Azioni Ferrari in discesa, target price aggiornato al ribasso: i nuovi importi

Continua la sofferenza del titolo Ferrari, che dopo il tonfo del 9 ottobre hanno continuato la fase calante in Borsa anche all’apertura della nuova settimana, lunedƬ 13.
La prima perdita intraday superiore al 15% aveva cancellato miliardi di capitalizzazione. Ferrari ha tentato un timido rimbalzo nella seduta di venerdì 10 ottobre, chiudendo intorno a 354 euro nel giorno successivo alla presentazione del nuovo piano industriale al 2030. La situazione a metà della mattinata di lunedì 13 ottobre: azioni Ferrari a quota 339,90 euro.
Tonfo di Ferrari in Borsa
Nulla da fare: il piano Ferrari, pur coerente con le ambizioni di lungo periodo del Cavallino, ha lasciato il mercato con più dubbi che certezze.
Il mercato voleva di più e invece la nuova rotta delineata dallāamministratore delegato Benedetto Vigna e dal Cfo Antonio Picca Piccon prevede ricavi 2030 attorno a 9 miliardi di euro e un Ebitda di almeno 3,6 miliardi (con margine superiore al 40%), con una crescita media dei ricavi intorno al 5% annuo.
Si tratta, comunque, di cifre inferiori alle aspettative del consensus. Inoltre Ferrari ha ridotto la quota di vetture totalmente elettriche attese al 2030 dal 40% al 20%, scegliendo una transizione più graduale verso lāelettrico e lasciando una porzione importante della gamma al motore termico e allāibrido. Queste scelte sono state percepite come eccessivamente prudenti dagli operatori.
Tutto questo, unito al crollo di Ferrari di appena due mesi e mezzo fa (fine luglio) fa sorgere più di una preoccupazione.
Prima dellāevento, Ferrari viaggiava su multipli molto elevati (P/E stimato elevato rispetto al settore), riflettendo attese di crescita e pricing power del brand. In pratica, dopo il tonfo di giovedƬ 31 luglio (da 346,10 euro a 385,30 euro), c’era ottimismo riguardo alla capacitĆ di Ferrari di recuperare in Borsa.
Oggi il rischio che Ferrari possa fare la fine di Maserati ĆØ assolutamente improbabile, ma per il board del Cavallino rampante raddrizzare la barra rimane comunque imperativo.
Scattano i downgrade sul target price delle azioni Ferrari
La sofferenza di Ferrari in Borsa ha fatto scattare una serie di downgrade relativamente al target price:
- Equita pone un target price da 380 euro. Equita vede coerenza nel piano ma sottolinea che il consensus dovrĆ ridimensionare le attese, ovvero sales, Ebitda, Eps e Fcf cumulato inferiori al consensus;
- Banca Akros vede un target a 350 euro;
- Jefferies mantiene una lettura più cauta, con un target a 420 euro;
- Habc mantiene Buy ma taglia target a quota 415 euro, da 470 euro. Si sostiene che il piano ĆØ conservativo ma che i fondamentali restano solidi;
- Oddo Bhf riduce il target price da 470 euro a 430 euro. Il piano viene valutato come prudente e si ritiene possibile un outperformance operativo nel tempo;
- il portale Investing punta a un prezzo target medio a 12 mesi per Ferrari di 416,95 euro con un massimo stimato 485,35 euro e un minimo stimato di 340 euro.
Investire in azioni Ferrari oggi, conviene sƬ o no?
In questa sede non si inviterĆ l’utenza a investire in Ferrari, cosƬ come non si inviterĆ a evitare il titolo. Dopo aver fornito il quadro iniziale, di seguito alcune informazioni cosƬ che ciascuno possa trarre le sue conclusioni.
Gli elementi da monitorare nelle prossime settimane sono diversi, e ciascuno può cambiare velocemente il target price di Ferrari. Nei prossimi mesi, il mercato guarderà con attenzione soprattutto a quattro fattori chiave.
Il primo ĆØ la stagione delle trimestrali: dai conti del 2025 ci si aspetta qualche segnale concreto sulla direzione della redditivitĆ . Eventuali ritocchi alle guidance 2025-2026, in meglio o in peggio, saranno il primo test per capire se la prudenza del piano 2030 ĆØ stata eccessiva o giustificata.
In secondo luogo cāĆØ il capitolo Elettrica, la prima Ferrari a zero emissioni. Gli investitori vogliono capire non solo i tempi del lancio, ma anche i margini industriali: finora la casa di Maranello ha scelto di mantenere un forte controllo interno su componenti strategiche come batterie, assali elettrici e sospensioni attive, ma non ha ancora chiarito quale sarĆ lāimpatto economico di questa scelta.
Un terzo elemento riguarda le reazioni del consensus. Se le principali banche dāaffari continueranno a tagliare le stime, il titolo potrebbe restare sotto pressione. Al contrario, eventuali revisioni al rialzo dopo risultati migliori delle attese potrebbero favorire un recupero graduale delle quotazioni.
Quarto: non va dimenticato il contesto più ampio, cioĆØ i tassi dāinteresse, cambio euro/dollaro e clima macroeconomico.
