Emergenza Popillia japonica: questa Regione installa 188 trappole per fermare il coleottero invasivo che minaccia i vigneti

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Ventisettemila catture in una sola trappola, in un solo giorno. È il picco registrato lo scorso 2 luglio 2025 nella zona focolaio della Bassa Valle, secondo i dati della Regione autonoma Valle d’Aosta. Un numero che spiega perché quest’anno il Servizio fitosanitario regionale non abbia aspettato per l’installazione delle trappole, operazione partita il 2 luglio, con dieci giorni di anticipo sulla stagione precedente.

Un coleottero da quarantena europea

La Popillia japonica Newman, conosciuto soprattutto come coleottero giapponese, è inserito tra gli organismi nocivi da quarantena prioritari per l’Unione europea, nell’allegato II parte B del regolamento di esecuzione (UE) 2019/2072. Originario del Giappone, è arrivato in Nord America nei primi del Novecento e in Europa continentale nell’estate del 2014, tra Piemonte e Lombardia, nel Parco del Ticino, come ricostruisce la scheda tecnica della Regione Valle d’Aosta.

Popillia japonica 2

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In Valle d’Aosta il primo esemplare è stato intercettato nell’agosto 2020 in un parcheggio di Cervinia, un caso isolato senza conseguenze vista la quota, secondo quanto riportato dal Servizio fitosanitario regionale. Da allora la specie si è insediata stabilmente più a valle: i comuni classificati come infestati sono ventisette, da Pont-Saint-Martin a Saint-Vincent, in base alla perimetrazione aggiornata pubblicata dalla Regione.

Le 188 trappole tra Pont-Saint-Martin e Chambave

Per la campagna 2026 il Servizio fitosanitario regionale ha posizionato 188 trappole “Attract & Kill” nel tratto compreso tra Pont-Saint-Martin e Chambave, dove la presenza dell’insetto risulta più consistente; l’installazione, iniziata il 2 luglio, si è conclusa l’8 luglio, come precisa il comunicato dell’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali ripreso da La Prima Linea. L’Assessorato segnala inoltre un aumento significativo della presenza del coleottero nelle aree di Bassa e Media Valle, in linea con quanto osservato nelle regioni confinanti, e ribadisce di mantenere un coordinamento con Piemonte e Lombardia oltre che con il Servizio fitosanitario nazionale e il Crea. Sul fronte dei viticoltori, Sara Manganone, di Châteaux Vieux a Pont-Saint-Martin, ha dichiarato: “Insieme a Piemonte e Lombardia bisognerà riuscire a trovare una soluzione a questa problematica”, aggiungendo che il problema non riguarda solo la vite ma anche alberi da frutto e orti familiari.

Un avvertimento ai possessori di prati e giardini

La Regione raccomanda di non installare trappole attrattive presso vigneti, orti e giardini privati, perché se usate fuori da una strategia coordinata rischiano di richiamare più insetti dalle aree circostanti; l’eventuale impiego dei dispositivi deve avvenire solo su indicazione del Servizio fitosanitario regionale, che invita anche a segnalare eventuali danneggiamenti alle trappole scrivendo a fitosanitario@regione.vda.it o telefonando allo 0165 275407.

L’allarme di Coldiretti e Confagricoltura

Coldiretti Valle d’Aosta ha chiesto un piano straordinario di intervento e un coordinamento rafforzato tra le regioni coinvolte. “La popillia japonica non rappresenta più un problema circoscritto, ma un’emergenza che rischia di compromettere il lavoro di tante aziende”, ha dichiarato la presidente Alessia Gontier, secondo quanto riportato dall’Ansa. Sulla stessa linea Confagricoltura Valle d’Aosta, che attraverso il proprio rappresentante Morena chiede di ampliare e rendere più capillare la rete di trappole su tutto il territorio regionale.

Autore articolo: Marco Crisciotti