Blackout per il caldo, arriva il rimborso fino a 300 euro in bolletta: come funziona

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Trentaquattro euro e cinquanta centesimi è la cifra da cui parte, secondo le regole fissate dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), il rimborso a cui ha diritto chiunque dovesse restare senza corrente per troppo tempo durante le ondate di calore. Un aspetto pressoché sconosciuto, e che invece vale la pena tenere a mente proprio ora che condizionatori e sistemi di raffreddamento stanno mettendo a dura prova le reti elettriche di mezza Italia. Il meccanismo non è nuovo, affonda le radici nel TIQE, il Testo Integrato della Qualità dei servizi Elettrici, e puntualmente torna d’attualità ogni estate, quando il sovraccarico dovuto ai climatizzatori manda in tilt interi quartieri. Il principio è semplice: se il gestore non rispetta gli standard di ripristino della fornitura, l’utente viene compensato, senza bisogno di chiedere nulla.

Le soglie e gli importi

Come chiarisce ARERA nella sezione dedicata ai diritti del consumatore, il cliente domestico con potenza fino a 6 kW ha diritto a un indennizzo automatico di 34,50 euro nel momento in cui l’interruzione dovesse superare i tempi massimi previsti dagli standard dell’Autorità. La cifra salirebbe di 17,25 euro ogni quattro ore aggiuntive di buio, fino ad un tetto di 240 ore complessive di interruzione. Oltre quella soglia, l’automatismo si ferma, perché non sono previsti ulteriori rimborsi, così come non spettano a chiunque non sia in regola con i pagamenti o nel caso in cui il guasto sia ascrivibile a responsabilità personali. Un’ultima, e per nulla banale, precisazione: l’indennizzo automatico non chiude la partita. Se il blackout dovesse provocare dei danni concreti, come ad esempio un elettrodomestico bruciato, resterebbe impregiudicato il diritto al risarcimento secondo le regole ordinarie del Codice Civile, previa dimostrazione del nesso causale con fotografie, ricevute e perizie tecniche.

Come arriva il rimborso

Non serve alcuna domanda, visto che il distributore registra l’interruzione e il fornitore accredita la somma direttamente in bolletta, sotto la voce dedicata, in genere entro sessanta giorni dall’evento (tempi che possono allungarsi fino a 180 giorni se il disservizio dovesse coinvolgere un numero molto elevato di utenze, come accade nei blackout estivi legati alle ondate di calore particolarmente severe). Per il dettaglio degli standard di ripristino, delle soglie orarie differenziate per fascia di Comune e delle regole applicabili alle utenze non domestiche, il riferimento normativo completo è l’Allegato A alla delibera 617/2023/R/eel, che aggiorna il TIQE, in particolare il Titolo 5, dedicato proprio alla regolazione delle interruzioni prolungate.

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Autore articolo: Marco Crisciotti