Incendio al santuario Capra Libera Tutti, gli animali sono in salvo ma i pascoli distrutti: “abbiamo bisogno di voi”

Un violento incendio boschivo ha colpito duramente il territorio di Nerola, investendo l’area naturale del monte degli Elci e spingendosi fino al perimetro del santuario Capra Libera Tutti. Il disastro è stato innescato nel pomeriggio di martedì 23 giugno da un fulmine caduto su un albero in totale assenza di precipitazioni piovane locali.
Le fiamme, alimentate dalla vegetazione resa arida dalla crisi climatica e dalle forti raffiche di vento, hanno rapidamente divorato oltre 300 ettari di terreno boschivo. L’avanzata del fuoco ha richiesto l’intervento massiccio dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile con il supporto aereo di elicotteri e Canadair, provocando la chiusura temporanea di un tratto della via Salaria e l’evacuazione cautelare di nove nuclei familiari della zona.
I gestori della struttura, guidati dal fondatore Massimo Manni e dal direttore Simone Scampoli, sono riusciti a evitare il peggio grazie alle fasce tagliafuoco create preventivamente attorno al rifugio, che hanno bloccato la linea del fuoco a ridosso dei recinti dei bovini. Tutti gli animali ospiti sono scampati alla morte, ma l’emergenza si è spostata sulla gestione logistica ed economica del post-incendio.
La distruzione dei pascoli e l’impatto economico sui mangimi
Il vero danno strutturale per il santuario risiede nella perdita totale delle aree destinate al pascolo naturale, risorsa primaria da cui centinaia di animali liberi traevano il proprio sostentamento quotidiano. La cenere ha cancellato la vegetazione spontanea, che non potrà rigenerarsi prima della prossima primavera. Questo scenario costringe i responsabili del centro ad acquistare fieno e mangimi in quantità massicce sul mercato ordinario, alterando completamente i bilanci gestionali.
La popolazione animale interna consuma attualmente almeno quattro balle di fieno al giorno, per un costo fisso di circa 60 euro a balla, al quale vanno sommate le spese per i mangimi biologici specifici. A differenza degli allevamenti intensivi, dove le miscele alimentari puntano all’ingrasso rapido dell’animale in vista della macellazione, il santuario utilizza formulazioni bilanciate create da un nutrizionista per garantire una vita sana e longeva a creature salvate da sfruttamento e abbandono.
La raccolta fondi della community per la ricostruzione
Per fare fronte a questa improvvisa crisi economica, Capra Libera Tutti ha attivato canali digitali per una raccolta fondi d’urgenza finalizzata all’approvvigionamento dei mangimi e alla ricostruzione delle recinzioni danneggiate. La risposta della rete di sostenitori è stata immediata, rappresentando un supporto psicologico ed emotivo cruciale per lo staff del rifugio in un momento di estrema vulnerabilità.
La struttura di Nerola accoglie da anni mucche, maiali, pecore, capre, cavalli e volatili sottratti alla filiera zootecnica, offrendo loro la possibilità di invecchiare secondo ritmi biologici naturali. La campagna di solidarietà punta a mantenere inalterata questa promessa di libertà, chiedendo l’aiuto di donatori privati e volontari per superare l’inverno e restituire la montagna agli animali. Qui il link per accedere alla raccolta fondi per aiutarli.
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