Dubai sceglie Ripple per la tokenizzazione immobiliare


Ripple ha annunciato una nuova e significativa espansione nel settore della custodia istituzionale in Medio Oriente, avviando una collaborazione strategica con Ctrl Alt, piattaforma emiratina di tokenizzazione, per supportare la digitalizzazione del settore immobiliare promossa dal Dubai Land Department (DLD).
Al centro dell’accordo c’è la custodia sicura dei titoli di proprietà immobiliare tokenizzati, emessi dal DLD e registrati sulla XRP Ledger (XRPL). Ctrl Alt userà l’infrastruttura di Ripple per gestire in modo conforme, sicuro e trasparente l’intero ciclo di vita degli asset digitali frazionati.
Dubai scommette sulla tokenizzazione immobiliare
Dubai si conferma così tra le città pioniere della trasformazione digitale nel settore real estate. La tokenizzazione delle proprietà consente infatti la frazionabilità degli immobili, aprendo l’accesso agli investimenti anche a piccoli risparmiatori. In questo modo non servono più grandi capitali per entrare nel mercato: bastano uno smartphone e qualche centinaio di dollari per acquistare una quota frazionata di una villa o appartamento in zone di pregio della città.
Ctrl Alt è il primo provider a ottenere la licenza di VASP (Virtual Asset Service Provider) da parte della VARA, l’autorità emiratina per gli asset virtuali, per offrire servizi agli emittenti. Questa approvazione consente alla piattaforma di gestire ogni fase del processo: emissione del token, custodia on-chain, compliance normativa e gestione del ciclo di vita.
Un ecosistema in crescita
Il progetto non è isolato. L’interesse per la tokenizzazione di asset reali è in rapida ascesa in tutto il mondo. Secondo GFMA e Boston Consulting Group, entro il 2030 il valore degli asset tokenizzati potrebbe raggiungere 16 trilioni di dollari.
Negli Stati Uniti, la Contea di Bergen in New Jersey ha appena avviato la più grande iniziativa di tokenizzazione immobiliare della storia americana, registrando 370.000 atti di proprietà sulla blockchain Avalanche, per un valore complessivo di 240 miliardi di dollari. Anche le grandi banche si stanno muovendo: Goldman Sachs prevede infatti il lancio di tre nuovi prodotti dedicati alla tokenizzazione.
In Italia, Conio ed il Gruppo Enel si posizionano all’avanguardia nella tokenizzazione con il progetto ebitts, il primo utility token applicato al settore dell’energia, che permette agli utenti di acquistare frazioni tokenizzate di impianti rinnovabili industriali e di sfruttarne la produzione energetica, senza necessità di installazioni a casa (per saperne di più: ebitts.conio.com).
Perché Dubai?
Oltre ad un ecosistema normativo favorevole — come la recente introduzione della categoria ARVA (Asset-Referenced Virtual Assets) da parte della VARA — Dubai offre rendimenti da locazione superiori alla media globale e un forte slancio nell’adozione delle tecnologie emergenti. Il recente test di vendita di due appartamenti tokenizzati, venduti in pochi minuti a investitori provenienti da oltre 35 Paesi, lo dimostra. Questi investitori sono principalmente retail, non fondi istituzionali: persone che utilizzano portafogli cripto per comprare immobili on-chain, in modo semplice, rapido e conforme alle normative grazie alla tokenizzazione.
Il caso di Dubai potrebbe diventare un modello replicabile in altri mercati. L’obiettivo è duplice: offrire nuove opportunità di investimento, più accessibili e liquide, e trasformare il mercato immobiliare della città in un’infrastruttura all’avanguardia, interoperabile e globale. La tokenizzazione di asset reali si candida a diventare uno dei pilastri della prossima fase dell’economia digitale.
Fonti: Cointelegraph.com, Cryptonews.com, Coindesk.com
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