Dopo Rosi, l’ennesima crudeltà contro un gatto: Odino è stato legato e torturato (e ora lotta per la vita dopo l’amputazione di due zampe)

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Ancora una volta un episodio di violenza inaudita ed agghiacciante contro gli animali dopo quanto accaduto alla gattina Rosi, violentata e lasciata agonizzante. A Roma, nel quartiere di Acilia, il gatto Odino è stato trovato in condizioni critiche nei pressi della sua abitazione, dopo ore in cui era stato dato per disperso. Secondo le prime ricostruzioni, il micio domestico sarebbe rientrato a casa con segni evidenti di un’aggressione violenta, incompatibile con un semplice incidente o con l’attacco di altri animali.

Il primo quadro clinico: tra necrosi e traumi multipli

Trasportato urgentemente in clinica, a visitarlo per primo è stato il veterinario Lorenzo Mancini, del Centro Polispecialistico Veterinario di Ostia. L’esame clinico ha evidenziato un quadro complesso: assenza di ferite tipiche da morsi o artigli, ma lesioni compatibili con una compressione prolungata degli arti.

Le zampe posteriori presentavano una grave compromissione del flusso sanguigno, con una condizione di necrosi avanzata dei tessuti. Parallelamente, è stato rilevato anche un orecchio bruciato e danni ai baffi, elementi che hanno rafforzato i sospetti di un’azione intenzionale e non accidentale.

L’ipotesi del veterinario: corda e immobilizzazione

Secondo l’analisi clinica, la distribuzione simmetrica delle lesioni sugli arti posteriori sarebbe compatibile con un possibile maltrattamento tramite legatura. L’ipotesi principale è che l’animale sia stato immobilizzato con una corda, tale da bloccare la circolazione e causare il progressivo deterioramento dei tessuti. A questo si aggiunge il sospetto di ustioni localizzate, che potrebbero essere compatibili con una fonte di calore diretta. Gli specialisti, tuttavia, attendono ulteriori accertamenti diagnostici per definire con precisione la dinamica dei fatti.

L’intervento chirurgico e condizioni attuali

Le condizioni del gatto hanno reso necessario un intervento chirurgico d’urgenza. I veterinari hanno proceduto con l’amputazione di una zampa fino all’anca e la rimozione parziale dell’altra. Odino è stato successivamente trasferito in una struttura specializzata a Roma, dove resta sotto osservazione costante. Nonostante la gravità del quadro clinico, il gatto è riuscito a riprendere parzialmente l’alimentazione autonoma, segnale che lascia aperta una possibilità di recupero, seppur lungo e complesso.

Denunce e indagini: intervengono LNDC ed ENPA

Il caso ha immediatamente attirato l’attenzione delle associazioni animaliste. LNDC Animal Protection ha attivato il proprio supporto legale, mentre anche ENPA ha presentato una denuncia in Procura. Secondo gli attivisti, non si tratterebbe di un episodio isolato: nella stessa zona sarebbero stati segnalati altri gatti rientrati a casa con tracce sospette di sostanze oleose o ferite. Le autorità stanno ora cercando di ricostruire la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabili.

L’appello: cercare chi ha visto qualcosa

Le associazioni hanno lanciato un appello alla cittadinanza: qualsiasi informazione, anche anonima, potrebbe risultare decisiva. L’obiettivo è chiarire una vicenda che, secondo i veterinari e gli attivisti, presenta numerosi elementi compatibili con un atto volontario di estrema crudeltà da parte di ignoti che non riusciamo proprio a chiamare esseri “umani”.

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Autore articolo: Rebecca Manzi