300mila preservativi bucati e privi delle certificazioni di sicurezza: maxi richiamo in Francia (ma sono venduti anche online)

Un maxi richiamo sanitario coordinato dalla Direzione generale della concorrenza, del consumo e della repressione delle frodi e dalla Direzione generale della Sanità francese ha portato al ritiro dal mercato di quasi 300mila preservativi non conformi. Le indagini delle autorità di Parigi hanno fatto emergere una doppia criticità: da un lato la vendita di lotti strutturalmente difettosi e bucati, dall’altro la circolazione di dispositivi privi delle certificazioni di sicurezza previste dall’Unione Europea. Trattandosi di prodotti distribuiti ampiamente attraverso canali di e-commerce, il Ministero della Salute transalpino ha lanciato un’allerta valida anche per i consumatori europei e italiani.
I 40mila profilattici senza marchio CE e i venditori asiatici
Il primo intervento ha riguardato oltre 40mila preservativi commercializzati in una trentina di varianti principali. La quasi totalità di questi prodotti veniva venduta tramite piattaforme di shopping online da parte di rivenditori asiatici, sebbene alcune confezioni siano filtrate fino agli scaffali di negozi fisici e farmacie.
La violazione riscontrata riguarda la totale assenza del marchio CE e di qualsiasi documentazione di conformità agli standard europei, unita alla mancanza di imballaggi e istruzioni tradotte in lingua francese. Tra i marchi direttamente coinvolti nei controlli figurano Friday Bae, Okamoto, My Lubie e Sagami. Per chi ha utilizzato questi lotti privi di garanzie, le autorità sanitarie raccomandano l’esecuzione immediata di test per malattie sessualmente trasmissibili e test di gravidanza in caso di anomalie del ciclo.
La partita da 260mila pezzi bucati e ritirati dal commercio
Ancora più grave si presenta la situazione del secondo blocco di dispositivi, che contava circa 260mila preservativi distribuiti prevalentemente nel circuito delle farmacie e dei negozi di prossimità. In questo caso, pur trattandosi di confezioni dotate del regolare marchio CE, le analisi condotte nei laboratori governativi hanno evidenziato difetti strutturali sistematici. In un lotto è stato accertato un elevato rischio di rottura durante il rapporto, mentre nel secondo lotto è stata confermata la presenza di vere e proprie micro perforazioni nella guaina. Tutti i pezzi riconducibili a questo specifico richiamo sono stati gradualmente rimossi dalla vendita tra la fine di maggio e i primi giorni di agosto 2026.
Le regole per l’acquisto sicuro sul web
L’allarme ha suscitato forte scalpore in un Paese che registra tassi di natalità pari a circa 1,6 figli per donna, sensibilmente più alti rispetto alla media continentale. Per prevenire ulteriori rischi legati al commercio informatico, gli organismi di tutela del consumatore raccomandano di verificare sempre la tracciabilità del venditore, l’effettiva presenza della marcatura CE, la data di scadenza stampata sulle singole guaine e la presenza di istruzioni nella propria lingua nazionale prima dell’utilizzo.
Fonte: Direzione generale della concorrenza, del consumo e della repressione delle frodi
