Muffa in bagno e aria di casa: il ruolo nascosto dell’impermeabilizzazione

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Il bagno è l’ambiente domestico più esposto all’umidità. Vapore, schizzi, ristagni: ogni doccia rilascia acqua che, se non viene gestita bene, trova la strada verso punti in cui non dovrebbe arrivare. E lì, al riparo dalla luce, comincia il lavoro silenzioso di muffe e batteri.

Perché l’umidità in bagno diventa una questione di salute

Le spore della muffa si diffondono nell’aria e possono irritare le vie respiratorie, soprattutto in chi convive con allergie o asma. Bambini e persone anziane sono i più sensibili.

Non sempre la muffa è visibile. A volte cresce dietro le piastrelle o sotto il piatto doccia, in zone che notiamo solo quando l’odore di chiuso si fa insistente o quando appare una macchia sul muro della stanza accanto.

Areare bene il bagno aiuta, ma da solo non basta. Se l’acqua riesce a infiltrarsi nelle strutture, il problema torna a ogni stagione.

Le piastrelle non bastano: cosa succede sotto la superficie

C’è un equivoco molto diffuso, e cioè che piastrelle e fughe siano impermeabili. In realtà non lo sono del tutto.

Le fughe, in particolare, sono porose e con il tempo lasciano passare l’acqua. Quello che vediamo in superficie è solo l’ultimo strato di una stratificazione fatta di massetto, adesivo e rivestimento. La vera barriera contro l’acqua sta più in basso, sotto le piastrelle, ed è invisibile a chi usa il bagno ogni giorno.

Per questo l’impermeabilizzazione della doccia è uno strato a sé, steso prima della posa del rivestimento. È lui che blocca l’acqua prima che raggiunga pareti e solai.

I punti più delicati

Angoli, raccordi tra parete e pavimento e passaggi delle tubazioni sono i primi punti in cui l’acqua tende a insinuarsi. Una buona impermeabilizzazione delle pareti della doccia presta attenzione proprio a queste discontinuità, di solito con bandelle e accessori elastici che assecondano i piccoli movimenti delle superfici senza creparsi.

Come si impermeabilizza un bagno

Negli ultimi anni le soluzioni si sono semplificate parecchio. Esistono membrane liquide pronte all’uso che si stendono a rullo o a pennello, in due mani, e formano una guaina continua ed elastica sotto le piastrelle.

Aziende storiche del settore, come Mapei, hanno messo a punto sistemi pensati sia per le nuove costruzioni sia per le ristrutturazioni, in cui il prodotto impermeabilizzante per il bagno lavora insieme ad adesivi e sigillanti compatibili. Chi vuole approfondire può dare un’occhiata alle soluzioni per l’impermeabilizzazione del bagno e capire come i diversi materiali si combinano tra loro.

Il principio, in ogni caso, non cambia con il prodotto scelto: impermeabilizzare la doccia vuol dire creare una barriera continua, senza interruzioni, che protegge la struttura nel tempo.

Un intervento che dura, e fa risparmiare

Curare l’impermeabilizzazione del bagno durante i lavori costa una frazione di quello che servirebbe per rincorrere un’infiltrazione anni dopo. Niente piastrelle da rimuovere, niente muri da rifare, niente muffa da inseguire.

È una di quelle scelte poco visibili che ripagano sul lungo periodo, per il portafoglio e per la salubrità della casa. Un bagno asciutto sotto la superficie resta sano più a lungo, e con lui l’aria che respiriamo ogni giorno.

Autore articolo: Redazione GreenMe