Perché in molti stanno mettendo un rotolo di carta igienica nel frigorifero (soprattutto delle case vacanze)?

In un frigorifero di una casa di vacanza, aperto e richiuso una ventina di volte al giorno da agosto a settembre, la condensa può bagnare il ripiano inferiore nel giro di poche ore. Se possedete un vecchio elettrodomestico con le guarnizioni usurate conoscete bene il problema di quel velo d’acqua che continua a formarsi, qualunque cosa si faccia. È proprio in questi contesti che circola da qualche settimana un rimedio tanto povero quanto discusso, ossia infilare un rotolo di carta igienica, pulito e mai utilizzato, tra i ripiani o nel cassetto delle verdure. La carta igienica, per sua natura, è pensata per assorbire liquidi in fretta e, collocata in frigorifero, la cellulosa cattura una parte dell’umidità che si forma ad ogni apertura dello sportello, quella che normalmente si deposita sulle pareti interne o che scivola fino al cassetto degli ortaggi.
Perché in alcuni frigoriferi funziona meglio che in altri
La differenza, però, la fa il contesto. In un frigorifero recente, con una buona tenuta delle guarnizioni e un compressore efficiente, l’effetto è minimo, perché la macchina gestisce già da sé l’umidità interna, e il rotolo diventa poco più di un ospite ingombrante tra il burro e i sottaceti. Cambia tutto in un vecchio apparecchio da seconda casa, in un minifrigo da ufficio aperto in continuazione o in una cucina condivisa da più persone, dove lo sportello non resta mai chiuso più di qualche minuto: in questi casi l’umidità si accumula più in fretta di quanto il compressore riesca a smaltirla, e un materiale igroscopico piazzato nel punto giusto può davvero limitare la condensa. Meno umidità significa anche meno terreno fertile per muffe e batteri responsabili dei cattivi odori: quel pezzo di formaggio dimenticato in fondo al cassetto, o gli avanzi di un sugo chiuso male, hanno meno margine per impregnare l’aria del frigorifero. Non aspettatevi però miracoli in bolletta, perché il consumo di un frigorifero dipende da isolamento, temperatura impostata e frequenza di apertura, non da un rotolo di cellulosa: se bastasse questo, i produttori lo includerebbero già nella confezione.
Un’astuzia a costo zero, con un margine di dubbio
Quello che rende il trucco interessante, al di là dell’efficacia reale, è che non richiede nulla: nessun dispositivo, nessuna spesa, un oggetto che si trova in qualunque bagno di casa. Chi vuole testarlo può scegliere un rotolo pulito, meglio se privo di profumazioni aggiunte, e posizionarlo lontano da cibi crudi o scoperti, per motivi igienici prima ancora che estetici. Il mercato della carta igienica, del resto, non conosce crisi, e secondo le stime di Fortune Business Insights, il settore dovrebbe toccare quasi 67 miliardi di dollari nel 2026, per superare i 100 miliardi entro il 2034.
