Le spiagge italiane sono eccellenti, ma qualcuno ha monitorato i PFAS? Lo studio senza precedenti in Francia

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Il mare italiano esce molto bene dalle classifiche ufficiali. Secondo i dati diffusi da SNPA, il 94,9% della costa monitorata per la stagione balneare 2026 rientra nella classe โ€œeccellenteโ€: 5.926 chilometri su 6.242 controllati. In testa cโ€™รจ la Puglia, con il 99,9% di costa eccellente, seguita da regioni che sfiorano comunque percentuali altissime.

รˆ una buona notizia, e tale resta. Perรฒ bisogna capire che cosa misura davvero quella parola, โ€œeccellenteโ€. Il monitoraggio ordinario delle acque di balneazione si basa sui parametri che la normativa considera decisivi per stabilire la balneabilitร : Escherichia coli ed enterococchi intestinali, cioรจ indicatori di possibile contaminazione fecale. Lo chiarisce anche SNPA: il superamento dei limiti per questi microrganismi puรฒ far scattare un divieto temporaneo di balneazione.

Qui entra il caso francese. Unโ€™indagine di Surfrider Foundation Europe ha cercato una cosa diversa da quella che di solito decide se possiamo fare il bagno oppure no: la presenza di PFAS nelle acque, le sostanze perfluoroalchiliche note come โ€œinquinanti eterniโ€ per la loro grande persistenza nellโ€™ambiente.

Lo studio francese sui PFAS nelle acque di balneazione

 

Tra giugno e luglio 2025, Surfrider ha campionato 107 siti di balneazione e attivitร  nautiche in Francia: 80 spiagge costiere e 27 siti dโ€™acqua dolce, tra laghi e fiumi, distribuiti tra Francia metropolitana e territori dโ€™oltremare. Lโ€™associazione ha cercato 58 PFAS e prodotto oltre 6.200 risultati analitici.

Il dato piรน netto รจ questo: i PFAS sono stati rilevati in tutti i siti campionati. In totale sono stati quantificati 23 PFAS diversi. Il TFA, una molecola molto mobile e persistente, รจ stato trovato nel 100% dei campioni. Il PFOS, giร  sottoposto a forti restrizioni e classificato come cancerogeno dallo IARC, รจ risultato tra le sostanze piรน ricorrenti.

Secondo Surfrider, se il PFOS fosse preso in considerazione nella valutazione chimica dei siti, circa il 78% dei siti dโ€™acqua dolce e il 44% dei siti costieri analizzati potrebbe ricadere in una condizione di cattivo stato chimico. รˆ un passaggio da maneggiare con cura: lโ€™indagine riguarda siti francesi, con campioni francesi, e non permette di dire che le spiagge italiane siano nella stessa situazione.

Permette perรฒ di porre una domanda molto concreta: quando leggiamo che unโ€™acqua รจ balneabile o eccellente, stiamo parlando anche di contaminazione chimica persistente? Nella maggior parte dei casi, no.

Balneabile non vuol dire controllato per ogni sostanza

La distinzione รจ semplice, ma decisiva. Unโ€™acqua puรฒ risultare balneabile perchรฉ rispetta i limiti microbiologici previsti dalla normativa europea, senza che quella classificazione dica automaticamente qualcosa sulla presenza o assenza di PFAS.

Batteri e contaminanti chimici non sono la stessa cosa. Gli uni indicano soprattutto problemi legati a scarichi, depurazione e contaminazione fecale; gli altri raccontano una storia piรน lunga, fatta di industrie, prodotti impermeabilizzanti, schiume antincendio, trattamenti antiaderenti, tessuti tecnici, pesticidi e sostanze che possono muoversi nellโ€™acqua e restare nellโ€™ambiente per molto tempo.

Anche lโ€™Agenzia europea dellโ€™ambiente, nel rapporto sulla qualitร  delle acque di balneazione 2025, fotografa una situazione complessivamente positiva: lโ€™85% dei siti dellโ€™Unione europea รจ stato classificato eccellente e il 96% ha rispettato almeno i requisiti minimi della direttiva. Questi dati, perรฒ, riguardano il perimetro della direttiva sulle acque di balneazione, costruita principalmente sulla qualitร  microbiologica.

In Italia i PFAS vengono monitorati in altri contesti. ISPRA ha pubblicato indirizzi specifici per progettare reti di monitoraggio delle sostanze perfluoroalchiliche nei corpi idrici superficiali e sotterranei. Il tema quindi esiste, viene studiato, entra nelle reti ambientali. Semplicemente, non coincide con il giudizio immediato che arriva al cittadino quando consulta la qualitร  della spiaggia in cui vuole fare il bagno.

Questo non significa dire che le spiagge italiane siano contaminate da PFAS. Per sostenerlo servirebbero campionamenti mirati, pubblici, sito per sito, comparabili con quelli francesi. Significa dire una cosa diversa e piรน solida: la classe โ€œeccellenteโ€ non misura tutto. Misura ciรฒ che la normativa sulla balneazione prevede di misurare.

La domanda che resta in acqua

Sapere se lโ€™acqua รจ pulita dai batteri resta fondamentale, ma potrebbe non bastare piรน. La richiesta avanzata da Surfrider allโ€™Unione europea รจ quella di introdurre norme di qualitร  chimica per le acque di balneazione, migliorare i sistemi di controllo e avviare piani di riduzione dellโ€™inquinamento alla fonte.

Per chi va al mare, al lago o al fiume, il punto non รจ farsi prendere dal panico davanti a ogni cartello. Il punto รจ pretendere parole precise. โ€œEccellenteโ€ รจ una classificazione utile, purchรฉ non venga scambiata per una garanzia universale su ogni possibile contaminante.

Il mare italiano resta promosso dai controlli ufficiali sulla balneazione. Il caso francese ricorda soltanto che unโ€™acqua puรฒ superare brillantemente un esame e non averne ancora sostenuto un altro.

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Autore articolo: Ilaria Rosella Pagliaro