È stata la cagnolina Marta a trovare il neonato abbandonato in una busta a Cinisello Balsamo: come sta ora il piccolo?

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Un pomeriggio che rischiava di trasformarsi in una tragedia irreparabile si è tramutato in una straordinaria storia di speranza e salvezza nel comune di Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. Verso le 16:00 di lunedì 12 ottobre, la signora Sandra P. stava passeggiando all’incrocio tra via Monte Ortigara e via Pasubio insieme alle sue due cagnoline adottate, Marta di 14 anni e Beatrice di 13 anni. Improvvisamente Marta, un’ex randagia dall’olfatto infallibile, ha iniziato a tirare con una forza e un’insistenza fuori dal comune verso la vegetazione situata ai piedi di un albero.

Neonato Cinisello

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Pensando che si trattasse dei soliti scarti di immondizia, la proprietaria ha tentato a più riprese di allontanarla, ma l’animale si è impuntato rifiutandosi categoricamente di fare un solo passo indietro. Seguendo l’ostinazione della quattrozampe, la donna ha scoperto sotto i rami più bassi un resistente sacchetto blu della spesa con disegni bianchi, nascosto con cura e chiuso con nodi strettissimi. Notando dei leggeri movimenti all’interno, la passante ha aperto la busta plastica facendo una scoperta sconvolgente: adagiato tra un lenzuolo sporco di sangue, un maglione e delle calze c’era un neonato venuto al mondo da circa 2 ore, con il cordone ombelicale strappato e la placenta ancora all’interno dell’involucro.

I primi soccorsi in strada e la corsa d’urgenza all’ospedale Niguarda

Priva di telefono cellulare, Sandra ha attirato l’attenzione di un’automobilista di passaggio e di un volontario dell’associazione Auser. Insieme hanno contattato immediatamente il numero unico di emergenza 112, seguendo le istruzioni dell’operatore telefonico che ha suggerito di avvolgere il neonato in una felpa per contrastare il freddo. I soccorritori del 118 di AREU sono giunti tempestivamente sul posto, disponendo il trasporto urgente in codice rosso verso l’ospedale Niguarda di Milano.

Il bambino, un maschietto del peso di 4 chilogrammi probabilmente di origine straniera, è stato affidato alle cure del reparto di Terapia Intensiva Neonatale. All’arrivo in struttura il piccolo mostrava una lieve ipotermia corporea dovuta all’esposizione al freddo. I medici lo hanno riscaldato, sottoposto a un primo leggero supporto respiratorio e avviato a una serie di accertamenti neurologici e infettivologici per escludere complicazioni derivanti dal parto non assistito avvenuto in strada.

Le condizioni di salute attuali, la gara di solidarietà e l’appello delle istituzioni

I bollettini medici dal direttore del Dipartimento Materno Infantile Stefano Martinelli confermano un quadro clinico estremamente rassicurante. Il supporto respiratorio è stato sospeso: il bambino respira autonomamente, presenta parametri vitali stabili, dimostra grande vivacità e si alimenta spontaneamente al biberon. Anche l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha fatto visita al piccolo, proponendo per lui il nome Leone come augurio di forza per il futuro e in omaggio al Santo Padre che sta vivendo un momento complicato dal punto di vista della salute.

La drammatica vicenda ha scatenato un’imponente gara di solidarietà tra i cittadini milanesi, che hanno sommerso la struttura sanitaria di offerte di abiti, giocattoli e richieste di adozione, la cui gestione spetterà ora al Tribunale per i Minorenni. L’assessore Guido Bertolaso ha infine colto l’occasione per lanciare un fondamentale appello pubblico, ricordando che la legge italiana garantisce a tutte le donne il diritto di partorire nell’anonimato in ospedale e in totale sicurezza, evitando gesti estremi e pericolosi come l’abbandono in strada.

Fonte: Lombardia Notizie

Autore articolo: Rebecca Manzi