Quattro CASP greci entrano nel registro MiCA dopo 15 mesi di vuoto

crypto

Il 24 settembre 2026 l’ESMA ha aggiornato il registro MiCA inserendo i primi quattro CASP greci. Prima di quel giorno, la Grecia non aveva alcun provider crypto autorizzato a livello nazionale da oltre un anno.

Punti chiave

  • Fino al 24 settembre 2026 la Grecia non aveva alcun CASP nazionale registrato sotto MiCA; poi ne sono arrivati quattro insieme, nello stesso aggiornamento.
  • Tre società — BCASH, Xenios Blockchain Group e Capital Wallet — sono state autorizzate dalla Hellenic Capital Market Commission (HCMC) tra il 30 giugno e il 7 agosto 2026; Piraeus Bank è stata autorizzata dalla Bank of Greece.
  • Con questo aggiornamento la Grecia diventa il 27° dei 30 Stati EEA con almeno un CASP nazionale nel registro MiCA; restano fuori solo Ungheria, Polonia e Romania.
  • Binance ha ritirato la propria domanda MiCA in Grecia il 24 giugno 2026, prima di una decisione formale dell’HCMC, finendo poi al centro di un report contestato sul presunto coinvolgimento della Banca Centrale Europea.

La Grecia entra nel registro MiCA con quattro CASP nazionali

L’arrivo dei CASP greci nel registro MiCA chiude una lacuna di circa quindici mesi, secondo i dati monitorati da MICA Watch tra luglio 2025 e settembre 2026. A differenza di altri Stati membri, dove le prime autorizzazioni sono arrivate una alla volta, in Grecia il vuoto si è chiuso tutto insieme: quattro società sono entrate contemporaneamente nello stesso aggiornamento ESMA.

Le prime autorizzazioni greche

I quattro nomi ora presenti nel registro sono BCASH, Xenios Blockchain Group, Capital Wallet e Piraeus Bank. Le prime tre sono state autorizzate dalla Hellenic Capital Market Commission (HCMC) tra il 30 giugno e il 7 agosto 2026, mentre Piraeus Bank ha ricevuto l’autorizzazione dalla Bank of Greece. Le approvazioni sono comparse nel registro europeo dell’ESMA solo il 24 settembre, con un ritardo di circa sette-dodici settimane rispetto all’autorizzazione nazionale — uno scarto coerente con quanto osservato in altri paesi.

La tempistica è interessante anche per chi manca dall’elenco. Binance, il più grande exchange di crypto al mondo per volumi di scambio, aveva presentato domanda di autorizzazione MiCA in Grecia nella prima parte del 2026, una strada che le avrebbe permesso di offrire servizi in tutta l’UE partendo da una singola licenza greca. Secondo Cointelegraph, Binance ha ritirato quella domanda il 24 giugno 2026, prima che l’HCMC emettesse una decisione formale. Il Wall Street Journal ha poi riportato, il 18 settembre 2026, che la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde sarebbe intervenuta per scoraggiare l’approvazione della richiesta di Binance, con un vicepresidente dell’HCMC che avrebbe detto a Binance che Lagarde aveva chiesto al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis di non approvare la domanda.

L’HCMC ha respinto con fermezza questa versione dei fatti. In una risposta scritta a Cointelegraph, il regolatore ha dichiarato: “HCMC categorically rejects the assertions attributed to it.” Ha aggiunto: “No HCMC official has had any communication with any ECB official on this matter, and none of the reported statements were made by HCMC or its officials.” Binance ha detto in precedenza che non avrebbe “commentato speculazioni”, mentre anche la BCE ha rifiutato di commentare il presunto intervento. Cointelegraph ha dichiarato di aver contattato l’ufficio del primo ministro greco senza ricevere risposta.

Servizi e portata di mercato dei CASP greci

Tra le quattro società appena registrate, il ventaglio di permessi è ampio ma non completo. BCASH gestisce lo scambio di crypto-asset contro fondi, agendo da broker sul proprio book. Xenios Blockchain Group è autorizzata per la ricezione e trasmissione di ordini. Capital Wallet copre la custodia e lo scambio di crypto-asset contro fondi. Piraeus Bank detiene permessi di custodia ed esecuzione per la propria base di clienti.

Nessuna delle quattro, però, gestisce una piattaforma di trading o offre un servizio di trasferimento — le due tipologie di permesso che mancavano anche alle prime coorti di società autorizzate sotto MiCA in altri paesi. Resta quindi un vuoto nell’offerta regolata del mercato greco, anche mentre il paese chiude la propria assenza di CASP nazionali.

Le scelte di passaporto tra le quattro divergono in modo netto. Xenios ha notificato altri otto Stati EEA oltre alla Grecia, mentre Capital Wallet ne ha notificati cinque, entrando entrambe nella minoranza di CASP che usano il passaporto transfrontaliero MiCA in modo selettivo, senza notificare l’intero blocco né rinunciarci del tutto. BCASH e Piraeus Bank, al contrario, hanno scelto per ora di servire solo il mercato domestico greco, senza passaporto altrove.

