Medici e social, attenzione alle fake news e alle amicizie sbagliate

Non capita spesso che si vada a valutare quanto e come i social media possano diventare parte integrante della vita professionale, e non solo privata, dei medici. Andando a vedere la popolazione dei professionisti che operano a Milano, in ogni modo, ci si accorge di come e quanto lāimpiego di questi mezzi di comunicazioni interpersonale sia espanso e pervasivo. Pensate: nove medici milanesi su dieci hanno un profilo social, pur se va detto che solo un quarto lo usa in modo professionale, e un altro quarto in modo ibrido. Ed ĆØ solo uno dei dati emersi nel corso di unāindagine inedita dellāOrdine dei Medici e degli Odontoiatri di Milano (OMCeOMI), presentata in occasione del primo corso FAD sul tema e dedicato ai medici milanesi, giĆ online sulla piattaforma dellāOrdine.
PerchƩ si usano i social
Tra le finalitĆ indicate da chi ne fa uso attivo, spiccano
- la divulgazione sanitaria (63%)
- la formazione continua (56%)
- lāaggiornamento scientifico (51%)
- la cura della reputazione digitale (43%).
Tutto bello e semplice, si dirĆ . Ma non ĆØ cosƬ. PerchĆ© il tema della riservatezza delle informazioni e dei messaggi tra medico e paziente non va mai sottovalutato. Il 65% degli intervistati in questo senso ha dichiarato di avere dubbi o incertezze rispetto alla gestione della privacy e ai limiti deontologici della comunicazione online. Inoltre, solo un medico su quattro ritiene di conoscere bene le norme e le implicazioni etiche dellāuso dei social media, segno che il bisogno formativo ĆØ ancora ampio e urgente.
Lāindagine ĆØ stata anche lāoccasione per presentare una serie di raccomandazioni operative, pensate per guidare i professionisti nellāuso corretto dei social media. Il medico deve preservare la riservatezza dei pazienti in ogni contesto, evitando qualunque contenuto ā anche indiretto ā che possa violarne la privacy. Ć sconsigliato accettare richieste di āamiciziaā da parte dei pazienti, proprio per evitare lāambiguitĆ nella relazione curante-curato e proteggere entrambi da fraintendimenti o comportamenti non consoni. Numeri e indicazioni che si riflettono anche sui cittadini, a conferma dellāurgenza di formare i medici alla gestione consapevole degli strumenti digitali.
Il rischio delle fake news e delle amicizie āsbagliateā
āOggi ĆØ fondamentale riconoscere le fonti attendibili e contrastare le fake news, che rischiano di danneggiare la salute pubblica e la reputazione del professionista”
spiega il presidente dellāOMCeOMI, Roberto Carlo Rossi.
“Le informazioni diffuse devono essere sempre fondate su basi scientifiche, e le opinioni chiaramente distinte dai fatti. Inoltre, il medico deve sempre tenere presente a chi si sta rivolgendo: un conto ĆØ parlare a una platea di esperti, un altro ĆØ rivolgersi al grande pubblico, che spesso non ha gli strumenti per distinguere tra una valutazione personale e un dato oggettivo. Inoltre, il comportamento del medico, anche al di fuori dellāambito strettamente professionale, deve essere sempre consono al decoro e alla dignitĆ della professione. CosƬ come ĆØ importante evitare di accettare richieste di āamiciziaā dai propri pazienti. Lāobiettivo di questo corso, rivolto ai nostri iscritti, ĆØ promuovere una comunicazione etica, efficace e sicura, capace di migliorare il rapporto con i pazienti e la presenza pubblica del medicoā.
Attenzione alla deontologia
āServe un salto culturale: comunicare non significa banalizzare, ma saper tradurre la complessitĆ in modo chiaro e responsabile. La reputazione online ĆØ parte integrante dellāidentitĆ del medico. Il rischio dei cosiddetti āmedici influencerā ĆØ quello di svuotare di contenuto i messaggi clinici, riducendoli a slogan. Fare vera divulgazione significa rispettare obiettivi precisi, mantenere un linguaggio corretto, ed evitare ambiguitĆ e conflitti di interesse. Comunicare in modo civile, empatico e solidale ĆØ parte integrante dellāetica professionale. Servono competenze nuove, social skills, e soprattutto la consapevolezza del proprio ruolo pubblico anche nel digitaleā
ha spiegato Fabrizio Gervasoni, medico e curatore dellāindagine.
Visto peraltro quanto e come il medico, oltre ad essere un emittente dellāinformazione, debba essere anche un ricevente e quindi nuovamente punto di riferimento per pazienti e mondo esterno, occorre orientarsi in un contesto digitale sempre più affollato e pieno di informazioni, in certi casi fallaci. Quindi occorre forse esserci, ma con un ruolo attento alla deontologia.
āConoscere i principali articoli del Codice di Deontologia Medica legati alla comunicazione pubblica e alla responsabilitĆ etica del medico nellāera digitale ĆØ ancora più fondamentale. Non dimentichiamo che il medico ĆØ medico anche quando non sta svolgendo il proprio lavoro. Comunicare in ambito sanitario, anche sui social media, significa però muoversi entro confini regolati non solo dalla deontologia ma anche dalla legge“
ha precisato Maria Teresa Zocchi, medico di famiglia e responsabile scientifica del corso.
āCi sono cose che si possono dire, altre che vanno evitate. Vietati i messaggi suggestivi, ingannevoli o denigratori. Obbligatorio invece fornire unāinformazione veritiera, documentabile, sempre orientata alla tutela della salute pubblica. Attenzione quindi a non incorrere in violazioni che possono tradursi in sanzioni o conseguenze legaliā
ha aggiunto Giampaolo Di Donato, odontoiatra componente CAO Milano.
