Oro o bitcoin: sondaggio e 5 anni mostrano rotazione verso l’oro

Nel dibattito su oro o bitcoin, un nuovo studio mostra che molti investitori digitali continuano a speculare in crypto, ma nelle fasi critiche tendono a rifugiarsi nel metallo giallo.
Gli investitori digitali tornano all’oro senza abbandonare le crypto
Negli ultimi anni, dopo una lunga fase di entusiasmo per le criptovalute, una parte degli investitori sta rivedendo la composizione del portafoglio. Un’indagine di MarketWise su 1.000 investitori statunitensi attivi evidenzia una crescente attenzione verso l’oro, pur mantenendo un’esposizione significativa agli asset digitali.
Tutti i partecipanti al sondaggio possedevano o avevano posseduto in passato criptovalute o NFT, oltre a strumenti tradizionali come azioni, ETF o fondi comuni. Questo consente un confronto diretto tra percezione di rischio e rendimento tra mondo crypto e oro.
Quasi 1 su 5 investitori in asset digitali, pari al 18%, ha dichiarato di aver venduto o ridotto le posizioni in criptovalute nell’ultimo anno per acquistare oro. Tra i motivi principali emergono la volatilità, indicata dal 27%, e i timori legati all’inflazione, citati dal 18%.
Allocazione di portafoglio tra oro e criptovalute
Nel complesso, gli investitori digitali destinano in media al comparto crypto una quota di portafoglio pari a 2,9 volte quella assegnata all’oro. La generazione Gen Z si distingue per un’esposizione particolarmente elevata alle criptovalute.
I più giovani allocano infatti il 27,8% del portafoglio in crypto, più dei millennial, fermi al 15,4%, e della Gen X, al 13,8%. Tuttavia, la stessa Gen Z mantiene una quota in oro superiore a quella delle generazioni precedenti, pari al 7,6%.
Guardando ai prossimi 12 mesi, il 33% degli investitori in asset digitali prevede di aumentare la posizione in oro. Parallelamente, il 41% intende incrementare l’esposizione alle criptovalute, con la Gen Z ancora in prima linea: il 43% di questi investitori più giovani programma nuovi acquisti in crypto.
Quando esplode la crisi, prevale la fiducia nell’oro
In scenari di emergenza finanziaria, le preferenze cambiano in modo netto. Secondo il sondaggio, il 60% degli investitori in asset digitali dichiara di fidarsi più dell’oro che di Bitcoin, contro solo il 13% che indicherebbe invece la principale criptovaluta.
La prospettiva di lungo termine conferma questo divario di fiducia: il 73% ritiene che l’oro conserverà valore tra 100 anni, mentre appena il 19% esprime la stessa convinzione su Bitcoin. Il metallo prezioso continua quindi a essere percepito come riserva di valore intergenerazionale.
Inoltre, il tema delle perdite effettive pesa sulla percezione del rischio. Il 56% degli investitori digitali dichiara di aver subito perdite superiori al 20% sulle criptovalute, contro solo l’11% che riporta drawdown analoghi sull’oro. Questo scarto rafforza l’immagine del metallo come bene più difensivo.
Quando viene chiesto cosa alimenti la fiducia nell’oro, emergono tre fattori chiave: protezione nelle fasi di crisi (74%), difesa dall’inflazione (72%) e storico track record del metallo (70%). Nel complesso, questi elementi consolidano il ruolo dell’oro come asset anticiclico.
Oro o bitcoin nella gestione del rischio di portafoglio
All’interno delle scelte di investimento emerse dallo studio, il confronto tra oro e criptovalute ruota soprattutto attorno alla gestione del rischio. Molti investitori continuano a utilizzare le crypto per cogliere opportunità tattiche, ma considerano l’oro uno strumento di stabilizzazione.
Detto ciò, la rotazione verso il metallo giallo non implica un abbandono strutturale degli asset digitali. I dati sulle intenzioni di investimento mostrano infatti un aumento programmato dell’esposizione sia a oro sia a criptovalute nel prossimo anno.
Performance a 5 anni: l’oro batte Bitcoin con meno volatilità
Oltre alla percezione degli investitori, MarketWise ha affiancato un’analisi quantitativa sulle performance di oro e Bitcoin. Il periodo considerato va da marzo 2021 a febbraio 2026, con dati storici di BTC-USD recuperati da Yahoo Finance e quelli dell’oro (XAU-USD) da Exchange-Rates.org e StatMuse Money.
In questo quinquennio, l’oro ha registrato un rendimento totale del 206%, pari a un tasso annuo composto del 25,1%. Nello stesso arco temporale, Bitcoin ha messo a segno un ritorno complessivo del 56%, con rendimento annualizzato del 9,3%. Il metallo prezioso ha quindi ottenuto un risultato quasi quattro volte superiore rispetto alla principale criptovaluta.
La differenza non riguarda solo il rendimento, ma anche il rischio. Sulla base della deviazione standard dei rendimenti mensili, Bitcoin è risultato circa 4 volte più volatile dell’oro. Questo parametro, comunemente utilizzato nell’industria per misurare il rischio, indica una maggiore variabilità dei risultati nel tempo per la crypto rispetto al metallo.
Cosa insegna il confronto di lungo periodo tra oro e crypto
Per rendere confrontabili i due asset, l’analisi ha indicizzato entrambi a 100 alla data di partenza, il 1° marzo 2021. Ciò consente di visualizzare in modo diretto la distanza tra i percorsi di prezzo, a prescindere dai diversi livelli assoluti di quotazione.
Inoltre, MarketWise ha isolato specifici periodi di tensione di mercato: il crollo crypto del maggio 2021 (1 maggio-31 luglio 2021), la fase di forte inflazione del 2022 (1 gennaio-31 ottobre) e il bull market dell’oro tra ottobre 2023 e febbraio 2026. In ciascuna finestra sono stati calcolati i rendimenti sulla base dei prezzi di chiusura iniziali e finali.
Tutte le elaborazioni si basano sui prezzi di chiusura e non includono dividendi, costi di transazione o imposte. L’obiettivo è offrire un confronto diretto e omogeneo tra strumenti tradizionali legati all’oro e criptovalute, su orizzonti temporali e contesti di mercato identici.
Il verdetto degli investitori tra oro e bitcoin
Nella sintesi tracciata dallo studio, la domanda se convenga puntare su oro o bitcoin trova una risposta sfumata. Gli investitori, in particolare quelli più giovani, continuano a destinare quote importanti alle criptovalute e intendono aumentare l’esposizione.
Tuttavia, quando l’obiettivo primario diventa la conservazione della ricchezza, la fiducia, la protezione nelle crisi e le aspettative di valore a lungo termine premiano nettamente l’oro. Negli ultimi cinque anni, il metallo ha offerto rendimenti più elevati con una volatilità sensibilmente inferiore, mentre molti investitori hanno sperimentato in prima persona perdite consistenti nel comparto crypto.
Nel complesso, emerge un quadro in cui la speculazione rimane ciclica, ma la fiducia si costruisce nel tempo. L’oro continua a rappresentare il pilastro difensivo dei portafogli, mentre le criptovalute restano lo strumento per cercare extra-rendimento, accettando però un livello di rischio molto più alto.
