Ipertensione arteriosa, il “killer silenzioso”: la cardiologa spiega come misurarla, i valori di riferimento e i sintomi


L’ipertensione arteriosa è riconosciuta dalla medicina moderna come una delle principali cause di complicanze cardiovascolari. Definito a ragione il “killer silenzioso”, questo disturbo può progredire per anni senza manifestare segni visibili, continuando a danneggiare progressivamente i vasi sanguigni e gli organi vitali. La dottoressa Ilaria Previtali, responsabile della Cardiologia Clinica e della Terapia Intensiva Cardiologica presso Humanitas Gavazzeni, fa il punto su come e quando misurare la pressione, quali sono le soglie di rischio e quali segnali non vanno mai trascurati.
Ogni quanto e come misurare la pressione

La frequenza del controllo pressorio varia in base all’età e alle condizioni di salute individuali:
- Giovani sotto i 30 anni: in assenza di patologie, è sufficiente misurarla sporadicamente, quando ci si
reca dal medico per controlli generali. - Adulti tra 30 e 50 anni: è consigliabile effettuare un controllo periodico indicativamente 1 volta
all’annoogni 3-6 mesi. - Soggetti over 50 o con fattori di rischio: richiedono un monitoraggio più frequente e costante.
Sintomi della pressione alta: la tecnica corretta e l’effetto “camice bianco”
Per ottenere valori attendibili non è determinante la sede (farmacia, studio medico o casa), ma il setting di misurazione. Molti pazienti soffrono infatti dell’ipertensione da “camice bianco”, ovvero un innalzamento emotivo dei valori causato dall’ansia del controllo medico.
Per eseguire una misurazione casalinga corretta occorre:
- Riposo: rimanere seduti e rilassati per circa 10 minuti prima di attivare lo sfigmomanometro.
- Fattori esterni: sgranocchiare qualcosa o mangiare non altera significativamente i valori (evitando però abbuffate), mentre dopo aver fumato una sigaretta è necessario attendere almeno mezz’ora.
- Regola delle tre misurazioni: è buona norma effettuare tre misurazioni consecutive a distanza di poco tempo e calcolare la media dei valori, un metodo standard utilizzato anche in ambito ospedaliero per azzerare eventuali errori del macchinario.
I valori di riferimento: quando la pressione è “normale”?
Per la popolazione generale sana, misurata in condizioni di riposo durante la giornata, i valori ideali e di riferimento si definiscono come segue:
| Categoria | Pressione Sistolica (Massima) | Pressione Diastolica (Minima) | Indicazione Clinica |
| Valore Ottimale | 120 mmHg | 80 mmHg | Condizione ideale |
| Normotensione | < 135 mmHg | < 85 mmHg | Valori nella norma durante il giorno |
| Pazienti Diabetici | < 130 mmHg | < 80 mmHg | Target terapeutico più stringente |
| Ipertensione / Borderline | $ge$ 140 mmHg | $ge$ 90 mmHg | Necessita di valutazione medica |
Un singolo riscontro occasionale di pressione alta non deve generare allarme immediato: in questi casi è opportuno riposarsi e ripetere la prova dopo un paio d’ore. Se il valore alterato viene confermato nel tempo, occorre consultare il proprio medico curante per impostare un monitoraggio o una strategia terapeutica.
Perché la pressione alta è un “killer silenzioso” e quali sono i sintomi
L’ipertensione è prevalentemente asintomatica e viene spesso scoperta per caso durante visite di routine o controlli della medicina del lavoro. Tuttavia, in soggetti sensibili o quando i valori salgono in modo repentino, possono comparire segnali precisi:
- Cefalea e pesantezza: dolore alla testa localizzato frequentemente nella zona retro-oculare (dietro gli occhi).
- Disturbi uditivi: percezione di fischi o ronzii nelle orecchie (acufeni).
- Gonfiore e disturbi urinari: riduzione della diuresi (si urina di meno) e gonfiore alle gambe.
Sintomi della pressione alta: il ruolo chiave dei reni
Il legame tra pressione e funzione renale è fondamentale: i reni regolano i fluidi corporeo eliminando o trattenendo acqua (maggiore è la quantità d’acqua nei vasi, maggiore è la pressione nei “tubi”) e secernono ormoni in grado di vasocostringere o dilatare le arterie. Per questo motivo, l’eccesso di sale fa male sia alla pressione sia alla salute dei reni.
Come intervenire: stile di vita e alimentazione
Il primo passo per contrastare l’ipertensione borderline o iniziale si basa sulla modifica delle abitudini quotidiane:
- Calo ponderale: la perdita di peso porta a una riduzione diretta e misurabile dei valori pressori.
- Attività fisica: un esercizio moderato ma costante sostiene l’elasticità vascolare.
- Riduzione del sodio: la regola fondamentale non è solo evitare di salare l’acqua o le pietanze, ma evitare di aggiungere sale a tavola su verdure, carne e pesce. Poiché molti alimenti industriali (pane, affettati, sughi pronti) contengono già sale al loro interno, rieducare il palato ai sapori naturali permette di ridurre drasticamente l’apporto giornaliero di sodio.
Per i pazienti affetti da diabete, considerato un fattore di rischio cardiovascolare primario in grado di danneggiare precocemente le arterie, la soglia di tolleranza pressoria viene abbassata a 130/80 mmHg, richiedendo un’attenzione diagnostica e terapeutica ancora più tempestiva.
Sintomi della pressione alta: studi e fonti scientifiche di riferimento
- European Society of Cardiology (ESC) / ESH: Guidelines for the management of arterial hypertension
- American Heart Association (AHA): Understanding and Managing High Blood Pressure
- Istituto Superiore di Sanità (ISS): Progetto Cuore – Prevenzione dell’Ipertensione Arteriosa
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