ASIC chiede 10 anni di tutele nella regolamentazione dei CFD crypto in Australia

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Premessa

L’autorità australiana ASIC propone di estendere ai CFD regolati con asset digitali le stesse tutele dei contratti in contanti, ridisegnando la regolamentazione dei CFD crypto in Australia.

La proposta è stata presentata il 12 ottobre, insieme alla richiesta di prorogare le protezioni dopo che le perdite dei clienti retail sui CFD hanno superato 458 milioni di dollari nell’anno finanziario 2023-24.

Punti chiave

  • ASIC vuole applicare le tutele retail ai CFD in asset digitali idonei.
  • Nel 2023-24 le perdite retail sui CFD comprendevano 73 milioni di dollari di commissioni.
  • Alcuni future e opzioni crypto a scadenza fissa resterebbero fuori dall’ordine.
  • Le osservazioni pubbliche si chiudono il 9 novembre.

Secondo crypto.news, la proposta amplierebbe la definizione di contratti per differenza (CFD) mantenendo le restrizioni sulla leva e le protezioni dalle perdite. Cointelegraph aggiunge che rientrerebbero anche i contratti idonei legati ad asset non crypto, quando il regolamento avviene tramite trasferimenti di asset digitali.

Come cambierebbe la regolamentazione dei CFD crypto in Australia

ASIC estenderebbe la definizione attuale di CFD ai contratti idonei regolati con trasferimenti di asset digitali. Le regole in vigore coprono in genere il regolamento in contanti o la compensazione degli obblighi tra le controparti.

Con un CFD si specula sul prezzo di un asset senza possederlo, spesso con fondi presi a prestito per aprire posizioni più grandi del deposito. Per ASIC, prodotti con caratteristiche economiche e rischi simili devono avere lo stesso trattamento, qualunque sia il metodo di regolamento.

Cosa resterebbe in vigore

La proposta conserva i limiti alla leva, la chiusura obbligatoria delle posizioni quando i fondi del conto scendono sotto livelli prestabiliti e la protezione dal saldo negativo. Quest’ultima impedisce che un conto CFD perda più denaro di quanto contiene.

L’ordine di intervento non si applicherebbe a specifici future e opzioni su criptovalute con scadenza fissa.

Margini e terminologia

Ogni posizione dovrebbe rispettare il proprio requisito di margine. I fornitori non potrebbero ridurlo compensando posizioni opposte, e le modifiche chiarirebbero il margine iniziale per i CFD collegati alle opzioni.

Inoltre, in tutto l’ordine «cryptoasset» diventerebbe «digital asset».

Le perdite dei trader al dettaglio spingono la proroga di 10 anni

ASIC chiede altri 10 anni di protezioni sui CFD perché la sua valutazione mostra che il 68% dei clienti retail ha perso denaro nell’anno finanziario 2023-24. Le perdite nette complessive hanno superato 458 milioni di dollari, comprese commissioni per 73 milioni.

Tra i clienti retail che operano in CFD sulle opzioni, a perdere è stato l’85%. Secondo ASIC l’intervento ha ridotto i danni, ma restano perdite consistenti: l’autorità giudica le tutele efficaci e necessarie, visti i rischi del trading con leva.

L’ordine attuale è in vigore dal 29 marzo 2021 e scade il 23 maggio 2027. Un rinnovo più lungo, ha spiegato ASIC, darebbe certezza normativa senza continue proroghe.

Consultazione aperta fino al 9 novembre

ASIC raccoglie commenti pubblici sulla proroga e sulle modifiche fino al 9 novembre. Il rinnovo proposto richiede l’approvazione ministeriale.

Il regolatore manterrebbe il potere di revocare l’ordine di intervento prima della fine dei 10 anni, quando lo ritenga opportuno.

Il regime di licenza per gli asset digitali parte nell’aprile 2027

Il regime australiano di licenza per gli asset digitali è previsto dal 9 aprile 2027, in modo distinto dalle modifiche alla regolamentazione dei CFD crypto in Australia. Riguarderà le piattaforme di asset digitali e quelle di custodia tokenizzata, con ASIC a vigilare su licenze, custodia, transazioni, regolamento e risorse finanziarie.

Il Parlamento ha approvato il Corporations Amendment (Digital Assets Framework) Act 2026 il 1° aprile e il Royal Assent è arrivato l’8 aprile. Le imprese che hanno una licenza secondo le attuali regole sui servizi finanziari potrebbero dover rivedere le proprie autorizzazioni.

Scaduta l’esenzione temporanea

L’esenzione temporanea è scaduta il 30 settembre. Chi vi faceva affidamento doveva ottenere una licenza per i servizi finanziari australiana (AFS) o chiedere modifiche a quella esistente. Per le licenze di mercato e di compensazione e regolamento valevano obblighi separati di notifica e di incontro preliminare.

Dopo gli aggiornamenti delle linee guida dell’ottobre 2025, ASIC ha registrato più di 45 domande di licenza per asset digitali.

Dal 1° ottobre le società non autorizzate e fuori dalle condizioni dell’esenzione rischiano sanzioni civili o penali, con multe fino al 10% del fatturato annuo.

I precedenti in tribunale

A giugno l’Alta Corte ha stabilito che l’ex prodotto a rendimento fisso di Block Earner richiedeva una licenza per i servizi finanziari. L’appello sulle sanzioni è tornato alla Full Federal Court.

A marzo Binance Australia Derivatives ha ricevuto una sanzione civile da 10 milioni di dollari australiani, dopo che 524 clienti retail erano stati classificati per errore come investitori wholesale. La società aveva già versato 13,1 milioni di dollari australiani di risarcimenti.

Il nuovo regime di licenza per gli asset digitali partirà il 9 aprile 2027.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Autore articolo: Amelia Tomasicchio