Questa potente statua è la prima dedicata a una donna con cancro al seno (e sfida la retorica della “battaglia” contro la malattia)

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C’è una statua nel cuore di Oslo, tra il Palazzo Reale e il Parlamento, che sta cambiando il modo in cui il mondo guarda alla malattia. Non racconta una storia di miracolosa guarigione o di una “battaglia vinta” a tutti i costi, ma celebra la straordinaria dignità dell’accettazione. Il monumento ritrae Cecilie Flatval, una madre norvegese di tre figli che a 42 anni ha ricevuto la diagnosi di tumore al seno metastatico e incurabile. Realizzata in bronzo dallo scultore Håkon Anton Fagerås, l’opera la mostra esattamente com’era nella realtà: a torso parzialmente scoperto, con un solo seno e la cicatrizzazione della mastectomia ben visibile, fiera e serena di fronte all’ignoto.

Un’opera nata per normalizzare la fine della vita

Il progetto, promosso da Pfizer insieme all’Associazione norvegese per la lotta contro il tumore al seno, nasce per dare visibilità a una categoria di pazienti spesso dimenticata dalla narrazione trionfalistica della sopravvivenza. Cecilie Flatval, prima di spegnersi nell’aprile del 2023, ha fatto in tempo a vedere l’opera completata, concepita insieme a un libro e a un documentario.

La donna ha fortemente voluto questo monumento per disarmare la morte, rendendola un argomento di discussione quotidiano e meno spaventoso per le famiglie. Oggi la scultura, donata da Eiendomsspar AS, sorge nell’affollata area di Spikersuppa, integrando la presenza della malattia nella vita di tutti i giorni dei passanti.

Dalla Toscana a Oslo: la creazione di Håkon Anton Fagerås

La nascita della scultura ha seguito un percorso artistico rigoroso, coordinato dalla Società dei pittori e scultori norvegesi. Håkon Anton Fagerås ha vinto il concorso superando una selezione in due fasi, lavorando poi a stretto contatto con Cecilie Flatval per catturarne la postura naturale, la vitalità espressiva e la forza interiore, rifiutando qualsiasi pietismo o retorica drammatica.

Il processo tecnico ha previsto la creazione di un modello in creta a mezza grandezza, successivamente ingrandito e fuso in bronzo a Pietrasanta, in Italia. L’opera finale restituisce un corpo che trasmette una potente sfida all’incertezza, trasformando il dolore in un messaggio universale di speranza e di memoria collettiva per tutti i malati oncologici.

Fonte: Brystkreftforeningen

Autore articolo: Rebecca Manzi