito il restringimento della distanza tra Italia e Germania sul mercato secondario e, a fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si è attestato 201 punti, in netto calo dai 216 punti base di ieri. Scende anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un’ultima posizione al 3,69% dal 3,87% del closing della vigilia.
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