Nessuno sfratto per la signora Franca: dopo le proteste, la 94enne di Firenze potrà restare nella sua casa (pagando lo stesso affitto)

Una drammatica vicenda di fragilità sociale si trasforma in un raggio di speranza nella città di Firenze. La storia della signora Franca, vedova di 94 anni, quasi cieca e affetta da gravi difficoltà di movimento, ha tenuto con il fiato sospeso l’intera comunità. L’anziana, residente dagli anni Sessanta in un appartamento di 70 metri quadrati nel quartiere di Rifredi in cui ha cresciuto la figlia e custodito i ricordi di una vita, si era vista recapitare una disdetta formale del contratto di locazione. Il documento richiedeva la liberazione dell’immobile entro il 28 febbraio, preannunciando un incremento del canone mensile da 450 euro a ben 1.200 euro.
La sua vicenda ha richiamato subito alla memoria il drammatico caso spagnolo di Maricarmen, l’ottantasettenne di Madrid sfrattata dalla propria abitazione e deceduta pochi giorni dopo in ospedale. A differenza della donna spagnola, per la quale la perdita dell’alloggio si è trasformata in tragedia, per la novantaquattrenne fiorentina è arrivato il lieto fine. La svolta decisiva c’è stata nella tarda serata di mercoledì, quando la legale della proprietà, l’avvocata Chiara Bentivegna, ha annunciato il definitivo dietrofront dei proprietari. Come chiarito dall’avvocata, la comunicazione inviata all’anziana rappresentava una disdetta formale di fine locazione, ma la figlia della donna era già stata rassicurata sulle reali intenzioni. La proprietà ha così confermato che Franca non dovrà abbandonare il proprio alloggio e continuerà a versare la medesima cifra sostenuta finora, mantenendo il canone bloccato a 450 euro al mese anziché adeguarlo ai valori del mercato immobiliare.
Le reazioni della sindaca Sara Funaro, del presidente Eugenio Giani e dei sindacati
L’ipotesi di uno sfratto per finita locazione aveva suscitato un’ondata di sdegno e una pronta mobilitazione istituzionale. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, si era schierata con fermezza al fianco della novantaquattrenne, ricordando che la donna ha sempre pagato regolarmente l’affitto beneficiando anche di un contributo comunale e definendo l’operazione di triplicare il canone un atto privo di umanità. Un duro appello era giunto anche dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che aveva rimarcato come la casa rappresenti un diritto fondamentale dell’individuo, specialmente di fronte a condizioni fisiche di estrema vulnerabilità.
Il caso ha riacceso i riflettori sull’emergenza abitativa che attraversa il capoluogo toscano, dove si registra in media uno sfratto ogni 2 giorni. L’amministrazione cittadina ha finora assegnato 72 alloggi tramite la graduatoria per l’emergenza casa, ma le parti sociali chiedono interventi strutturali. Bernardo Marasco, segretario della Cgil Firenze, e Erika Caparrini, della segreteria Cisl Firenze-Prato, hanno definito la vicenda la punta dell’iceberg di una crisi immobiliare fuori controllo, sollecitando un’agenzia sociale per la casa e un coordinamento sugli sfratti. Iniziative di sollecito sono giunte anche da Gabriele Danesi del progetto Abitare Solidale, dal consigliere comunale Dimitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e da Massimo Torelli, coordinatore di Salviamo Firenze.
