Ripple celebra la vittoria sulla SEC e spinge per una nuova normativa

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In un’audizione davanti alla Commissione Bancaria del Senato degli Stati Uniti, il CEO di Ripple Brad Garlinghouse ha ribadito con forza l’urgenza di stabilire regole chiare per il settore delle criptovalute, sottolineando come l’assenza di un quadro regolatorio definito abbia bloccato per anni l’innovazione, spinto all’estero aziende virtuose e sottratto al Paese tecnologie, talenti e gettito fiscale.

Garlinghouse ha ricordato che Ripple fu la prima grande azienda del settore cripto ad essere citata in giudizio dalla SEC, che nel 2020 accusò la società di aver venduto XRP come un titolo non registrato. Dopo anni di battaglia legale, la decisione del tribunale ha riconosciuto nel 2023 che XRP non è, di per sé, un titolo finanziario, sancendo una delle più importanti vittorie legali nel settore cripto. Una sentenza che non solo ha rilanciato Ripple, ma ha dato fiducia all’intero ecosistema blockchain e ha rafforzato la necessità di una cornice giuridica moderna per gli asset digitali.

Una spinta per il CLARITY Act

Nel suo intervento, Garlinghouse ha chiesto al Congresso di approvare il CLARITY Act, il disegno di legge che punta a definire in modo inequivocabile il perimetro regolatorio per le criptovalute. Secondo il CEO di Ripple, l’approvazione di questo framework normativo è fondamentale per sbloccare nuove opportunità economiche, facilitare l’ingresso di capitali istituzionali e rendere gli Stati Uniti un punto di riferimento mondiale per l’innovazione finanziaria.

“Oggi, oltre 55 milioni di americani partecipano attivamente all’economia delle criptovalute,” ha dichiarato Garlinghouse. “Il nostro mercato dei capitali è il più profondo al mondo, abbiamo i migliori talenti tecnici ed un’impareggiabile capacità di innovazione. Non c’è motivo per cui non dovremmo essere leader anche nella finanza digitale.” Ha poi ricordato che l’incertezza normativa ha danneggiato aziende, investitori e consumatori, costringendo numerose realtà a spostare attività e posti di lavoro all’estero.

L’audizione ha rappresentato anche il primo confronto diretto tra Garlinghouse e la senatrice Elizabeth Warren, tra le voci più critiche nei confronti delle criptovalute. Ma il tono dell’incontro ha suggerito un’apertura a un dialogo costruttivo: da una parte la necessità di proteggere il pubblico da abusi e frodi, dall’altra quella di non soffocare l’innovazione con leggi antiquate o ambigue.

Il messaggio finale di Garlinghouse è chiaro: gli Stati Uniti hanno tutte le carte in regola per guidare il futuro della blockchain e delle risorse digitali, ma servono regole chiare, trasparenti e mirate. Solo così sarà possibile garantire la protezione dei consumatori, stimolare la crescita e restare competitivi in un mercato globale in rapidissima evoluzione.

Fonti: Cryptonews.com, Coindesk.com

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Autore articolo: Conio Team