Richiamo alimentare, albume d’uovo ritirato per salmonella: il lotto da evitare

I supermercati Conad hanno segnalato il richiamo precauzionale di un lotto di albume d’uovo da allevamento a terra a marchio Conad Piacersi. Il provvedimento si è reso necessario a seguito dell’esito non conforme emerso durante i consueti controlli sulla filiera.
Nel lotto interessato è stata infatti riscontrata la presenza di Salmonella spp., elemento microbiologico non conforme agli standard normativi, che ha fatto scattare il blocco immediato della distribuzione e l’avviso ai clienti.
Dati del richiamo e indicazioni per i consumatori
Il ritiro riguarda un lotto specifico di albume venduto nelle confezioni trasparenti/cartonato da mezzo chilo. Di seguito si riportano tutte le informazioni utili per identificare il prodotto:
- Denominazione di vendita: Albume d’uovo da allevamento a terra 500g Conad Piacersi
- Marchio del prodotto: Conad Piacersi
- Lotto di produzione: K657113
- Data di scadenza: 29/10/2026
- Codice EAN: 8003170102415
- Formato: confezione da 500 g
- Produttore: Cooperativa Produttori Romagnoli Avicoli – CO.P.R.A. (Gruppo Eurovo S.r.l.)
- Sede dello stabilimento: via Cavecchia, frazione Calisese 75, Cesena (FC)
- Marchio di identificazione dello stabilimento: IT 39 OV UE

Conad invita i clienti in possesso delle confezioni appartenenti al lotto indicato a non consumarle e a riportarle presso qualsiasi punto vendita della catena, dove si provvederà al rimborso o alla sostituzione. La nota precisa inoltre che, come indicato in etichetta, la cottura completa dell’alimento contribuisce all’inattivazione del microrganismo.
Cos’è la Salmonella e quali sono i rischi della salmonellosi
La salmonellosi è una delle infezioni alimentari più diffuse nell’uomo e viene causata da batteri del genere Salmonella, appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae. Questi microrganismi colonizzano principalmente il tratto intestinale dei volatili da cortile e possono contaminare uova, carne di pollame e derivati sia all’origine sia durante le fasi di lavorazione e confezionamento.
L’infezione si manifesta solitamente tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione dell’alimento contaminato, presentandosi sotto forma di gastroenterite acuta con nausea, vomito, crampi addominali, diarrea e febbre.
Nella maggior parte degli individui sani i sintomi tendono a risolversi spontaneamente in pochi giorni. Tuttavia nei soggetti fragili, come bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza e persone immunocompromesse, l’infezione può evolvere verso forme sistemiche o invasive più severe (come la setticemia), che richiedono un tempestivo intervento medico e ricovero ospedaliero.
