Nonna Gruffalò, dopo 20 anni torna il nuovo capitolo dell’adorabile mostro che ha fatto sognare milioni di bambini

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“Ha zanne tremende, artigli affilati e denti da mostro di bava bagnati”. Torna il Gruffalò? Sì, ma ora conosciamo anche la sua simpatica nonnina! E per chi ha letto quelle parole decine, forse centinaia di volte prima di spegnere la luce della cameretta, la notizia ha qualcosa di meravigliosamente familiare.

Perché ci sono libri per bambini che, quasi senza accorgercene, finiscono per accompagnare anche noi adulti. E il Gruffalò appartiene decisamente a questa categoria. Sono passati più di vent’anni da quando Julia Donaldson e Axel Scheffler ci hanno portato per l’ultima volta nel bosco frondoso. Ora quel sentiero ricomincia proprio da dove lo avevamo lasciato, ma con un nuovo membro della famiglia pronto a scompigliare le carte: Nonna Gruffalò.

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Il nuovo albo, pubblicato in Italia da Emme Edizioni il 15 settembre 2026 nella traduzione di Laura Pelaschiar, è il terzo capitolo della serie iniziata nel 1999 con Il Gruffalò e proseguita nel 2004 con Gruffalò e la sua piccolina.

E diciamolo: ventidue anni di attesa per conoscere una nonna sono parecchi. Ma forse proprio per questo il suo arrivo ha il sapore di quei ritorni che non pensavamo più possibili…

Finalmente conosciamo Nonna Gruffalò

Il bosco è sempre quello. Ci sono la Volpe, la Civetta, il Serpente e naturalmente lui, il piccolissimo Topo che da più di un quarto di secolo dimostra una cosa fondamentale: per cavarsela non serve essere il più grosso, basta avere una discreta dose di immaginazione.

Ma questa volta a casa Gruffalò sta per arrivare un’ospite molto speciale: la nonna e, come accade nelle migliori famiglie, il suo arrivo significa soprattutto che bisogna prepararle qualcosa di buono e delizioso. Da qui prende il via la nuova avventura. Il Gruffalò e la sua piccolina devono organizzare il pranzo di benvenuto e, inutile dirlo, nel bosco qualcuno rischia immediatamente di trasformarsi da invitato in menù. Quel qualcuno è ancora una volta il Topo, che dovrà affidarsi alla sua proverbiale furbizia per non finire nel piatto.

Donaldson torna così a giocare con la formula che ha reso irresistibile il primo Gruffalò: il contrasto tra chi appare enorme, spaventoso e fortissimo e chi, invece, sembra minuscolo e indifeso ma riesce a ribaltare la situazione usando la testa. Solo che adesso c’è una nonna di mezzo e sappiamo bene che, con le nonne, le regole possono cambiare molto velocemente.

Nonna Gruffalò è un albo illustrato di 40 pagine, consigliato a partire dai 3 anni e pensato, ancora una volta, soprattutto per essere letto ad alta voce. Ed è forse proprio questo uno dei segreti più belli dell’universo creato da Donaldson e Scheffler: le loro storie non chiedono semplicemente di essere lette. Chiedono di essere dette, ripetute, interpretate.

Vent’anni dopo, perché tornare proprio adesso?

In realtà Julia Donaldson non aveva alcuna fretta di scrivere un terzo capitolo. Anzi, l’autrice ha raccontato che scrivere un seguito rappresenta sempre una sfida e che, dopo Gruffalò e la sua piccolina, l’idea di tornare ancora una volta nel bosco è rimasta a lungo nel cassetto.

A convincerla è stato anche il lavoro della National Literacy Trust e, in particolare, il programma Early Words Matter, che utilizza i libri e le storie per sostenere lo sviluppo del linguaggio e della lettura nei primi anni di vita.

Scrivere un seguito è sempre una sfida – ha raccontato Donaldson spiegando di essersi decisa solo dopo aver visto i primi due libri utilizzati nell’ambito del programma. A quel punto ha ripreso quell’idea rimasta in sospeso per capire se potesse diventare davvero una nuova storia del Gruffalò.

E a quanto pare Axel Scheffler non ha avuto molti dubbi quando si è trovato davanti il nuovo testo. I due lavorano insieme da oltre trent’anni e ormai il loro immaginario è quasi inseparabile: è difficile pensare alle rime di Donaldson senza vedere immediatamente comparire i colori, gli occhi enormi e le buffe creature disegnate da Scheffler.

Non è un caso se, quando gli è arrivata la nuova storia, l’illustratore abbia raccontato in sostanza di non aver potuto dire di no. Un ritorno che avrà anche una dimensione solidale: i personaggi saranno coinvolti nelle iniziative sostenute dalla National Literacy Trust per avvicinare sempre più bambini alla lettura.

Il Gruffalò, il mostro tenero che è diventato grande insieme a noi

I numeri, a guardarli oggi, sono impressionanti. Soltanto i primi due capitoli della serie hanno raggiunto complessivamente 18,2 milioni di copie e sono stati tradotti in 116 lingue e dialetti.

Ma forse raccontano soltanto una parte della storia. Il Gruffalò è uno di quei personaggi che hanno oltrepassato da tempo il confine del libro illustrato. È entrato nelle scuole, nei teatri, nei cartoni animati, nelle biblioteche e soprattutto nelle case. È passato dalle mani dei bambini di fine anni Novanta a quelle dei loro fratelli minori, dei cugini e, ormai, in qualche caso persino dei figli. Ed è curioso pensare che un mostro nato per fare paura sia diventato una delle presenze più rassicuranti dell’infanzia contemporanea.

Forse perché il vero protagonista, alla fine, non è mai stato davvero solo e soltanto il Gruffalò, ma anche quel Topo minuscolo che attraversa il bosco senza muscoli, senza artigli e senza zanne, ma con una capacità straordinaria di inventarsi una via d’uscita. E, dietro le rime, gli animali buffi e i mostri pelosi, da decenni continua a esserci quella piccola, gigantesca lezione: non sempre il più forte è quello che fa più paura.

Autore articolo: Germana Carillo