Bruciano da 9 giorni le montagne della Val d’Ossola, evacuate 120 persone per l’aria irrespirabile: in fiamme 600 ettari di bosco

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La montagna ossolana brucia senza sosta, trasformando uno dei polmoni naturali più selvaggi d’Italia in un inferno di fuoco. Il drammatico incendio che da nove giorni sta flagellando le alture di Premosello Chiovenda, in Val d’Ossola nel Verbano-Cusio-Ossola, ha registrato una spaventosa impennata nelle ultime ore, costringendo le autorità a disporre l’evacuazione d’urgenza dell’intero borgo montano di Colloro.

Situata a 550 metri di altitudine, la frazione è stata letteralmente avvolta da una fitta coltre di fumo tossico che ha reso l’aria completamente irrespirabile, spingendo l’amministrazione comunale a optare per lo sgombero immediato dell’area al fine di salvaguardare la vita dei cittadini.

L’ordine del sindaco e il piano di emergenza per i fragili

L’ordinanza restrittiva è stata firmata nel tardo pomeriggio dal sindaco Elio Fovanna, che ha definito il provvedimento come un’azione precauzionale ma non più differibile. Le operazioni logistiche hanno preso il via intorno alle 17:00, coinvolgendo un nucleo di circa 120 residenti stabili, a cui si aggiungono i villeggianti presenti nelle seconde case del borgo. La priorità assoluta è stata assegnata alla messa in sicurezza delle fasce più deboli della popolazione.

Grazie al coordinamento sul campo operato da Salvatore Addamo, consigliere comunale con delega alla Protezione Civile, i soggetti fragili e gli anziani sono stati trasferiti a valle. La struttura socio-sanitaria della casa di riposo premosellese ha messo subito a disposizione trenta posti letto, ospitando i primi dieci anziani evacuati, mentre per il resto della comunità sono stati allestiti spazi di accoglienza temporanea all’interno della palestra comunale.

Una progressione catastrofica: da 100 a 600 ettari in poche ore

Il dato che fotografa la gravità assoluta dell’evento è la velocità di propagazione del rogo. Nel giro di appena ventiquattr’ore, il fronte del fuoco ha subito una drammatica accelerazione, espandendosi da poco più di cento ettari a un’area stimata di circa 600 ettari di montagna ridotti in cenere. Le fiamme hanno risalito i versanti scoscesi fino a superare i 1.900 metri di quota, penetrando ufficialmente all’interno dei confini del Parco Nazionale della Val Grande.

L’orografia complessa del territorio, caratterizzata da canaloni impervi e pareti rocciose inaccessibili, impedisce alle squadre di terra di operare direttamente sul perimetro del fuoco, costringendo i soccorritori a una strategia d’attacco basata quasi esclusivamente sull’impiego dei vettori aerei. Purtroppo, le prime ricognizioni sul territorio confermano anche un pesante bilancio naturalistico, con numerosi esemplari di fauna selvatica rimasti intrappolati e uccisi dalle fiamme.

Il dispiegamento della flotta aerea e il controllo anti-sciacallaggio

La gestione della crisi è coordinata dalla Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP). Per tentare di arginare i tre roghi simultanei che stanno flagellando la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, è stato dispiegato un massiccio assetto aereo. Quattro velivoli pesanti Canadair della flotta di Stato si stanno alternando in volo sopra Premosello per effettuare continui lanci di acqua e liquido ritardante, supportati nelle zone a quote inferiori dagli elicotteri regionali e dal mezzo aereo Drago dei Vigili del Fuoco.

Parallelamente alle manovre di spegnimento, i Carabinieri, i Carabinieri Forestali e le forze di Polizia presidiano gli accessi stradali per garantire un deflusso ordinato della popolazione e per avviare pattugliamenti mirati contro il rischio di sciacallaggio nelle abitazioni appena abbandonate. Le autorità mantengono l’appello alla calma, invitando la popolazione civile a non improvvisare manovre di soccorso autonome per evitare di intralciare i soccorritori professionali.

Fonte: vigilfuoco.tv

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Autore articolo: Rebecca Manzi