Roma cambia mappa con 332 quartieri, 22 rioni e 100 zone funzionali: svelato il nuovo volto della Capitale

Sono passati sessantacinque anni dall’ultimo vero riordino della mappa di Roma, e in tutto questo tempo la città reale ha corso molto più veloce di quella disegnata sulla carta. Il riordino toponomastico di rioni, quartieri e suburbi risale al 1961, mentre l’ultima suddivisione in Zone Urbanistiche, decisa sotto l’amministrazione Argan, è del 1977. Da allora Roma è cambiata profondamente, anche se gli strumenti per leggerla sono rimasti quelli di un’altra epoca.
Una nuova griglia per la città
A colmare tale divario è arrivata la nuova mappa dei quartieri, presentata in Campidoglio alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, del responsabile dell’Ufficio Partecipazione e Quartieri Andrea Catarci, del coordinatore scientifico del progetto Salvatore Monni e del presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli. Il nuovo assetto individua 332 quartieri urbani, 22 rioni e 100 zone funzionali, una griglia molto più fitta di quella precedente, pensata non per ridisegnare i confini amministrativi, su questo il Campidoglio è stato chiaro, ma per restituire un’immagine più fedele di come i romani vivono e percepiscono la propria città.
Ricerca scientifica e voce dei cittadini
Il percorso che ha portato a questo risultato ha coinvolto soggetti diversi, con Municipi, università, Istat, associazioni e comitati di quartiere che hanno partecipato ad un processo che ha intrecciato fonti storiche, dati urbanistici e statistiche con le percezioni dirette di migliaia di cittadini, chiamati a raccontare come chiamano i luoghi in cui abitano e dove tracciano, nella loro esperienza quotidiana, i confini invisibili tra un quartiere e l’altro. È la prima volta che la definizione amministrativa di un’area urbana romana nasce da un incrocio così esplicito tra ricerca accademica e partecipazione civica.
Le dichiarazioni ufficiali
Queste le dichiarazioni del sindaco Roberto Gualtieri:
Con questa deliberazione compiamo un passo importante per conoscere meglio Roma e governarne il futuro. La città è profondamente cambiata negli ultimi decenni e oggi si dota finalmente di uno strumento capace di leggere le trasformazioni che hanno interessato i territori e le comunità. Conoscere meglio la città significa programmare meglio gli interventi, distribuire con maggiore efficacia risorse e servizi e rafforzare le politiche di prossimità, valorizzando al tempo stesso le identità dei quartieri e il senso di appartenenza delle cittadine e dei cittadini
Sulla stessa linea le parole di Andrea Catarci, responsabile dell’Ufficio Partecipazione e Quartieri di Roma:
L’attuale articolazione territoriale della città risale a epoche profondamente diverse dall’attuale assetto urbano: il riordino toponomastico di rioni, quartieri, suburbi e zone dell’Agro Romano è del 1961, mentre l’ultima suddivisione del territorio in Zone Urbanistiche, adottata durante l’amministrazione Argan, risale al 1977. In oltre mezzo secolo Roma ha conosciuto profonde trasformazioni demografiche, sociali ed economiche: sono cresciuti nuovi quartieri, si sono consolidate centralità urbane e sono nate identità territoriali che oggi rappresentano luoghi di vita, relazioni e appartenenza. La nuova mappa dei Quartieri è il risultato di un lavoro senza precedenti che ha unito ricerca scientifica e partecipazione civica. Non crea nuovi confini amministrativi, ma mette a disposizione dell’amministrazione uno strumento moderno per leggere i bisogni reali dei territori e delle persone che li abitano
Infine, il giudizio del Professor Salvatore Monni, coordinatore del Gruppo di lavoro scientifico:
La nuova mappa dei Quartieri Urbani è il risultato dell’incontro tra ricerca scientifica e partecipazione civica. Un lavoro che non sarebbe stato possibile senza il contributo delle Università, dell’Istat, dei Municipi, delle associazioni, dei comitati di quartiere e delle migliaia di cittadine e cittadini che hanno condiviso conoscenze, osservazioni e proposte. A tutti loro va il mio più sincero ringraziamento. Il risultato è uno strumento che restituisce una rappresentazione più fedele della Roma di oggi e che aiuterà a conoscere meglio la città e a programmare con maggiore efficacia servizi e politiche pubbliche
Ora la parola passa all’Assemblea Capitolina
La parola definitiva, ora, spetta all’Assemblea Capitolina, a cui la deliberazione è stata sottoposta per l’approvazione. Se il via libera arriverà, Roma avrà finalmente una mappa che assomiglia alla città vera, quella con 332 modi diversi di sentirsi a casa.
Fonte: romamobilita.it
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