Un papà palestinese e uno israeliano uniti dal dolore delle figlie uccise, si battono insieme per la pace (e puntano dritto al premio Nobel)

Un legame nato dalle fondamenta di una tragedia incancellabile unisce indissolubilmente Bassam Aramin e Rami Elhanan. Il primo è palestinese, il secondo è israeliano e la loro esistenza è stata stravolta da morti violente legate al conflitto in Medio Oriente. La quattordicenne Smadar, figlia di Rami, ha perso la vita in un attentato dinamitardo nel cuore di Gerusalemme, mentre Abir, la figlia di 10 anni di Bassam, è stata colpita mortalmente fuori dalla propria scuola da un militare.
Invece di cedere alla spirale della vendetta, i due padri si sono incontrati grazie all’associazione Parents Circle, stringendo un’amicizia profonda e trasformando il proprio lutto privato in un simbolo universale di dialogo. Questa straordinaria vicenda è al centro di opere letterarie come Apeirogon di Colum McCann e Mio padre, tuo padre di Carola Benedetto e Luciana Ciliento e ora punta dritta verso il Premio Nobel per la Pace, insieme.
Le prime tappe sarde del tour italiano
Il percorso di sensibilizzazione prenderà ufficialmente il via in Sardegna con il progetto Venti di pace, che farà da apripista alla candidatura ufficiale della coppia al premio Nobel per la pace. Il 13 ottobre 2026 alle 10:30, l’appuntamento inaugurale si terrà a Villacidro nella palestra dell’Istituto Comprensivo Loru-Dessì, coinvolgendo gli studenti insieme ai ragazzi del Liceo Piga e dell’Istituto Marconi-Lussu di San Gavino. Il giorno successivo, il 14 ottobre alle 10:00, i protagonisti saranno accolti a Cagliari nell’Aula B del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università, con una platea aperta agli universitari e alle scuole superiori di Quartu Sant’Elena e Selargius, garantendo anche la traduzione nella Lingua dei segni.
I promotori dell’iniziativa e gli obiettivi
Dopo le tappe inaugurali nell’isola, il viaggio proseguirà toccando regioni come il Piemonte e la Toscana. Il progetto è promosso da una rete di enti territoriali e culturali tra cui la Fondazione Giuseppe Dessì, l’associazione Genti Arrubia, il Comune di Quartu, l’Università di Cagliari, la Fondazione Faustino Onnis e l’associazione Il Crogiuolo, con il supporto della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Crt, della Fondazione Compagnia di San Paolo, dell’Anpi e del Comitato per i Diritti Umani della Regione Piemonte. L’iniziativa non ambisce a risolvere la complessità geopolitica del conflitto, ma intende dimostrare concretamente che la scelta individuale di ascoltare l’altro può spezzare la catena dell’odio.
