Superstizioni più comuni: origine e significato del numero 17, gatto nero e altri miti


Quando vedi una scala fai di tutto per non passarci sotto? Se inavvertitamente versi il sale sulla tavola, lo getti per tre volte alle tue spalle? E ancora, quando sul calendario vedi un venerdì 17 ti tieni libero da impegni o appuntamenti importanti? Le scaramanzie fanno parte della cultura popolare da secoli: molte di queste credenze, ancora oggi diffuse, hanno origini antichissime e spesso sorprendenti. Dal numero 17 al gatto nero, passando per gli specchi rotti e il cappello sul letto, scopriamo il significato e la storia delle superstizioni più comuni.
Il numero 17
Il numero 17 è considerato di cattivo auspicio fin dall’epoca romana. La spiegazione è molto semplice: la rappresentazione in cifre romane è XVII, che può essere anagrammato in VIXI, una parola latina che significa “ho vissuto”, quindi “sono defunto”. A questa interpretazione se ne aggiunge un’altra, di natura biblica: secondo la tradizione, il diluvio universale iniziò proprio il giorno 17 del secondo mese. Infine, il numero è associato alla sfortunata figura di Luigi XVII, che durante la Rivoluzione francese non salì mai al trono e morì in prigione.
Il gatto nero
Sulla navi dei conquistatori turchi c’erano di solito molti gatti neri. Quando le imbarcazioni approdavano sulle coste per saccheggiare le città, i primi a farsi vedere dalle popolazioni erano proprio i gatti neri che scendevano per cercare cibo. Di conseguenza vedere un gatto nero era sinonimo di sventura imminente. C’è un’altra motivazione più recente, che risale al periodo in cui si usavano le carrozze: di notte i gatti neri erano difficili da vedere e, se investiti, potevano spaventare i cavalli causando incidenti.
Tra le superstizioni più comuni c’è anche quella di aprire l’ombrello in casa
Qui bisogna tornare indietro all’epoca vittoriana in Inghilterra: in quel periodo i meccanismi di apertura non funzionavano bene e spesso potevano accadere incidenti domestici. Inoltre avere un ombrello aperto in casa, significava anche che il tetto era danneggiato e quindi difficoltà economiche.
Passare sotto una scala
Tra le superstizioni più comuni c’è anche il passare sotto a una scala, considerato da sempre un gesto sfortunato. Nell’antico Egitto il triangolo era una figura sacra e attraversarlo era visto come un sacrilegio: la scala appoggiata al muro prende proprio questa forma geometrica. Nel Medioevo, invece, la scala ricordava il patibolo: passarci sotto era simbolicamente legato alla morte. Inoltre una scala appoggiata a un muro significa anche che si sta lavorando in alto, da dove potrebbero cadere delle cose e colpire il malcapitato.
Sette anni di sfortuna se rompi uno specchio
Gli antichi Greci predicevano il futuro attraverso il riflesso dello specchio. Se era rotto, l’immagine appariva distorta e quindi era presagio di sfortuna. Sette anni perché gli antichi Romani sostenevano che ogni persona attraversasse cicli alternati di salute e malattia della durata di sette anni.
Tra le superstizioni più comuni c’è anche rovesciare il sale
Nell’antichità il sale era un bene prezioso. Rovesciarlo significava perdere qualcosa di valore, e da qui nasce l’associazione con la sfortuna.
Cappello sul letto
Si pensa che porti male semplicemente perché i preti di campagna, in passato, appoggiavano il cappello sul letto dei moribondi durante l’estrema unzione.
Versare l’olio a terra
Un tempo i pavimenti delle case erano fatti di legno o in marmo grezzi; erano quindi estremamente assorbenti. Quando cadeva l’olio, la macchia rimaneva per sempre e per lungo tempo il suolo diventava anche scivoloso, creando disagi e pericoli.
Versare il vino col dorso della mano rivolto verso il basso
Versare il vino con il dorso della mano rivolto verso il basso ha origini antiche. Si crede che facilitasse l’uso di anelli contenenti veleno, permettendo di contaminare la bevanda senza essere notati.
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