Thailandia: niente tasse sulle cripto fino al 2029

crypto

La Thailandia ha compiuto un nuovo passo deciso nello sviluppo del settore delle criptovalute nel Paese. Il governo ha approvato una misura proposta dal Ministero delle Finanze che esenta da tasse sulle plusvalenze tutte le transazioni cripto effettuate tramite provider regolamentati, a partire dal 1° gennaio 2025 e fino al 31 dicembre 2029.

L’annuncio, dato dal Vice Ministro delle Finanze Julapun Amornvivat, evidenzia l’intenzione del Paese di accelerare la propria trasformazione in un hub internazionale per gli asset digitali. “È una svolta chiave per il potenziale economico della Thailandia e un’opportunità per i nostri imprenditori di emergere a livello globale,” ha dichiarato.

Un’infrastruttura normativa che guarda al futuro

La nuova esenzione si applica solo alle operazioni effettuate tramite imprese cripto con licenza, come exchange, broker e dealer autorizzati dalla SEC thailandese, in base al Digital Asset Business Decree del 2018. L’obiettivo è quello di favorire un ambiente di trading trasparente, sicuro e innovativo, allineato agli standard antiriciclaggio raccomandati dal FATF (Financial Action Task Force), l’organizzazione intergovernativa dedita allo sviluppo di politiche contro il riciclaggio di denaro.

Il governo stima che questa misura possa generare oltre 1 miliardo di baht (circa 30 milioni di dollari) in nuove entrate fiscali nel medio periodo, grazie all’ampliamento della base imponibile e all’aumento dell’attività economica legata agli asset digitali. Ma il guadagno maggiore è in chiave strategica: attrarre investimenti esteri, stimolare la domanda interna e incentivare l’uso di piattaforme regolamentate.

La Thailandia si distingue già come uno dei primi Paesi a dotarsi di una cornice legislativa e fiscale chiara per il settore cripto. A febbraio 2024 aveva eliminato l’IVA del 7% sulle plusvalenze da criptovalute, a gennaio 2025 stava considerando la proposta di aprire un ETF locale su Bitcoin e più recentemente, a maggio ha bloccato l’accesso a cinque exchange internazionali senza licenza emessa dalla SEC thailandese, tra cui Bybit e OKX, per tutelare il mercato locale.

Un futuro da crypto-hub?

In parallelo, diversi player internazionali stanno espandendo la loro presenza in Thailandia. KuCoin ha ottenuto una licenza dalla SEC e ha lanciato una sussidiaria regolamentata, mentre Tether ha iniziato a distribuire il suo token gold digital asset sulla piattaforma locale Maxbit.

Il governo thailandese sta inoltre preparando l’adozione del Crypto-Asset Reporting Framework (CARF) dell’OCSE, che rafforzerà la trasparenza e l’integrazione del Paese negli standard fiscali internazionali. Con questa serie di misure, la Thailandia pare quindi volersi candidare ufficialmente a diventare un crypto-hub con una regolamentazione del settore efficace e attrattiva, per trasformarsi in un epicentro nel Sud-Est asiatico dell’economia digitale globale.

Fonti: Theblock.co, Financemagnates.com, Cointelegraph.com

Le informazioni contenute in questo articolo non devono essere interpretate come raccomandazioni o consulenza per l’acquisto di Bitcoin o altre cripto-attività. Il possesso di cripto-attività comporta rischi elevati, inclusa la possibilità di perdere l’intero capitale investito. Il loro valore è altamente volatile e soggetto a variazioni normative. Le transazioni non sono reversibili e possono essere vulnerabili a frodi o attacchi informatici.


Thailandia: niente tasse sulle cripto fino al 2029 was originally published in Conio Blog on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.

Autore articolo: Conio Team