Rigoni di Asiago, Iper o Koro? Queste sono le peggiori creme alla nocciola secondo il test di Altroconsumo

Negli ultimi anni le creme di frutta secca sono diventate sempre più popolari. Sugli scaffali dei supermercati si sono moltiplicate le versioni a base di nocciole, mandorle, pistacchi e anacardi, spesso presentate come alternative più semplici o più “naturali” alle classiche creme spalmabili dolci.
Ma basta la presenza della frutta secca per rendere automaticamente migliore un prodotto? Non proprio. Tra una crema e l’altra possono cambiare molto la quantità di zuccheri, i grassi utilizzati, il livello di trasformazione e la presenza di altri ingredienti.
Lo mostra anche l’analisi di Altroconsumo sulle creme spalmabili a base di frutta secca. Nella categoria delle creme alla nocciola, accanto a prodotti che raggiungono punteggi molto elevati, ce ne sono altri che finiscono nella fascia “scarsa”.
Iper Crema Bianca alle Nocciole è ultima in classifica
Il punteggio più basso tra i prodotti considerati è quello di Iper Crema Bianca alle Nocciole, che ottiene 22 punti su 100. Secondo il sistema di valutazione utilizzato da Altroconsumo, il prodotto rientra quindi nella fascia “scarsa”, riservata alle creme che ottengono tra 20 e 39 punti.
Subito sopra troviamo Rigoni di Asiago Nocciolata la Bianca, che raggiunge 30 punti e rimane anch’essa nella stessa fascia di giudizio.
Koro Crema di Datteri e nocciole si ferma a 48 punti
Salendo nella graduatoria troviamo Koro Crema di Datteri e nocciole, che ottiene 48 punti. In questo caso il giudizio passa da “scarso” ad “accettabile”, ma il risultato resta decisamente distante dai prodotti che occupano le prime posizioni della classifica.
Più in alto si colloca Damiano Bio Solo Tre – Nocciola, zucchero di cocco, cacao, con 72 punti e una valutazione “buona”.
Le creme peggiori del test
Considerando i prodotti della categoria indicati da Altroconsumo, quelli con i punteggi più bassi sono:
- Iper Crema Bianca alle Nocciole — 22 punti, scarso
- Rigoni di Asiago Nocciolata la Bianca — 30 punti, scarso
- Koro Crema di Datteri e nocciole — 48 punti, accettabile
- Damiano Bio Solo Tre – Nocciola, zucchero di cocco, cacao — 72 punti, buono
Il distacco rispetto alla parte alta della classifica è notevole: le creme migliori arrivano infatti oltre quota 90.
Perché alcune creme alla nocciola prendono punteggi così bassi?
La valutazione non dipende semplicemente dalla quantità di nocciole contenute nel vasetto. Altroconsumo analizza nel complesso la composizione del prodotto, considerando il profilo nutrizionale, la presenza di additivi ed edulcoranti e il grado di trasformazione. Questo significa che una crema può contenere nocciole ma ottenere comunque un punteggio relativamente basso se la ricetta presenta, per esempio, quantità elevate di zuccheri o grassi saturi oppure una formulazione più complessa. Il confronto evidenzia infatti una differenza marcata tra le creme composte esclusivamente o quasi esclusivamente da frutta secca e quelle pensate soprattutto come prodotti dolci da spalmare.
Come Altroconsumo valuta le creme spalmabili
L’analisi riguarda oltre 120 creme spalmabili a base di frutta secca e viene realizzata partendo dalle informazioni nutrizionali e dagli ingredienti riportati in etichetta. Non si tratta quindi di un test di degustazione: gusto, consistenza e piacevolezza non entrano direttamente nel punteggio. La valutazione nutrizionale rappresenta il 55% del risultato finale e prende in considerazione parametri come calorie, zuccheri, grassi saturi, sale, fibre e proteine.
Il 15% del punteggio riguarda gli additivi e un altro 15% il livello di trasformazione del prodotto. L’eventuale presenza di edulcoranti incide per il 10%, mentre il restante 5% tiene conto della porzione, quando questo dato è disponibile.
Da “molto buono” a “molto scarso”: come leggere i risultati
Altroconsumo suddivide i prodotti in cinque fasce:
- da 80 a 100 punti: molto buono
- da 60 a 79 punti: buono
- da 40 a 59 punti: accettabile
- da 20 a 39 punti: scarso
- da 0 a 19 punti: molto scarso
Il punteggio serve soprattutto per mettere a confronto prodotti della stessa categoria e non deve essere letto come un giudizio assoluto sulla salubrità di un alimento.
Il dato interessante, però, emerge chiaramente dalla classifica: la scritta “crema alla nocciola” sulla confezione dice ancora poco. Per capire davvero cosa stiamo comprando bisogna guardare soprattutto la lista degli ingredienti e la tabella nutrizionale.
Fonte: Altroconsumo
