Etna in eruzione con nube di cenere alta 1,5 km: stop ai voli in arrivo da Catania e disagi per migliaia di passeggeri

L’Etna torna a far parlare di sé. Nelle prime ore di questa mattina il vulcano attivo più alto d’Europa ha intensificato la propria attività eruttiva dal cratere Voragine, dando origine a una consistente emissione di cenere che si è innalzata nel cielo sopra la vetta e che ha avuto immediate ripercussioni sul traffico aereo. Per motivi di sicurezza, infatti, l’aeroporto di Catania ha sospeso tutti i voli in arrivo, mentre i tecnici continuano a monitorare l’evoluzione del fenomeno.

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Secondo quanto comunicato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Osservatorio Etneo, le prime emissioni di cenere sono state osservate intorno alle 7:45 dalla bocca situata sull’alto fianco orientale del cratere Voragine. L’attività è progressivamente aumentata nel corso della mattinata e intorno alle 8:45 la nube eruttiva ha raggiunto circa 1,5 chilometri di altezza sopra la cima dell’Etna. I venti l’hanno poi spinta verso i settori meridionali e sud-sud-orientali del vulcano. Si tratta dell’ultimo episodio di una fase di attività che negli ultimi giorni aveva già mostrato segnali di crescente intensità.
Stop agli arrivi all’aeroporto di Catania
L’emissione di cenere vulcanica ha avuto conseguenze immediate sui collegamenti aerei. La Sac, società che gestisce l’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania, ha infatti annunciato la sospensione delle operazioni di volo in arrivo.
“In seguito alle attività vulcaniche di questa mattina, domenica 5 luglio, è stata disposta la chiusura del settore B2 e la riduzione degli arrivi a 5 voli all’ora fino alle 21 ora locale.” si legge nella nota.
La società invita tutti i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di mettersi in viaggio verso l’aeroporto. Alcuni voli sono stati dirottati in altri aeroporti siciliani, come Palermo.
Un’attività che dura da giorni
Come anticipato, l’episodio di oggi non è stato improvviso. Negli ultimi giorni il vulcano aveva continuato a manifestare una vivace attività stromboliana, caratterizzata da esplosioni intermittenti e dall’emissione di materiale vulcanico. Nel frattempo, la colata lavica originata da una bocca eruttiva posta a circa 3.030 metri di quota, attiva dal 26 giugno, si è progressivamente esaurita fino a cessare il 4 luglio. Tra la notte del 2 e del 3 luglio si era inoltre formato un secondo piccolo flusso lavico che aveva percorso poco più di cento metri prima di arrestarsi poche ore dopo. Questi fenomeni indicavano già una fase di instabilità del sistema vulcanico, culminata nell’intensificazione osservata oggi. L’INGV segnala che il livello di attività interna dell’Etna resta elevato. Nelle ultime ore sono stati registrati importanti segnali di agitazione del vulcano, con valori in costante crescita e marcate oscillazioni dell’attività.
Il punto da cui provengono questi segnali continua a essere localizzato nell’area del cratere Voragine, uno dei settori più attivi dell’Etna negli ultimi mesi. Per il momento non vengono segnalate criticità per i centri abitati, ma il vulcano è costantemente sorvegliato dagli esperti che seguiranno l’evoluzione del fenomeno nelle prossime ore.
Oltre ai disagi per il traffico aereo, l’emissione di cenere potrebbe interessare i comuni etnei, riempendo strade, coltivazioni, tetti e creando temporanei disagi, soprattutto alla circolazione.
Fonti: INGV/Aeroporto Fontanarossa
