Vittoria! Woolrich Europe dice addio alle crudeli pellicce animali (dopo 200mila email e le proteste nei negozi)

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Per quasi due secoli la pelliccia è stata uno dei simboli dei suoi celebri parka invernali. Ora, però, anche Woolrich Europe – la divisione europea dello storico marchio americano di abbigliamento outdoor fondato nel 1830 – cambia strada. E lo fa dopo una maxi mobilitazione della Fur Free Alliance che ha coinvolto migliaia di persone in tutta Europa: oltre 200mila email di protesta, manifestazioni davanti ai negozi e mesi di pressioni da parte delle associazioni animaliste. Il risultato? Dal 2027 le nuove collezioni di Woolrich Europe saranno senza pellicce animali. Una svolta significativa per uno dei marchi storici dell’abbigliamento outdoor, che arriva dopo l’acquisizione da parte del gruppo italiano BasicNet e segna un’altra vittoria nella battaglia per liberare la moda dalle pellicce.

È particolarmente significativo che un marchio nato producendo cappotti bordati di pelliccia per i cacciatori di animali da pelliccia scelga oggi di rinunciarvi. Il nuovo proprietario, BasicNet, dimostra chiaramente di aver compreso che i consumatori di oggi non vogliono avere nulla a che fare con un’industria arcaica e crudele e chiedono invece materiali più etici, più rispettosi degli animali e del pianeta. – ha commentato Joh Vinding, Presidente della Fur Free Alliance – Congratulazioni a BasicNet per aver saputo cogliere i segnali del cambiamento e aver contribuito a portare Woolrich nel XXI secolo.

Quando finirà l’era delle pellicce animali per Woolrich Europe?

L’accordo prevede che Woolrich Europe interrompa la produzione di nuovi capi contenenti pelliccia animale entro la fine del 2026. Le nuove collezioni saranno completamente fur-free a partire dal 2027, con la stagione autunno-inverno che segnerà il debutto della prima collezione interamente sviluppata sotto la guida di BasicNet. C’è però una precisazione importante: questo non significa che dal prossimo anno spariranno immediatamente tutti i prodotti con pelliccia dai negozi. L’azienda ha infatti chiarito che i capi delle precedenti collezioni potranno continuare a essere venduti fino all’esaurimento delle scorte. L’impegno riguarda dunque la produzione futura, non il ritiro dei prodotti già realizzati. Woolrich Europe ha aderito anche al Fur Free Retailer Program, iniziativa internazionale alla quale partecipano circa 1.700 marchi e rivenditori in tutto il mondo. La scelta si applicherà alle attività europee controllate da BasicNet, mentre l’azienda si è impegnata a promuovere la stessa politica anche presso le attività Woolrich al di fuori del proprio controllo.

Dalle proteste davanti ai negozi alla svolta: la campagna degli animalisti

Dietro questo annuncio c’è una grande mobilitazione durata mesi. Nel settembre 2025, durante le settimane della moda, la Fur Free Alliance aveva lanciato una campagna internazionale per chiedere a Woolrich di abbandonare definitivamente le pellicce, seguendo l’esempio di marchi come Canada Goose, Moncler, Napapijri e Parajumpers. Al centro delle contestazioni c’era soprattutto l’utilizzo di pellicce provenienti da animali come coyote, volpi e cani procione, allevati o catturati per la produzione di bordature e altri dettagli dei capi di abbigliamento. La campagna denunciava le condizioni degli animali negli allevamenti da pelliccia, spesso confinati in piccole gabbie, e i metodi di cattura utilizzati per quelli selvatici. Le oltre 200mila email inviate all’azienda e le manifestazioni organizzate davanti ai negozi europei – anche nei punti vendita italiani – hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione sul caso. Poi, con il passaggio di Woolrich Europe a BasicNet, è arrivato il cambio di rotta.

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©Stefano Belacchi/Humane World for Animals

Fondata nel 1830 negli Stati Uniti, Woolrich rappresenta uno dei marchi storici dell’abbigliamento outdoor. Nel corso della sua lunga storia ha realizzato indumenti per la Guerra civile americana e per spedizioni in Antartide. Oggi, quasi due secoli dopo la nascita, il brand si trova ad affrontare una trasformazione che riguarda non soltanto i materiali utilizzati, ma anche il modo stesso di concepire l’abbigliamento invernale.

LAV: «Un segnale chiaro per l’intero settore»

La decisione è stata accolta positivamente dalle organizzazioni animaliste, che da anni chiedono all’industria della moda di abbandonare l’utilizzo di pellicce.
Per Joh Vinding, presidente della Fur Free Alliance, è particolarmente significativo che un marchio storicamente legato agli indumenti destinati anche ai cacciatori di animali da pelliccia scelga oggi di diventare fur-free. Soddisfazione anche da parte della LAV, che attraverso Simone Pavesi, responsabile dell’Area Moda Animal Free, sottolinea il valore simbolico di questa decisione: «Nel corso degli anni abbiamo accolto con favore molti annunci fur-free. La decisione di Woolrich Europe, però, ha un peso particolare: si tratta di un marchio storico di capispalla, un settore in cui la pelliccia è stata a lungo considerata parte integrante del prodotto».

Secondo Pavesi, la scelta di BasicNet rappresenta un segnale importante per tutto il comparto della moda, perché dimostra che anche aziende storicamente legate all’utilizzo delle pellicce possono modificare le proprie politiche produttive. Woolrich si aggiunge così a un elenco sempre più lungo di grandi firme che hanno deciso di abbandonare le pellicce animali. Negli ultimi anni la Fur Free Alliance ha contribuito a ottenere impegni analoghi da marchi come Gucci, Armani, Prada, Hugo Boss e Max Mara.

Intanto l’Europa deve ancora decidere sul divieto degli allevamenti da pelliccia

L’annuncio di Woolrich arriva in un momento particolarmente delicato per il futuro dell’industria delle pellicce in Europa. La Commissione europea è infatti chiamata a pronunciarsi sull’iniziativa dei cittadini europei Fur Free Europe, che ha raccolto oltre 1,5 milioni di firme per chiedere il divieto degli allevamenti di animali da pelliccia nell’Unione europea e restrizioni alla commercializzazione dei prodotti ottenuti da questi allevamenti. La risposta, inizialmente attesa per marzo 2026, è stata rinviata. Ancora a luglio, la Commissione confermava che erano in corso le valutazioni sulle possibili misure da adottare.

Diversi Paesi europei hanno già introdotto divieti agli allevamenti da pelliccia, mentre altrove sono state adottate restrizioni alla vendita, come in California.
In questo scenario, la decisione di Woolrich Europe rappresenta un altro passo verso l’abbandono delle pellicce nella moda. Non equivale ancora alla loro completa scomparsa dai negozi, considerando che le vecchie collezioni continueranno a essere commercializzate, ma segna una scelta precisa per il futuro del marchio.
E racconta anche qualcosa di più ampio: quella che un tempo veniva considerata una caratteristica distintiva dell’abbigliamento di lusso e dei capispalla invernali sta diventando, per un numero crescente di aziende, un materiale a cui rinunciare.

Fonte: LAV/Humane World for Animals

Autore articolo: Rosita Cipolla