Approvato il decreto bollette 2026: dal bonus da 115 euro sulla fornitura elettrica allo stop al telemarketing, tutte le novità

Il decreto bollette è diventato ufficialmente legge dopo il via libera definitivo del Senato con 102 voti favorevoli, 64 contrari e 2 astenuti. Il provvedimento nasce per attenuare l’impatto del caro energia su famiglie e imprese, in un contesto reso più instabile dalle tensioni internazionali che hanno riportato i prezzi verso l’alto. Il pacchetto include bonus economici, nuove regole per il mercato energetico e limiti al telemarketing, con l’obiettivo di ridurre i costi e aumentare la trasparenza.
La misura più immediata riguarda i nuclei familiari: per il 2026 è previsto un contributo straordinario da 115 euro sulla fornitura elettrica destinato ai clienti domestici con ISEE fino a 25mila euro. Il decreto introduce anche la possibilità di contributi volontari dei venditori di energia per il 2026 e il 2027, rivolti a utenti non titolari del bonus sociale ma con redditi entro la stessa soglia.
Sostegni all’energia e incentivi per imprese e rinnovabili
Il testo interviene anche sul fronte delle attività economiche, con misure dedicate alle utenze non domestiche. È prevista la ristrutturazione degli incentivi del Conto energia per impianti fotovoltaici superiori a 20 kW, con la possibilità per i titolari di scegliere una riduzione dei premi tra il 15% e il 30% nel biennio 2026-2027 in cambio di un’estensione della convenzione. Una leva pensata per ridurre i costi in bolletta e sostenere la stabilità del sistema.
Il decreto include inoltre strumenti per favorire contratti a lungo termine da fonti rinnovabili, con particolare attenzione alle Pmi. L’Arera avrà un ruolo centrale nella definizione dei rimborsi ai produttori termoelettrici per il gas utilizzato nella generazione elettrica, con l’obiettivo dichiarato di massimizzare i benefici per i consumatori e migliorare la trasparenza dei margini nel settore.
Stop al telemarketing e nuove regole per i contatti commerciali
Tra le novità più rilevanti spicca il divieto di telemarketing energetico per la proposta di contratti di luce e gas senza consenso. Le aziende potranno contattare i consumatori solo in presenza di una richiesta esplicita oppure se si tratta di clienti che hanno autorizzato le comunicazioni. I contatti dovranno partire da numeri identificabili e i contratti stipulati in violazione delle regole saranno considerati nulli.
Il provvedimento introduce anche la possibilità per gli utenti di segnalare chiamate irregolari al Garante privacy e all’Agcom, che potranno ordinare la sospensione delle linee utilizzate in modo improprio. Una stretta pensata per contrastare pratiche commerciali aggressive e ridurre i cambi di fornitore non consapevoli.
Prorogata la chiusura delle centrali a carbone al 2038
Sul fronte dell’ambiente, purtroppo, il decreto proroga la chiusura delle centrali a carbone al 2038, rinviando di 13 anni il calendario previsto dal Piano energia e clima. La decisione è legata alla necessità di garantire la sicurezza energetica in caso di emergenze e volatilità dei mercati.
Le associazioni dei consumatori restano divise. Alcune giudicano il provvedimento insufficiente rispetto all’aumento delle tariffe, mentre altre promuovono la stretta sul telemarketing, ritenuta una tutela concreta contro offerte poco trasparenti e pratiche aggressive.
Fonte: Senato della Repubblica
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