La Stele della Pace torna al suo splendore sull’Etna! Dopo l’atto vandalico, ripristinato il simbolo di unità fra popoli

La Stele della Pace nel Mediterraneo che si erge fra le betulle dell’Etna, è tornata alla sua originaria bellezza dopo l’atto vandalico avvenuto la scorsa estate. L’opera, realizzata grazie alla collaborazione di otto Rotary Club dell’area etnea con il Rotary Passport Mediterranée come capofila, era stata ricoperta di scritte fatte con spray nero, ma lo scorso martedì 23 giugno una delegazione è tornata sui Monti Sartorius per festeggiare il ripristino del simbolo di pace e unità fra i popoli.

@Rotary Passport Mediterranée District 2100
Non si è trattato di un rito formale, ma un atto di responsabilità collettiva per riaffermare che la violenza non vince, che la comunità reagisce, che i simboli non si abbattono. La scultura in pietra lavica, alta 2 metri e 40, è opera dal maestro scultore siciliano Nicola Dell’Erba, socio del RC Passport Mediterranèe e rappresenta due blocchi provenienti dalla stessa eruzione che si guardano e dialogano, uniti da un ovale lucido che riflette la luce. La Stele – che guarda verso il Mediterraneo – vuole trasmettere un messaggio potente: un equilibrio possibile e una Pace che non è passiva ma attiva, e che va costruita giorno dopo giorno.
La pace come impegno concreto e quotidiano
La Pace non è un concetto astratto, né un esercizio di retorica. È un lavoro quotidiano, un impegno concreto, un gesto che si rinnova anche quando qualcuno tenta di cancellarlo. Quel simbolo è stato deturpato con della vernice e scritte sovversive. Un gesto vile, anonimo, piccolo. Ma la risposta è stata grande” commentano i promotori del Rotary.
Gli otto Club coinvolti – gli stessi che avevano finanziato l’opera – si sono tassati nuovamente, raccogliendo una somma quasi pari al costo originario della Stele. Per riuscirci hanno organizzato iniziative, concerti, serate, raccolte fondi. Poi hanno atteso che la neve, quest’anno particolarmente abbondante e tardiva, lasciasse finalmente libero il sentiero dei Sartorius e infine hanno richiesto ancora una volta le autorizzazioni alla Forestale. E soprattutto hanno chiesto all’artista di tornare lassù, tra lava e vento, per restituire dignità all’opera fortemente simbolica.
A giugno 2026 il restauro è completato e la Stele è tornata a risplendere. Questa volta, però, l’opera in pietra lavica è stata ricoperta da uno speciale rivestimento protettivo proprio per evitare che venga nuovamente deturpata.
Una scelta pratica, intelligente, prima non preventivata perché non immaginabile che proprio una tale rappresentazione potesse essere oggetto di attenzioni illecite. – sottolinea il Rotary che ha portato avanti l’iniziativa e che quest’anno è stato in prima linea anche per l’emergenza frana a Niscemi – Abbiamo trasformato la ferita in una lezione: la Pace non è fragile, è resiliente ed è sempre azione comune.”
Così la Stele della Pace del Mediterraneo è tornata a sorvegliare e unire il Mediterraneo. Più forte di prima e più necessaria che mai, in questi tempi di guerre e paura.
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