Facebook, Instagram e WhatsApp a pagamento: cos’è questa novità degli abbonamenti Plus di Meta

Il 27 maggio 2026, con un annuncio che chiude mesi di anticipazioni, Meta ha reso ufficiale il lancio globale dei suoi piani a pagamento per Instagram, Facebook e WhatsApp. Non si tratta del solito esperimento volto a testare la risposta del pubblico all’interno di pochi mercati selezionati, ma di un vero e proprio lancio mondiale (anche se la distribuzione potrebbe avvenire in modo graduale) che segna un cambio di passo nella strategia di monetizzazione del gruppo di Menlo Park.
A darlo per prima notizia non è stato un comunicato stampa sul newsroom ufficiale, ma un video pubblicato direttamente su Instagram da Naomi Gleit, Head of Product di Meta e dipendente più longeva dell’azienda dopo Mark Zuckerberg, in Meta dal luglio 2005. Una scelta non casuale, perché la Gleit è da anni il volto con cui il gruppo annuncia le novità di prodotto che preferisce presentare in modo diretto, senza il filtro istituzionale di about.fb.com. Nel video ha spiegato che i nuovi piani offrono “richer ways to express and connect across our apps, with more fun features to be added” (nuovi modi per esprimersi e interagire tra le nostre app, con nuove e divertenti funzionalità in arrivo).
Cosa offrono i piani Plus
Instagram Plus e Facebook Plus costano 3,99 dollari al mese ciascuno, WhatsApp Plus si ferma a 2,99 dollari. I tre piani sono diversi per funzionalità, calibrate sulla natura di ciascuna app.
Instagram Plus punta sugli strumenti di visibilità e gestione del pubblico: gli abbonati potranno vedere quante persone hanno riguardato le loro Storie in forma aggregata, creare liste audience illimitate oltre la classica lista “Amici stretti”, mettere in evidenza una Storia per una settimana, prolungandola oltre il limite standard di 24 ore, e visualizzare una Storia altrui senza apparire tra gli spettatori. Si aggiungono le reazioni animate esclusive, come il “Super Cuore”, le icone personalizzate per le app di Facebook e di Instagram, dei font alternativi per la biografia e pin aggiuntivi per il profilo. Facebook Plus replicherà un set di funzionalità analogo, mentre WhatsApp Plus seguirà una direzione diversa, orientata alla personalizzazione della messaggistica: temi grafici, suonerie personalizzate, chat pinnate aggiuntive, adesivi premium e gestione avanzata delle liste. I nuovi piani, precisa Meta, non sostituiranno Meta Verified, il prodotto esistente focalizzato sulla verifica dell’identità e la protezione dalla rappresentazione, che per ora rimarrà attivo in parallelo.
Meta One: il piano ombrello che comprende anche l’AI
La parte più interessante dell’annuncio riguarda però Meta One, il brand sotto cui Meta raggrupperà nel tempo tutte le sue offerte in abbonamento. Accanto ai piani consumer già lanciati, sono in fase di test due categorie aggiuntive.
Per i creator e le aziende: Meta One Essential (14,99 dollari al mese), che include il badge verificato e una linksheet espansa, e Meta One Advanced (49,99 dollari al mese), che garantisce maggiore visibilità nel feed di Facebook, posizionamento privilegiato nei risultati di ricerca di Facebook e Instagram, inviti automatici a seguire il profilo a chi interagisce con i contenuti e strumenti analitici avanzati. Questi piani sono già in test in mercati come Arabia Saudita, Marocco, Thailandia e Bangladesh.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, Meta avvierà il mese prossimo, inizialmente a Singapore in Guatemala ed in Bolivia, i test di Meta One Plus (7,99 dollari al mese) e Meta One Premium (19,99 dollari al mese). La differenza tra i due risiede nella capacità di elaborazione, dato che il piano Premium sbloccherà il “thinking mode” per ragionamenti più complessi ed una maggiore capacità di generazione di immagini e video. Meta AI resterà gratuita per l’utilizzo occasionale.
Leggi anche:
- Le notifiche degli smartphone rallentano il cervello: l’esperimento che dimostra come danneggiano la concentrazione
- Addio privacy, Instagram elimina la crittografia end-to-end nei DM: ora Meta potrà vedere e analizzare i nostri messaggi
- Facebook, Instagram e TikTok finiscono in tribunale: la storica class action italiana che può cambiare tutto per i minori
