Hai trovato un rondone a terra? Ti spiego come puoi salvarlo e gli errori da non fare

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Con il caldo estivo aumenta il numero di rondoni trovati a terra in città. Le ondate di calore, i temporali improvvisi e gli interventi di potatura durante il periodo riproduttivo possono mettere in difficoltà questi uccelli, che spesso finiscono su strade e marciapiedi rischiando di essere investiti o predati. In questi casi è fondamentale sapere come intervenire: un gesto sbagliato può compromettere le possibilità di sopravvivenza dell’animale. Le indicazioni dei Centri Recupero Animali Selvatici (CRAS) e della LIPU spiegano quali sono i comportamenti corretti.

Perché i rondoni finiscono a terra?

A differenza di molti altri uccelli, i rondoni trascorrono quasi tutta la loro vita in volo. Si posano praticamente solo per nidificare e hanno zampe molto corte, che non consentono loro di decollare facilmente dal terreno. Per questo motivo, un rondone trovato a terra ha quasi sempre bisogno dell’intervento umano.

I primi step da seguire

Se trovate un rondone:

  • spostatelo subito in un luogo sicuro, lontano da auto, persone e animali domestici;
  • raccoglietelo delicatamente con le mani;
  • sistematelo in una scatola di cartone forata per garantire la circolazione dell’aria, con un panno sul fondo;tenetelo al caldo e al riparo dal sole e dallo stress.I CRAS sconsigliano di metterlo in una gabbia: nel tentativo di uscire potrebbe danneggiare ali e piume.

È un adulto o un giovane?

Capire l’età del rondone è importante.Un adulto ha le ali che, quando sono ripiegate, superano la coda di circa 2-3 centimetri. Se appare vigile, non presenta ferite evidenti e viene valutato in buone condizioni, potrà essere il personale esperto a stabilire se è in grado di riprendere il volo.

Un giovane, invece, ha ali più corte che non oltrepassano la coda e può mostrare ancora le guaine delle penne in crescita. In questo caso non bisogna tentare di farlo volare: deve essere affidato a un Centro Recupero Animali Selvatici.

Non lanciare mai un rondone dall’alto per farlo volare

Uno degli errori più frequenti è provare a lanciare il rondone in aria da balcone o terrazzi. Ma un rondone che non è pronto all’involo può cadere sul petto e riportare gravi lesioni interne, anche mortali. Meglio provare da terra e in un luogo spazioso come un parco.

Solo personale esperto è in grado di valutare se l’animale possiede la muscolatura necessaria per riprendere il volo in sicurezza.

Cosa dare da mangiare?

La priorità deve essere sempre contattare il prima possibile un CRAS. Se il ricovero dovesse richiedere più tempo, la dieta più adatta è costituita da insetti, come grilli o camole, reperibili nei negozi specializzati.

Come spiega la LIPU, se il rondone è disidratato, si può somministrare una piccolissima quantità di acqua a temperatura ambiente, eventualmente addolcita con un po’ di miele o zucchero. Basta inumidire la punta di un dito e depositare una goccia sul lato del becco, facendo molta attenzione a non far entrare l’acqua nelle vie respiratorie.

Dopo circa 30 minuti si può tentare di offrirgli uno o due piccoli pasti scegliendo tra questi alimenti:

  • grilli freschi, la soluzione migliore, facilmente reperibili nei negozi di caccia e pesca o nei punti vendita di alimenti per rettili;
  • grilli liofilizzati da reidratare, specifici per rondoni, rondini e balestrucci, acquistabili in alcuni negozi per animali o online
  • camole della farina, da utilizzare come alternativa, disponibili negli stessi punti vendita

Non bisogna mai forzare l’apertura del becco, perché è molto delicato e potrebbe rompersi o subire gravi danni.

Per un rondone è fondamentale non improvvisare l’alimentazione, perché una dieta sbagliata può causare gravi problemi o addirittura risultare fatale. Tra gli alimenti da evitare ci sono:

  • pane, fette biscottate e cracker
  • latte e derivati, perché i rondoni non possono digerirli
  • prosciutto, salumi e insaccati
  • crocchette o cibo per cani e gatti, anche se ammorbiditi
  • frutta e verdura
  • riso, pasta e altri alimenti destinati all’uomo

Chi contattare

Il prima possibile bisogna rivolgersi a un Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) del proprio territorio, che saprà indicare come procedere o prendere in carico l’animale. In alternativa è possibile contattare la LIPU (sede nazionale 0521/273043 o locale) oppure l’Amministrazione Provinciale di riferimento.

Un intervento tempestivo e corretto può fare la differenza tra la vita e la morte di questi straordinari uccelli migratori.

Autore articolo: Rosita Cipolla