“Se il Louvre non sarà ristrutturato, dovrà chiudere”: l’allarme del direttore del museo a un anno dal clamoroso furto

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Nei prossimi anni, se non verranno affrontati i gravi problemi strutturali e di sicurezza che lo interessano, il museo più visitato al mondo rischia di chiudere le sue porte.

A lanciare l’allarme è Christophe Leribault, direttore del Louvre dal febbraio 2026, che in un’intervista a Le Figaro ha denunciato il deterioramento degli edifici, gli impianti ormai obsoleti e le difficoltà nella gestione di quasi nove milioni di visitatori all’anno.

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Il clamoroso furto del 19 ottobre 2025, durante il quale furono sottratti preziosi gioielli della Corona francese, ha reso ancora più evidenti le fragilità del museo, accelerando gli interventi di messa in sicurezza.

Dopo lo spiacevole episodio, infatti, sono state installate nuove telecamere, introdotte barriere anti-sfondamento e rafforzati i sistemi di protezione. Ma i problemi vanno ben oltre la sicurezza: infiltrazioni d’acqua, guasti al riscaldamento, scale mobili deteriorate e impianti di climatizzazione da sostituire hanno già reso necessari lavori urgenti e il trasferimento temporaneo di alcuni uffici e collezioni.

La soluzione dovrebbe arrivare dal progetto Louvre – Nouvelle Renaissance, presentato nel gennaio 2025 da Emmanuel Macron. Il piano, dal costo stimato di circa un miliardo di euro, prevede un nuovo ingresso, ulteriori spazi espositivi e una profonda modernizzazione dell’intero complesso.

Secondo Leribault, i primi grandi interventi potrebbero essere completati entro cinque o sei anni, mentre la ristrutturazione complessiva richiederà dai 12 ai 15 anni. Durante i cantieri il museo dovrebbe comunque rimanere aperto, con chiusure temporanee delle aree interessate.

L’allarme del direttore

Resta però il nodo dei finanziamenti. Il Louvre dovrà raccogliere 360 milioni di euro da mecenati e finanziatori privati. Leribault ha già incontrato potenziali sostenitori in Giappone, Hong Kong, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, ma al momento non risultano impegni formalizzati.

La preoccupazione riguarda anche il futuro politico del progetto, in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027. Il monito di Leribault è netto: se il Louvre non verrà riparato, adattato e trasformato, perderà rapidamente la propria posizione e, prima o poi, sarà costretto a chiudere al pubblico.

Una prospettiva che il presidente definisce disastrosa, ribadendo come la salvaguardia del Louvre sia una questione nazionale che dovrebbe andare oltre le divisioni politiche.

Autore articolo: Germana Carillo