Bitcoin a 60.000$ e oro a 4.179$: l’impatto rialzi tassi Fed si ridimensiona

Bitcoin è risalito sopra i 60.000 dollari, l’oro ha superato quota 4.050 dollari e l’argento ha seguito a ruota. Il catalizzatore? Le parole di Kevin Warsh, presidente della Federal Reserve, che al forum annuale dell’ECB a Sintra ha detto ai mercati quello che volevano sentire: i rischi legati all’inflazione si sono ridotti. L’impatto sui rialzi tassi Fed si è tradotto immediatamente in una revisione al ribasso delle probabilità di strette monetarie imminenti, innescando una corsa agli acquisti su asset di rischio e beni rifugio allo stesso tempo.
Punti chiave
- Bitcoin è tornato sopra i 60.000 dollari dopo i commenti di Warsh al forum ECB di Sintra il 1° luglio.
- L’oro ha toccato i 4.179 dollari per oncia spot, segnando il primo guadagno settimanale in cinque settimane (+2,3%).
- I nonfarm payrolls di giugno hanno registrato solo 57.000 nuovi posti di lavoro, ben al di sotto delle aspettative di 110.000.
- Il FOMC di giugno aveva alzato la proiezione mediana del tasso sui fed funds al 3,8%, dal precedente 3,4%.
- Nove dei 18 componenti del FOMC si aspettano ancora almeno un rialzo entro fine anno.
Warsh al forum ECB: meno inflazione, nessuna promessa sui tassi
Al forum di Sintra, Warsh ha costruito il suo messaggio attorno a un concetto semplice: i rischi inflazionistici “si sono ridotti” nelle ultime settimane. Nessuna indicazione su dove siano diretti i tassi, nessun impegno su tempi o entità di eventuali mosse future. Una posizione calibrata, quasi chirurgica.
Il contrasto con il FOMC del 17-18 giugno, il suo primo da presidente, è netto. In quella sede la Fed aveva mantenuto i tassi fermi tra il 3,50% e il 3,75%, ma aveva alzato la proiezione mediana del tasso sui fed funds al 3,8%, rispetto al precedente 3,4%. Un segnale chiaramente restrittivo che aveva fatto scivolare Bitcoin dai circa 66.000 dollari pre-riunione verso area 64.800-65.300 dollari, mentre l’oro era arretrato verso i 3.942 dollari.
Warsh ha anche fatto una scelta insolita: non ha presentato le proprie proiezioni economiche nel dot plot della Fed. Una mossa che gli garantisce massima flessibilità, ma che aggiunge un livello di ambiguità difficile da leggere per gli operatori abituati a decodificare ogni singolo punto del grafico.
Il tono hawkish di giugno e la svolta di luglio
Il FOMC di giugno aveva trasmesso un messaggio preciso: nove dei diciotto componenti si aspettavano almeno un ulteriore rialzo prima di fine anno, con la proiezione mediana che implicava tassi più alti rispetto ai livelli attuali. Un comitato diviso, ma con una maggioranza che guardava ancora verso l’alto.
Le parole di Warsh a Sintra non contraddicono esplicitamente quella posizione. Dire che i rischi inflazionistici sono diminuiti non equivale a dire che siano scomparsi, e l’obiettivo del 2% di inflazione rimane invariato. Ma i mercati hanno scelto di leggere il messaggio nel modo più accomodante possibile.
Il mercato del lavoro cambia i conti della Fed
I commenti di Warsh non sono arrivati nel vuoto. I dati sui nonfarm payrolls di giugno hanno mostrato solo 57.000 nuovi posti di lavoro, contro le 110.000 unità attese dagli economisti interpellati da Reuters. Un risultato deludente che descrive un mercato del lavoro in raffreddamento.
Per i mercati finanziari la catena logica è immediata: meno occupazione significa meno pressione salariale, meno spinta all’inflazione, meno urgenza di stringere la politica monetaria. Secondo il CME FedWatch Tool, dopo i dati e le dichiarazioni di Warsh, la probabilità di un rialzo a settembre è scesa al 54%, rispetto al 66% di prima della pubblicazione dei payrolls.
Kelvin Wong, analista senior di OANDA, ha sintetizzato bene la situazione: quello che si osserva è “una riduzione nel pricing dei rialzi della Fed per il resto del 2026 e per il primo trimestre del 2027, guidata principalmente da dati sul mercato del lavoro americano piuttosto deludenti”.
Bitcoin, oro e argento: la reazione degli asset
Bitcoin risale sopra i 60.000 dollari
La risalita di Bitcoin oltre i 60.000 dollari rappresenta un rimbalzo rispetto ai minimi post-FOMC di giugno, ma resta significativamente al di sotto dei 66.000 dollari toccati prima della riunione. La correzione in atto riflette quanto Bitcoin sia diventato sensibile al ciclo macroeconomico: ogni variazione nelle aspettative sui tassi si traduce rapidamente in movimento di prezzo.
