“Non abboccare”: la geniale campagna di sensibilizzazione contro lo svapo e le sigarette elettroniche oggi attuale più che mai

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Come si convince un’intera generazione che aveva progressivamente voltato le spalle alle sigarette tradizionali a tornare a dipendere dalla nicotina? La risposta, secondo molti esperti di salute pubblica, passa da aromi invitanti, colori sgargianti e strategie di marketing sempre più sofisticate. Mango, fragola, chewing gum, zucchero filato, caramello: sapori che ricordano più che altro una caramelleria.

È proprio su questa contraddizione che si basa “Don’t Take the Bait” (“Non abboccare”), una campagna di sensibilizzazione realizzata dagli studenti della Southern Methodist University per Truth Initiative, una delle più note organizzazioni statunitensi impegnate nella lotta al tabagismo e alla dipendenza da nicotina.

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L’idea creativa è tanto semplice quanto potente: i gusti dolci e fruttati delle e-cigarette rappresentano l’esca, mentre l’amo nascosto è la dipendenza. Un messaggio diretto che punta a smontare la narrazione secondo cui il vaping sarebbe un’abitudine innocua o semplicemente “alla moda”.

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L’esca perfetta: aromi, colori e marketing

Non si tratta soltanto di una percezione. Numerose ricerche hanno dimostrato che gli aromi sono uno dei principali fattori che spingono adolescenti e giovani adulti a sperimentare le sigarette elettroniche. Secondo Truth Initiative, quasi tutti i giovani che utilizzano e-cigarette scelgono prodotti aromatizzati e oltre l’80% delle vendite del settore riguarda gusti diversi dal tabacco.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia l’allarme: le aziende del settore possono contare su oltre 16mila aromi differenti e su campagne promozionali che sfruttano social media, influencer e confezioni dal design accattivante per attirare le fasce più giovani della popolazione.

La letteratura scientifica conferma da anni questo fenomeno. Diversi studi hanno evidenziato che gli adolescenti considerano gli aromi alla frutta, alla menta o ai dolci più piacevoli e meno dannosi rispetto ai prodotti al gusto tabacco, aumentando così la probabilità di provarli.

Le sigarette elettroniche sono oggi il prodotto a base di nicotina più utilizzato dagli adolescenti negli Stati Uniti. Stando ai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), nessun prodotto contenente tabacco o nicotina può essere considerato sicuro per bambini e adolescenti e che l’esposizione precoce alla nicotina può influenzare lo sviluppo cerebrale. Secondo l’OMS, in molti Paesi il consumo di sigarette elettroniche tra i giovani supera addirittura quello degli adulti.

A preoccupare non è soltanto il numero dei ragazzi che iniziano a svapare, ma anche la crescente concentrazione di nicotina presente nei dispositivi più recenti. Negli ultimi anni il mercato si è spostato verso prodotti usa e getta sempre più potenti, economici e facilmente reperibili, capaci di fornire dosi elevate di nicotina in tempi molto brevi.

Dietro il gusto di fragola c’è una strategia precisa

La campagna “Don’t Take the Bait” punta il dito proprio contro questo meccanismo. L’obiettivo non è demonizzare chi utilizza le sigarette elettroniche, ma aiutare i più giovani a riconoscere le strategie commerciali che rendono il vaping particolarmente attraente.

Secondo Truth Initiative, i produttori fanno leva su quattro elementi principali:

  • aromi dolci
  • prezzi accessibili
  • design tecnologico
  • una massiccia presenza sui social network

Tutti fattori che contribuiscono a costruire l’immagine di un prodotto moderno, innocuo e desiderabile. Non a caso diversi Paesi stanno introducendo restrizioni proprio sugli aromi. Nei Paesi Bassi, ad esempio, una valutazione condotta dopo il divieto dei gusti aromatizzati ha rilevato che il 40% degli utilizzatori ha ridotto il consumo di e-cigarette e oltre uno su cinque ha smesso completamente.

Un messaggio semplice che arriva dritto al punto

La forza di “Don’t Take the Bait” sta nella sua immediatezza. L’immagine dell’amo nascosto dietro un’esca appetitosa racconta in pochi secondi ciò che decine di statistiche spesso faticano a spiegare: ciò che appare innocuo non sempre lo è.

Dietro un aroma tropicale o una nuvola al gusto di zucchero filato può nascondersi una dipendenza che accompagna per anni. E se le sigarette tradizionali avevano ormai perso fascino agli occhi di molti giovani, il vaping sembra aver trovato un nuovo linguaggio per riportare la nicotina nelle loro vite.

La campagna degli studenti della Southern Methodist University invita semplicemente a fermarsi un momento prima di fare quel primo tiro. A guardare oltre l’esca. E a non abboccare.

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Autore articolo: Germana Carillo