Rifugi climatici: la mappa e le soluzioni urbane contro le ondate di calore

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donna seduta sotto ad albero mentre legge

Caldo, sole a picco, asfalto che scotta: d’estate la vita in città può diventare difficile da sopportare, soprattutto durante le ondate di calore che mettono a dura prova il nostro benessere fisico e psicologico. In risposta a questo fenomeno, in varie città italiane si è iniziato a mappare i posti in cui è possibile recarsi per refrigerarsi, i cosiddetti rifugi climatici, diventati nel 2026 una colonna portante dei piani di adattamento urbano ai cambiamenti climatici.

Rifugi climatici: cosa sono?

I rifugi climatici sono spazi aperti al pubblico, chiusi o all’aperto, dove le persone possono trovare riparo e sollievo nei momenti di caldo estremo. Tra questi luoghi ci sono, ad esempio:

  • biblioteche;
  • parchi urbani e boschi verticali;
  • giardini pubblici dotati di nebulizzatori;
  • musei e centri culturali.

Avere accesso ad ambienti freschi e sicuri è fondamentale per proteggersi dal caldo intenso. Le alte temperature, infatti, possono avere effetti negativi sulla salute. I rischi aumentano per i soggetti più vulnerabili come anziani, bambini e persone con malattie croniche, ma anche per i lavoratori pendolari e i turisti che si muovono a piedi.

Perché in città fa più caldo

una donna con cappello visita una città in estate
Perché in città fa più caldo – www.ok-salute.it

Il clima nelle aree urbane tende ad essere più caldo rispetto a quello delle zone rurali circostanti. Come spiega il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il fenomeno noto come isola di calore urbana indica le «zone centrali delle città sensibilmente più calde delle aree limitrofe o rurali». Tra le cause principali ci sono la carenza di vegetazione, la densità edilizia, l’ampio uso di materiali come asfalto e cemento e superfici che assorbono il calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte.

In questo contesto, i rifugi climatici rappresentano una misura concreta per mitigare gli effetti del caldo eccessivo, con il vantaggio di poter valorizzare spazi già esistenti. Tuttavia, da soli non bastano a risolvere il problema. Per affrontare in modo efficace l’aumento delle temperature delle città, questi interventi dovrebbero inserirsi in un quadro più ampio di strategie volte a ripensare lo spazio urbano.

Tra queste spiccano le Nature-Based Solutions (soluzioni basate sulla natura), la de-impermeabilizzazione dei suoli per far respirare il terreno e l’adozione di “cool roofs” (tetti bianchi o riflettenti) per ridurre l’assorbimento solare degli edifici.

Rifugi climatici: dove andare per proteggersi dal caldo?

In Europa, Barcellona è l’esempio capofila di città che si è distinta per aver sviluppato una rete capillare di rifugi climatici, garantendo che ogni cittadino ne abbia uno a meno di 5 o 10 minuti a piedi da casa. In Italia, varie città si stanno muovendo in questa direzione, pubblicando elenchi e mappe interattive aggiornate in tempo reale in base ai livelli di allerta ministeriali.

  • A Milano, la rete dei rifugi climatici si è fortemente strutturata includendo spazi commerciali climatizzati convenzionati, cortili storici ombreggiati e una mappatura digitale integrata nei servizi di geolocalizzazione del Comune.
  • A Firenze, ad esempio, il Comune ha effettuato una prima ricognizione dei luoghi pubblici comunali ritenuti idonei, che sono liberamente accessibili pur mantenendo le loro regolari funzioni, identificandone 44. Il Comune li definisce come «luoghi di ristoro che siano freschi, con accesso all’acqua e con possibilità di ripararsi dal caldo».
  • Anche il Comune di Bologna ha individuato una serie di rifugi climatici, spiegando che si tratta di spazi ad accesso libero e gratuito che offrono ristoro, ma non forniscono assistenza medica. Negli ultimi anni Bologna ha integrato in questa mappa le “piazze scolastiche” e i portici opportunamente ventilati.
  • A Napoli, l’associazione Cleanap ha mappato i rifugi in modo indipendente, segnalando i posti che offrono condizioni favorevoli per una sosta nelle ore più calde, un’iniziativa che ha spinto l’amministrazione locale a investire nel recupero di parchi storici e ipogei freschi come rifugi naturali. 
  • Prima di uscire di casa nelle giornate da bollino rosso, consulta il sito del tuo Comune o le applicazioni di mobilità urbana: le mappe dei rifugi climatici indicano non solo la vicinanza, ma anche la presenza di fontanelle di acqua potabile e aree di sosta ombreggiate lungo il percorso.

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Autore articolo: Aurora Pianigiani