Focolaio di Salmonella in Europa, 109 casi e 2 morti collegati al consumo di germogli: tutto quello che devi sapere

Tre infezioni segnalate dall’Irlanda al portale europeo EpiPulse, risalenti ad aprile, sono bastate a far emergere una rete di contagi che sta attraversando mezzo continente. Da quel primo allarme gli epidemiologi hanno tirato un filo che, di Paese in Paese, ha ricostruito un focolaio da 109 casi confermati di Salmonella Bovismorbificans, ben 11 Stati coinvolti, con 18 ricoveri e 2 decessi, avvenuti in Finlandia. Lo certifica il Rapid Outbreak Assessment pubblicato il 25 giugno da ECDC ed EFSA, le due agenzie europee per il controllo delle malattie e la sicurezza alimentare. Il veicolo, dicono gli investigatori, sono i germogli di erba medica. E la contaminazione, con ogni probabilità, era già nei semi prima ancora che mettessero piede in Europa.
Dove ha colpito
I casi confermati si concentrano tra gennaio e maggio 2026. La Finlandia è il Paese più colpito con 35 infezioni, seguita dal Regno Unito con 30 e dai Paesi Bassi con 17. L’elenco completo comprende anche Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Irlanda, Lussemburgo e Spagna. A pagare il conto più alto sono stati gli adulti, con una netta prevalenza femminile: settantasette donne contro trentuno uomini, in un arco di età che va dai 4 agli 88 anni.
I due morti, entrambi in Finlandia, riguardano un caso confermato e uno probabile. Avevano patologie pregresse e uno era già in cure terminali, dettaglio che pesa, quando si valuta il ruolo effettivo del batterio.
Un seme indiano, un’azienda italiana
Le indagini di tracciabilità hanno portato a un fornitore comune di semi e, risalendo la filiera, a un’origine fuori dai confini europei: come detto, i semi di erba medica risulterebbero importati dall’India e poi smistati in mezza Europa. Secondo la ricostruzione di ECDC ed EFSA, la contaminazione sarebbe avvenuta a monte, prima che le partite arrivassero nel continente per essere poi distribuite e lavorate nei vari Paesi. L’Italia compare come snodo della distribuzione: è qui che i semi sospetti sono stati ricevuti, ripartiti e rietichettati prima di proseguire verso gli altri mercati. Una posizione che pesa anche alla luce di un precedente, un audit della Commissione europea condotto in Italia tra maggio e giugno 2025 aveva già rilevato la presenza di germogli prodotti da aziende non registrate e riscontrato una scarsa incisività dei controlli .
Cosa hanno fatto le autorità
La risposta è stata quella da protocollo, quindi ritiro dei lotti di semi incriminati, richiamo dei prodotti derivati e distruzione delle partite sospette. In alcuni Paesi la produzione è stata sospesa, ed i nuovi casi sono calati di conseguenza, infatti già a giugno, al momento della pubblicazione del rapporto, non se ne registravano più. Permane un certo margine di incertezza, e le agenzie non lo nascondono, legato alla fonte della contaminazione, che dovrà essere identificata e neutralizzata, l’unico modo per escludere totalmente la possibilità di nuovi focolai d’infezione.
Il consiglio ai consumatori è quello di sempre, e proprio per questo va ripetuto: bisogna sciacquare i prodotti freschi e seguire le istruzioni di conservazione e consumo riportate dal produttore.
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