Gatto trovato carbonizzato, orrore al Parco degli Acquedotti di Roma: “un fatto inquietante che non può essere sottovalutato”

salute-benessere

Uno dei polmoni verdi più suggestivi della Capitale si è trasformato nel teatro di una violenza sadica e intollerabile. All’interno del Parco degli Acquedotti, infatti, è stata ritrovata la carcassa carbonizzata di un gatto, presumibilmente dato alle fiamme da ignoti. Questo ennesimo crimine si inserisce in una preoccupante sequenza di aggressioni e atti di una crudeltà inaudita che stanno colpendo in particolare i felini che inevitabilmente sta alimentando una crescente richiesta di protezione e giustizia da parte dei cittadini e degli amanti degli animali.

Gatto bruciato

@Città metropolitana di Roma Capitale/Facebook
@I cani&gatti di San Policarpo/Appio Claudio/Don Bosco/Quadraro e dintorni-Facebook

L’azione legale e l’istanza per l’esame autoptico

L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione circostanziata giunta ai canali dell’associazione EARTH ODV, che ha preso in carico il materiale multimediale documentale dell’accaduto. La presidente, Valentina Coppola, ha immediatamente attivato l’ufficio legale per formalizzare un esposto-denuncia indirizzato alla Procura della Repubblica competente.

L’obiettivo primario dei legali è quello di ottenere il sequestro della salma del felino per sottoporla a un esame autoptico, una procedura scientifica ritenuta indispensabile per accertare se l’animale sia stato bruciato quando era ancora in vita o se il rogo sia servito a occultare un precedente atto di sadismo.

L’organizzazione ha già annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel futuro dibattimento processuale, lanciando al contempo un appello pubblico per raccogliere testimonianze o filmati, anche in forma completamente anonima, all’indirizzo e-mail info@earth-associazione.org.

La reazione delle istituzioni e la vulnerabilità dei parchi

La gravità del fatto ha provocato l’immediata presa di posizione della Città Metropolitana di Roma Capitale. Il consigliere delegato all’Ambiente e alla Tutela Animale, Rocco Ferraro, ha espresso un duro giudizio sull’accaduto, definendolo un grave indicatore di allarme sociale che non può e non deve passare sotto silenzio:

Quanto accaduto al Parco degli Acquedotti è un fatto inquietante che non può essere sottovalutato. È necessario intensificare i controlli nelle ore notturne e tutelare i nostri parchi, patrimonio di tutta la comunità. La sicurezza degli spazi pubblici passa anche dal contrasto a ogni forma di violenza e di degrado.

Ferraro ha evidenziato come le ore notturne rappresentino una terra di nessuno all’interno dei grandi comprensori naturalistici romani, rendendo fin troppo semplice la pianificazione e l’esecuzione di reati brutali. Le attuali misure di controllo, gestite in sinergia con l’Ente Parco Regionale dell’Appia Antica, si concentrano storicamente nei fine settimana e nelle ore diurne di maggiore affluenza, lasciando scoperte le fasce orarie in cui il degrado e la violenza trovano terreno fertile nell’oscurità dei sentieri.

Risorse e tecnologie per fermare la scia di violenze

La risposta amministrativa a questa emergenza dovrà necessariamente passare per un cambio di strategia strutturale ed economico. Il delegato metropolitano ha assunto l’impegno di inserire, in sede di prossima variazione del bilancio dell’ente, una linea di finanziamento straordinaria dedicata interamente alla sicurezza del quadrante dell’Appia Antica.

I fondi saranno impiegati per l’acquisto e la posa in opera di un capillare sistema di videosorveglianza, posizionando fototrappole e telecamere ad alta definizione in corrispondenza dei varchi d’accesso principali e nei punti più isolati della macchia verde. L’auspicio degli inquirenti e delle istituzioni locali è che lo strumento tecnologico possa fungere da deterrente contro la barbarie umana sempre più dilagante.

Non si può più stare a guardare

Di fronte a un simile orrore, tuttavia, non è più possibile limitarsi al cordoglio istituzionale o alle promesse burocratiche. Dare fuoco a un essere vivente indifeso è un atto di puro sadismo criminale, un gesto di una viltà disumana. Questa scia di sangue e crudeltà contro gli animali non è un problema marginale, ma una spia allarmante di una profonda degradazione morale che minaccia la sicurezza di tutta la comunità.

Tollerare che i nostri storici parchi pubblici diventino, col favore delle tenebre, macabri teatri di tortura significa arrendersi all’anarchia della brutalità. Chiunque si sia macchiato di questa infamia deve essere identificato e punito con il massimo rigore della legge. Una società che si professa civile non può concedere sconti, né voltarsi dall’altra parte, di fronte a chi trasforma l’innocenza in un rogo.

Fonte: I cani&gatti di San Policarpo/Appio Claudio/Don Bosco/Quadraro e dintorni | Facebook

Ti potrebbe interessare anche:

Autore articolo: Rebecca Manzi