Il fatto che Warsh abbia un interesse personale noto per gli asset digitali e i mercati crypto aggiunge una variabile in più. La sua enfasi sulla dipendenza dai dati, piuttosto che da un percorso prestabilito dei tassi, viene interpretata come notizia positiva per gli asset di rischio. Ma si tratta di una lettura ottimistica di un messaggio deliberatamente ambiguo.
Oro supera i 4.050 dollari, argento in territorio positivo
Sul fronte dei metalli preziosi il movimento è stato ancora più marcato. Lo spot gold ha guadagnato l’1,4%, portandosi a 4.179,94 dollari per oncia — il livello più alto dal 23 giugno — mentre i futures sull’oro per consegna ad agosto hanno segnato un +1,6% a 4.193,20 dollari. Nel complesso della settimana, l’oro ha messo a segno un rialzo del 2,3%, il primo guadagno settimanale in cinque settimane.
L’argento ha avanzato del 2,3% a 62,43 dollari per oncia, il platino ha guadagnato il 2,7% a 1.660 dollari e il palladio ha aggiunto l’1,3% a 1.284 dollari. Tutti e tre i metalli si trovano ai massimi da oltre una settimana.
A rafforzare il quadro dell’oro ha contribuito anche un report del World Gold Council: a maggio le banche centrali sono tornate ad acquistare oro, con le riserve ufficiali aumentate di 41 tonnellate nette durante il mese.
Le probabilità di rialzi a breve termine calano
La combinazione tra dati occupazionali deludenti e tono più morbido di Warsh ha prodotto un effetto visibile sulle aspettative di mercato. La probabilità di una stretta a settembre è scesa di oltre dieci punti percentuali in poche ore. Questo spostamento ha aperto spazio alle classi di asset più sensibili ai tassi reali, dall’oro ai crypto.
Va però ricordato che, come osserva Wong, “non c’è stata un’eliminazione totale del pricing sui rialzi dei tassi”: entro fine anno potrebbe ancora arrivare un’altra fase di debolezza per i metalli preziosi, con i prezzi dell’oro potenzialmente diretti verso l’area dei 3.500 dollari per oncia.
Cosa resta in sospeso: i rischi che i mercati tendono a ignorare
Il quadro ottimistico ha una crepa evidente. Nonostante il tono più accomodante di Warsh, metà dei componenti del FOMC si aspetta ancora almeno un rialzo dei tassi quest’anno. La proiezione mediana al 3,8% implica che il scenario base del comitato prevede tassi più alti, non più bassi, rispetto all’attuale intervallo 3,50%-3,75%.
Le parole del presidente della Fed non hanno smentito questo scenario. Ha detto che i rischi inflazionistici si sono ridotti, non che siano spariti. E l’assenza delle sue proiezioni personali nel dot plot lascia aperta qualsiasi direzione futura.
Per Bitcoin, recuperare i 60.000 dollari è un segnale positivo, ma non sufficiente a convincere chi guarda i grafici tecnici: serve riportare il prezzo sopra i 66.000 dollari del pre-FOMC per poter dire con certezza che la correzione si è chiusa. Finché quella soglia resta lontana, il rimbalzo attuale potrebbe essere interpretato come una pausa più che come una vera inversione.
Il vero test arriverà con i prossimi dati economici. Warsh ha scelto la dipendenza dai dati come bussola — e il mercato del lavoro, con le sue 57.000 assunzioni di giugno, ha già mostrato quanto rapidamente quella bussola possa girare.
FAQ
Cosa ha detto il presidente della Fed Kevin Warsh sull’inflazione?
Warsh ha riconosciuto che i rischi legati all’inflazione si sono ridotti di recente, riaffermando al contempo l’impegno della Fed verso l’obiettivo del 2%. Non ha però fornito alcuna indicazione sui movimenti futuri dei tassi di interesse.
Come hanno reagito Bitcoin e i metalli preziosi ai commenti di Warsh?
Bitcoin è risalito sopra i 60.000 dollari, l’oro ha superato i 4.050 dollari toccando un massimo di 4.179,94 dollari per oncia in rialzo dell’1,4%, e l’argento ha guadagnato il 2,3% a 62,43 dollari per oncia, dopo che le dichiarazioni di Warsh hanno segnalato un allentamento dei rischi inflazionistici.
Qual è stato il significato dei dati sui nonfarm payrolls di giugno?
I nonfarm payrolls di giugno hanno mostrato soli 57.000 nuovi posti di lavoro, ben al di sotto delle 110.000 attese. Questo ha indicato un raffreddamento del mercato del lavoro, riducendo la pressione sulla Fed a procedere con rialzi immediati dei tassi.
Sono ancora attesi rialzi dei tassi nonostante il tono più morbido di Warsh?
Sì. Metà dei componenti del FOMC si aspetta ancora almeno un rialzo dei tassi quest’anno, e la proiezione mediana al 3,8% suggerisce che lo scenario base del comitato prevede tassi più alti rispetto ai livelli attuali tra il 3,50% e il 3,75%.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.
