Firmato nuovo contratto scuola, in arrivo arretrati fino a 1.253 euro: ecco gli aumenti di stipendio per insegnanti e personale ATA

Nella giornata di ieri mercoledì 1 luglio, nella sede romana dell’ARAN, è arrivata la firma che 1,2 milioni di lavoratori della scuola, dell’università, degli enti di ricerca e delle istituzioni AFAM aspettavano da mesi. La parte economica del contratto collettivo 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca è ufficiale: sul tavolo, insieme al presidente dell’agenzia Antonio Naddeo, si sono seduti i rappresentanti di tutte le sigle sindacali del settore, e l’intesa è passata all’unanimità, come già accaduto per l’ipotesi di accordo siglata lo scorso 1° aprile.
Quanto aumenta lo stipendio
A regime, dal 1° gennaio 2027, l’incremento medio per l’intero comparto sarà di 137 euro lordi su tredici mensilità. Per i docenti la cifra sale a 143 euro medi al mese, mentre per il personale ATA si ferma a 107 euro. Gli aumenti arriveranno in tre scaglioni distinti, con decorrenza dal 1° gennaio 2025, dal 1° gennaio 2026 e dal 1° gennaio 2027, e includono l’anticipazione IPCA già versata negli anni scorsi. L’importo cambierà anche in base al grado scolastico e all’anzianità di servizio: alle elementari e alla scuola d’infanzia si va da 110 a 159 euro mensili, alle medie tra 119 e 177 euro, alle superiori tra 110 e 185 euro a seconda del titolo di studio.
Sommando i tre rinnovi contrattuali firmati tra il 2022 e oggi (quello 2019-2021, il 2022-2024 e questo 2025-2027) l’ARAN parla di un incremento complessivo senza precedenti: 395 euro medi su tredici mensilità per l’intero comparto, che diventano 412 per i soli docenti.
Gli arretrati
Il contratto precedente era scaduto da tempo, e questo apre la strada al pagamento delle somme non ancora percepite. Secondo l’ARAN, calcolati al 30 giugno 2026, gli importi oscillano tra circa 815 e circa 1.250 euro. Nel dettaglio riportato da diverse testate che hanno seguito la firma, la cifra più alta, 1.253 euro, spetta al personale degli enti di ricerca; seguono 1.034 euro per l’AFAM, 855 per i docenti, 854 per il personale universitario e 633 per l’ATA. La data di erogazione non è ancora stata fissata: le prime somme potrebbero comparire già nel cedolino NoiPA di luglio, anche se non è escluso uno slittamento ad agosto per motivi tecnici legati ai tempi di elaborazione della piattaforma.
Cosa resta da chiudere
La firma di ieri riguarda solo la parte economica, restano ancora aperti i tavoli sulla parte normativa (relazioni sindacali, lavoro agile, welfare contrattuale) su cui, secondo l’ARAN, i confronti sono destinati a proseguire.
Fonte: aranagenzia.it
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