Bolivia: una stablecoin come valuta di pagamento nazionale


La Bolivia sta valutando l’integrazione di USDT nel proprio sistema nazionale dei pagamenti, una misura che permetterebbe alla stablecoin di essere utilizzata insieme al boliviano e al dollaro statunitense. L’iniziativa potrebbe diventare uno dei più importanti progetti di adozione delle stablecoin in America Latina.
Il ministro dell’Economia e delle Finanze pubbliche, José Gabriel Espinoza, ha spiegato che il governo sta studiando un quadro normativo per consentire a USDT di circolare «come una valuta qualsiasi». Se approvato, il progetto ne riconoscerebbe l’impiego nei pagamenti quotidiani, nel risparmio e negli scambi commerciali, riducendo la dipendenza dal contante e dal sistema bancario tradizionale.
Una risposta alla carenza di dollari
La proposta nasce in un momento di persistente scarsità di valuta statunitense. Per anni la Bolivia ha mantenuto un cambio sostanzialmente fisso, compreso tra 6,86 e 6,96 boliviani per dollaro, ma la pressione sulle riserve valutarie ha costretto il governo ad abbandonare questo sistema.
La difficoltà nel reperire dollari ha alimentato un mercato parallelo, nel quale la valuta statunitense viene scambiata a prezzi sensibilmente superiori. In questo contesto è aumentata la domanda di strumenti denominati in dollari, comprese stablecoin come USDT, già utilizzate nel Paese per trasferimenti e pagamenti.
Il ruolo della regolamentazione
Prima di procedere, il governo intende però definire regole precise e adeguati controlli antiriciclaggio. La Bolivia si trova infatti nella lista grigia della Financial Action Task Force, che comprende le giurisdizioni sottoposte a maggiore monitoraggio per le carenze nei sistemi di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.
L’iniziativa si inserisce nel progressivo avvicinamento del Paese agli asset digitali, iniziato con la revoca del divieto sulle criptovalute nel 2024. L’amministrazione del presidente Rodrigo Paz Pereira, entrata in carica alla fine del 2025, punta ora a integrare questi strumenti nel sistema finanziario regolamentato, consentendo anche alle banche di offrire servizi legati alle criptovalute e conti basati su stablecoin.
La domanda è già significativa: secondo Chainalysis, nel 2025 la Bolivia ha registrato 14,8 miliardi di dollari di transazioni crypto nell’arco di dodici mesi. USDT, con una capitalizzazione superiore a 184 miliardi di dollari, potrebbe quindi assumere un ruolo sempre più importante come alternativa digitale al dollaro fisico.
Fonti: Cointelegraph.com, Coindesk.com
—
Le informazioni contenute in questo articolo non devono essere interpretate come raccomandazioni o consulenza per l’acquisto di Bitcoin o altre cripto-attività. Il possesso di cripto-attività comporta rischi elevati, inclusa la possibilità di perdere l’intero capitale investito. Il loro valore è altamente volatile e soggetto a variazioni normative. Le transazioni non sono reversibili e possono essere vulnerabili a frodi o attacchi informatici.
Bolivia: una stablecoin come valuta di pagamento nazionale was originally published in Conio Blog on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.
