Stop ai turisti in giro in costume e a torso nudo: multe fino a 200 euro in questo borgo sul Lago di Como (e il caso finisce sul Guardian)

Duecento euro è la cifra massima che rischia chiunque decida di passeggiare a torso nudo o in costume da bagno fuori dalla spiaggia. Una norma che il piccolo borgo lecchese di Varenna, sul Lago di Como, ha approvato lo scorso 26 giugno e che nei giorni scorsi ha varcato i confini nazionali, finendo tra le pagine del Guardian.
La notizia rimbalza in Gran Bretagna
Il quotidiano britannico ha raccontato ai suoi lettori la vicenda della “piccola perla” del Lario, descrivendola come l’ennesimo tentativo italiano di arginare gli eccessi dell’overtourism. Non stupisce che la notizia abbia trovato spazio proprio in Gran Bretagna: i turisti inglesi affollano da sempre le rive del lago, secondi forse solo agli americani attirati dall’effetto Clooney, e Varenna resta una delle mete più amate da chi arriva dal Regno Unito.
Il divieto di torso nudo e costume da bagno
Il Consiglio comunale ha approvato la delibera n. 15 del 26 giugno 2026, che modifica il Regolamento di Polizia Urbana adottato nel 2023. L’articolo 32, rubricato “Decoro sull’abbigliamento”, vieta di rimanere a torso nudo o in costume su tutto il territorio comunale, con l’eccezione di spiagge, pontili e moli delle imbarcazioni. Chiunque violi la norma rischia, secondo il quadro sanzionatorio allegato al regolamento, una multa tra 50 e 200 euro.
Gruppi turistici limitati a 25 persone
Il secondo intervento, disciplinato dall’articolo 50, colpisce invece i grandi gruppi turistici, sempre più difficili da gestire tra gli stretti vicoli del borgo. Le comitive organizzate non potranno superare le 25 persone e gli eventuali accompagnatori avranno il divieto assoluto di usare altoparlanti e qualsiasi altra forma di amplificazione della voce. Il regolamento elenca puntualmente le zone dove i gruppi non potranno sostare nemmeno nelle fasi passive della visita: piazzetta Brenta, piazza San Giovanni, via IV Novembre, via Corrado Venini, via Enrico Fermi, piazza Martiri della Libertà, la passerella “Giorgio Monico”, Riva Grande e Riva dei Marmisti, via XX Settembre e le contrade storiche. La Giunta si riserva inoltre la facoltà di stabilire itinerari obbligati per le comitive. Le violazioni ricadono sulla guida turistica, con sanzione da 100 a 400 euro e, in caso di recidiva, l’interdizione dall’esercizio della professione sul territorio comunale per un periodo tra 3 e 12 mesi. Restano esclusi da questa disciplina i gruppi scolastici in visita di istruzione e gli oratori.
Non è un caso isolato: altri borghi avevano già seguito la stessa strada
Il caso di Varenna si inserisce in un filone che parte da lontano e che ha l’obiettivo di contrastare i problemi causati dal turismo di massa. Già nell’aprile 2023 Portofino aveva aperto la strada con un’ordinanza del sindaco Matteo Viacava contro gli assembramenti in piazzetta e sul molo Umberto I, terreno di caccia per il selfie perfetto, con multe fino a 275 euro, in vigore fino al 15 ottobre di quell’anno.
Sul fronte dell’abbigliamento, a fare da apripista era stata Favignana, dove dal 1° giugno 2024 un’ordinanza del sindaco Francesco Forgione vietava di circolare in costume o a torso nudo nel centro storico e in alcuni edifici pubblici, tra cui Palazzo Florio, con sanzioni da 25 a 150 euro, valide fino al 30 settembre.
Più recente, e su un fronte diverso, l’intervento di Acireale, dove nel luglio 2025 il sindaco Roberto Barbagallo aveva vietato la musica ad alto volume sulle imbarcazioni entro 500 metri dalla costa, dopo le proteste dei residenti di Capo Mulini e Santa Maria La Scala. In questo caso le multe potevano arrivare fino a 20.000 euro, una cifra che dice quanto il tema della quiete pubblica sia ormai trattato con lo stesso rigore del decoro urbano.
Fonti: Regolamento Comunale di Polizia Urbana del Comune di Varenna, artt. 32 e 50 (delibera di Consiglio comunale n. 15 del 26.6.2026, che modifica la delibera n. 38 del 27.11.2023) / The Guardian
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