Dimentica Scotti o Riso Principe, è questo il Riso Carnaroli migliore del test per Altroconsumo (che boccia i più costosi)

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Chi pensa che per portare in tavola un buon risotto serva acquistare il riso più caro potrebbe ricredersi. L’ultimo test di Altroconsumo, che ha analizzato 15 confezioni di riso Carnaroli, incorona infatti Grandi Riso Terra del Riso Carnaroli come migliore del test, mentre il prodotto più costoso viene addirittura bocciato perché, secondo le analisi, non rispetta le caratteristiche della varietà Carnaroli dichiarata in etichetta.

Con un punteggio di 78/100 e un prezzo di 3,68 euro al chilo, Grandi Riso Terra del Riso si distingue per la qualità dei chicchi, la conformità agli standard di legge e l’ottima resa in cottura. Subito dietro si colloca Carrefour Carnaroli, che ottiene 75/100, confermando che è possibile acquistare un ottimo Carnaroli senza spendere cifre elevate.

All’estremo opposto della classifica troviamo invece Riso Principe Carnaroli, venduto a 5,52 euro al chilo, il prezzo più alto tra tutti i prodotti esaminati. Secondo Altroconsumo, il riso presenta caratteristiche morfologiche incompatibili con la varietà Carnaroli e per questo è stato bocciato. Un risultato che dimostra come il prezzo, da solo, non sia garanzia né di autenticità né di qualità.

Gli altri prodotti promossi

Tra i marchi che ottengono una valutazione positiva figurano anche:

  • Riso Riccò Carnaroli: 74/100
  • Sorrisi di Spiga (Eurospin): 69/100, premiato come Miglior acquisto
  • Carosio (Lidl): 68/100, anch’esso Miglior acquisto
  • Coop Carnaroli: 67/100
  • Esselunga Carnaroli: 67/100
  • Gallo Riserva Carnaroli: 65/100
  • Le Stagioni d’Italia Carnaroli: 65/100

Nella parte bassa della graduatoria, oltre a Riso Principe, si trovano Curtiriso, Riso Scotti, Selex, Conad e Delizie dal Sole (Eurospin), penalizzati soprattutto per difetti qualitativi e mancato rispetto di alcuni parametri previsti dalla normativa.

Sicurezza: quadro nel complesso positivo

Dal punto di vista della sicurezza alimentare, i risultati sono rassicuranti. Le analisi hanno rilevato livelli di cadmio e arsenico inferiori ai limiti di legge e, in circa metà dei campioni, il cadmio non è stato nemmeno rilevato.

Anche per quanto riguarda i pesticidi, le eventuali tracce riscontrate risultano sempre entro i limiti consentiti. Le aflatossine sono assenti, mentre la micotossina DON (deossinivalenolo) è stata individuata soltanto in due prodotti – Delizie dal Sole e Riso Principe – in quantità che Altroconsumo considera non preoccupanti sotto il profilo sanitario.

Perché alcuni marchi sono stati penalizzati

Oltre alla sicurezza, il test ha verificato il rispetto degli standard previsti dal D.Lgs. 131, che disciplina la qualità commerciale del riso. Sono stati valutati, tra gli altri, la percentuale di chicchi rotti, la presenza di grani immaturi o appartenenti ad altre varietà e l’uniformità della granella.

Su questi aspetti Curtiriso, Selex, Riso Scotti e soprattutto Riso Principe hanno evidenziato le maggiori criticità, con difetti che incidono sia sulla conformità del prodotto sia sulla resa durante la preparazione del risotto.

La prova in cucina

I campioni sono stati infine sottoposti a una prova sensoriale per valutare tenuta alla cottura, consistenza al dente, capacità di assorbire il condimento e cremosità finale. I prodotti che hanno ottenuto i punteggi migliori si sono distinti per chicchi più uniformi, minore presenza di rotture e una migliore tenuta in pentola, caratteristiche essenziali per un vero risotto di qualità.

Fonte: Altroconsumo

Autore articolo: Marco Crisciotti