Attacco hacker manda in tilt i frigoriferi di centinaia di supermercati: milioni di danni e tonnellate di cibo buttate in Francia

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Un attacco informatico di proporzioni e dinamiche senza precedenti ha colpito duramente il settore della grande distribuzione organizzata in Francia tra la notte di domenica 11 e la giornata di lunedì 12 ottobre. Un gruppo di hacker è riuscito a violare a distanza i sistemi di controllo della refrigerazione prodotti dalla società danese Danfoss, utilizzati da rinomate catene di supermercati per gestire le temperature dei banchi frigo e delle celle congelatrici.

Anziché richiedere un riscatto o sottrarre dati sensibili, i pirati informatici hanno azionato da remoto un meccanismo di sbrinamento forzato, innalzando improvvisamente i termostati fino a toccare i 50 gradi Celsius. Alla riapertura dei punti vendita, i dipendenti si sono trovati di fronte a uno scenario desolante: calore anomalo all’interno degli impianti, 300 negozi Intermarché e Netto compromessi, circa 100 punti vendita di Coopérative U colpiti, oltre al coinvolgimento delle catene E. Leclerc, Carrefour Market e Monoprix.

Le reazioni delle istituzioni, i danni materiali e le indagini della Procura

Il sabotaggio ha interrotto irrimediabilmente la catena del freddo per migliaia di tonnellate di carne, latticini, prodotti freschi e surgelati, provocando un sovraccarico degli impianti che ha persino innescato piccoli incendi in alcuni locali commerciali. Le perdite economiche stimate ammontano già a svariate decine di milioni di euro. Il direttore esecutivo di Coopérative U, Dominique Schelcher, ha espresso ferma condanna definendo l’attacco inaccettabile e senza precedenti.

Sul piano politico e di sicurezza, il commissario europeo per l’agricoltura Christophe Hansen ha sottolineato la necessità di tutelare la sicurezza alimentare, mentre una fonte vicina al primo ministro francese Sébastien Lecornu ha confermato che l’agenzia per la cybersecurity ha individuato la vulnerabilità nel software danese e allertato le autorità europee per prevenire contagi in altri Paesi. La Procura di Parigi ha prontamente aperto un’indagine formale per fare luce sui danni e identificare le responsabilità penali.

Lo spreco alimentare e l’amara beffa sociale di fronte alla povertà

Al di là dell’enorme danno economico e tecnologico, l’aspetto più drammatico e doloroso dell’intera vicenda risiede nell’incalcolabile spreco alimentare causato dal sabotaggio. Vedere tonnellate di cibo di primissima qualità distrutto e gettato nella spazzatura in poche ore rappresenta un’amara e inaccettabile beffa per la collettività, specialmente in una fase storica segnata da crescenti difficoltà economiche per moltissime famiglie. La distruzione incontrollata di alimenti freschi e surgelati infligge una ferita profonda al tessuto sociale, ricordando come la vulnerabilità delle infrastrutture digitali possa trasformarsi istantaneamente in un’offesa morale nei confronti di chi lotta quotidianamente contro la povertà.

Autore articolo: Rebecca Manzi