A Napoli le edicole abbandonate tornano a vivere: così diventano spazi di arte e controinformazione

A Napoli le edicole abbandonate sono tantissime. Per anni sono state punti di incontro, piccoli presìdi di quartiere dove fermarsi a leggere i titoli dei giornali, scambiare due parole, sentirsi parte di una comunità. Poi è arrivata la crisi dell’editoria e sono rimaste lì: vuote, dimenticate, quasi invisibili.
Molte sembrano monumenti, molte altre sono un’accozzaglia di ruggine e sporcizia. Cosa farne? Nei mesi scorsi, l’Amministrazione comunale aveva stanziato più di 40mila euro per la rimozione coatta delle edicole considerate in condizioni più critiche e così sono state rimosse parecchie strutture in molte strade della città. Ma non basta.
Se tornassimo alla loro originale missione? Quella di dare e fare informazione. Qualcuno sta provando a restituire loro una voce.
È Liberi Edizioni ed è un progetto artistico-editoriale nato dall’idea di Nicola Angrisano insieme con un gruppo di attivisti, artisti e giornalisti indipendenti. L’obiettivo è semplice e potentissimo allo stesso tempo: trasformare le edicole abbandonate in spazi di controinformazione, arte urbana e partecipazione civile. Il tutto con installazioni temporanee e non invasive.
Sulle vecchie edicole compaiono così grandi manifesti che ricordano prime pagine di quotidiani, dedicati però a temi spesso ignorati dal dibattito mainstream: guerre, diritti umani, Palestina, crisi ambientale, repressione del dissenso, vicende come quella di Julian Assange o di Mario Paciolla.


@Liberi Edizioni
L’idea nasce proprio durante le mobilitazioni per chiedere la liberazione di Assange. Ed è quasi simbolico che tutto parta dalle edicole: luoghi che un tempo rappresentavano l’accesso quotidiano all’informazione e che oggi diventano superfici urbane attraverso cui interrogarsi su cosa significhi davvero “libertà di stampa”.

@Liberi Edizioni

@Liberi Edizioni
Ed è forse proprio questo il cuore più bello del progetto: ridare funzione sociale a strutture che sembravano ormai relitti urbani. Dove prima c’erano solo serrande abbassate oggi ricompaiono parole, immagini, domande. Le edicole tornano a essere luoghi che parlano alle persone.

@GreenMe
Gli attivisti di Liberi Edizioni raccontano di voler “riappropriarsi dei media”, riportando l’informazione fuori dagli schermi e dentro le strade, nei quartieri, negli spazi attraversati ogni giorno dalle persone comuni. Una risposta anche alla sensazione che i social network, più che renderci davvero partecipi, ci abbiano trasformati soprattutto in utenti passivi.
Ma a Napoli tutto questo assume un significato particolare. Perché qui le edicole abbandonate non vengono rimosse, o non tutte: restano lì, come ferite silenziose della città. Liberi Edizioni ha scelto di non nasconderle, ma di trasformarle in qualcosa di nuovo. E forse è proprio questa la forma più autentica di rigenerazione urbana: non cancellare ciò che è stato lasciato indietro, ma restituirgli senso, memoria e possibilità.
QUI la mappa delle edicole.
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