L’ingresso di Piraeus Bank e il ruolo delle banche tradizionali

La presenza di Piraeus Bank nell’elenco è il segnale più chiaro che la finanza tradizionale greca sta entrando, con cautela, nei servizi crypto regolati da MiCA. Come una delle quattro banche sistemiche del paese, la sua autorizzazione indica che gli istituti di credito mainstream vengono coinvolti nel quadro normativo europeo sulle crypto, e non lasciati fuori a favore delle sole società native del settore.

Dal punto di vista strutturale, l’ingresso di Piraeus Bank segue uno schema già visto altrove nel registro MiCA: servizi di custodia ed esecuzione, limitati al mercato domestico, senza passaporto e senza servizio di scambio collegato. È lo stesso modo in cui altre grandi banche sono entrate nel quadro normativo — un primo passo prudente piuttosto che un’offerta crypto a servizio completo.

Nel sistema MiCA greco, la vigilanza è divisa tra due regolatori: BCASH, Xenios Blockchain Group e Capital Wallet rientrano sotto la supervisione dell’HCMC, mentre Piraeus Bank è controllata direttamente dalla Bank of Greece. MiCA consente agli Stati membri di nominare più autorità competenti per condividere i compiti di vigilanza, e il sistema greco a doppio binario assegna la supervisione della banca centrale specificamente all’istituto sistemico che entra nel registro.

Questo aspetto conta per il mercato più ampio perché mostra i regolatori greci trattare i servizi crypto guidati dalle banche in modo diverso rispetto alle società costruite esclusivamente attorno agli asset digitali — una distinzione che potrebbe influenzare quanto rapidamente, e sotto quale supervisione, altre banche greche seguiranno Piraeus nel registro.

La posizione della Grecia nell’ecosistema MiCA dell’EEA

Con questi quattro nuovi ingressi, la Grecia passa da zero CASP nazionali a essere il 27° dei 30 Stati EEA con almeno un provider domestico nel registro, chiudendo gran parte del ritardo rispetto ai paesi che avevano costruito i propri registri nelle prime fasi di MiCA.

Il mercato greco prima dei CASP nazionali

La colonna vuota lato domestico non ha mai significato che i residenti greci fossero privi di servizi. Grazie al sistema di passaporto di MiCA, un CASP autorizzato in qualsiasi punto dell’EEA può notificare altri Stati membri e operare lì senza licenza locale. Prima che le società greche apparissero, 172 CASP esteri avevano già passaportato i loro servizi in Grecia per servire i clienti locali — un numero simile ai 185 provider che avevano passaportato in Italia prima che arrivasse la propria coorte domestica. La maggior parte di quelle società aveva notificato tutti gli Stati EEA contemporaneamente piuttosto che puntare specificamente alla Grecia, ma l’effetto pratico era lo stesso: gli exchange internazionali potevano raggiungere i clienti greci ben prima di qualsiasi società autorizzata in Grecia.

Con l’ingresso di BCASH, Xenios Blockchain Group, Capital Wallet e Piraeus Bank, la Grecia si unisce ad altri 26 Stati EEA che avevano già almeno un provider domestico nel registro MiCA. Questo colloca il paese nella seconda metà della cronologia del rollout, rispetto ai primi ad agire come Austria, Germania, Francia e Paesi Bassi, dove le prime autorizzazioni domestiche erano apparse già a partire dalla metà del 2025.

Gli altri Stati EEA ancora senza CASP nazionali

Solo Ungheria, Polonia e Romania restano senza un singolo CASP autorizzato a livello domestico nel registro MiCA. Questa assenza non riflette una mancanza di attività di mercato: tra 169 e 176 CASP esteri hanno passaportato i loro servizi in ciascuno di questi tre paesi, il che significa che i residenti lì sono già serviti più o meno come lo erano i greci prima di settembre 2026, tramite licenze rilasciate altrove nel blocco.

Tempistiche di autorizzazione e prospettive future

Il ritardo tra le decisioni nazionali dell’HCMC e la loro comparsa nel registro dell’ESMA — circa sette-dodici settimane — è un dettaglio da monitorare mentre altri paesi chiudono i propri vuoti di registrazione. Suggerisce che l’assenza di un paese dal registro MiCA in un dato momento possa dire meno sull’inattività regolatoria e più sui tempi amministrativi tra autorizzazione nazionale e pubblicazione a livello europeo.

Cosa succederà ora per la Grecia resta una domanda aperta. Le altre banche sistemiche del paese non hanno ancora seguito Piraeus Bank nel registro, e la loro eventuale mossa potrebbe dipendere da come si comporterà il prodotto di custodia ed esecuzione della banca una volta lanciato. Nel frattempo, il registro continua ad espandersi: lo stesso aggiornamento del 24 settembre che ha portato i provider greci ha aggiunto anche sei altri fornitori da Germania, Francia e Slovenia, portando il numero totale di CASP unici autorizzati in tutta l’EEA a 359.

Per ora, l’ingresso dei CASP greci nel registro MiCA chiude uno dei vuoti più evidenti della mappa europea delle licenze crypto, mentre la vicenda ancora irrisolta sulla domanda ritirata da Binance — e le versioni contrapposte sul presunto ruolo della BCE — resta un filo aperto nel modo in cui verrà ricordato il primo capitolo greco di MiCA.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Autore articolo: Francesco Antonio Russo