Giappone verso una nuova normativa cripto, apertura a ETF e tasse al 20%


Il Giappone potrebbe presto compiere un passo importante verso la modernizzazione del proprio quadro normativo in materia di criptovalute. La Financial Services Agency (FSA), l’autorità di vigilanza finanziaria del Paese, ha infatti proposto una riforma che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui le cripto vengono regolamentate e tassate.
Cripto come prodotti finanziari: cambio di paradigma normativo
La proposta prevede il trasferimento delle criptovalute dall’attuale quadro normativo del Payment Services Act a quello del Financial Instruments and Exchange Act (FIEA), la stessa che regola strumenti finanziari tradizionali come azioni e obbligazioni. Questo cambio di status comporterebbe quindi un riconoscimento ufficiale degli asset digitali come “prodotti finanziari”, aprendo la strada, tra le altre cose, alla possibile autorizzazione di ETF su Bitcoin nel Paese. Questa transizione normativamente più matura porterebbe con sé maggiore protezione per i consumatori, l’introduzione di una task force dedicata alla supervisione del settore, e l’accesso più agevolato per le istituzioni, in linea con quanto già avviene in altri mercati come gli Stati Uniti.
Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda il regime fiscale: attualmente, i guadagni da criptovalute in Giappone sono tassati secondo un sistema progressivo che può arrivare fino al 55%. La proposta della FSA mira invece a introdurre un’aliquota fissa del 20%, allineata a quella prevista per i capital gain su azioni e altri strumenti finanziari regolati. Una simile misura renderebbe il mercato cripto molto più attrattivo, sia per i piccoli risparmiatori che per gli attori istituzionali: è un cambiamento che rientra nella più ampia strategia economica del governo nota come “New Capitalism”, che punta a trasformare il Giappone in un’economia trainata dagli investimenti.
Un mercato vibrante ed in crescita
I numeri confermano il crescente interesse del pubblico giapponese verso il settore: secondo i dati della FSA, a gennaio 2025 erano attivi oltre 12 milioni di account domestici su piattaforme cripto, per un valore totale custodito superiore a 5.000 miliardi di yen (circa 34 miliardi di dollari). Secondo Statista, il mercato delle criptovalute in Giappone è stimato raggiungere i 2 miliardi di dollari entro fine 2025, con una crescita annuale del 3,44%. Entro il 2026, si prevede che il numero degli utenti salirà a 18,7 milioni, rafforzando di conseguenza la necessità di un contesto normativo più stabile e innovativo.
Se approvata, questa riforma rappresenterebbe un grande passo in avanti per il settore cripto giapponese — un segnale forte di apertura, innovazione e fiducia verso il futuro degli asset digitali.
Fonti: Cointelegraph.com, fxstreet.com, Ccn.com
—
Le informazioni contenute in questo articolo non devono essere interpretate come raccomandazioni o consulenza per l’acquisto di Bitcoin o altre cripto-attività. Il possesso di cripto-attività comporta rischi elevati, inclusa la possibilità di perdere l’intero capitale investito. Il loro valore è altamente volatile e soggetto a variazioni normative. Le transazioni non sono reversibili e possono essere vulnerabili a frodi o attacchi informatici.
Giappone verso una nuova normativa cripto, apertura a ETF e tasse al 20% was originally published in Conio Blog on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.
