Buyback di token secondo la SEC: HYPE, PUMP e AAVE fuori dalla zona grigia

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La SEC ha deciso che riacquistare i propri token non basta più a far scattare le leggi sui titoli, almeno per i network crypto che funzionano davvero. È una svolta che il settore aspettava da mesi, perché fino a venerdì i buyback di token secondo la SEC restavano un’area grigia in cui pochi progetti osavano muoversi con sicurezza.

Punti chiave

  • La Division of Corporation Finance della SEC ha aggiornato venerdì 25 settembre 2026 la sua FAQ sulle crypto, chiarendo il trattamento dei buyback di token.
  • Annunciare un buyback su un network funzionale non equivale a promettere “sforzi manageriali essenziali” richiesti dal test Howey.
  • Mantenere, aggiornare o promuovere un network già operativo non configura un’offerta di titoli.
  • Chi promette rendimenti tramite buyback su network non ancora funzionali resta invece esposto alle leggi sui titoli.
  • Progetti come HYPE, PUMP, ENA e AAVE, tracciati da DefiLlama, uscivano da una zona grigia legale con questo chiarimento.

La SEC chiarisce i buyback di token sui network crypto funzionali

Il punto centrale dell’aggiornamento è semplice: se un network crypto è operativo, annunciare un buyback del proprio token non equivale più a una promessa di risultati manageriali secondo la definizione del test Howey. Questo test valuta se chi compra un asset lo fa aspettandosi che un’azienda lavori per farlo arrivare a un profitto: se la risposta è sì, si tratta di un titolo. La SEC ha stabilito che un semplice annuncio di riacquisto non rientra in questa categoria.

I buyback non sono promesse di sforzi manageriali

Lo staff della SEC è andato oltre il minimo indispensabile. Mantenere, aggiornare o far crescere un network già funzionante non soddisfa il test Howey. Lo stesso vale per la promozione di ciò che un network già fa oggi, o per dichiarazioni aspirazionali vaghe che non promettono profitti diretti. Gabriel Shapiro, avvocato specializzato in titoli presso MetaLeX Labs ed ex general counsel di Delphi Labs, ha commentato che la sezione sui buyback “va oltre quanto mi aspettassi” e che le leggi sui titoli, applicate alle crypto, cominciano a somigliare a un sistema opt-in.

Rischi per i network non ancora funzionali

La linea di demarcazione resta netta sull’altro lato della medaglia: chi non ha ancora un network operativo e vende il buyback come fonte di rendimento per chi detiene i token rischia comunque di attivare le leggi sui titoli. La guida della SEC funziona quindi come un filtro, non come un lasciapassare generale. Chi lancia un prodotto funzionante e poi riacquista il proprio token è al sicuro; chi promette rendimenti prima ancora di avere un prodotto resta esposto.

L’impatto sul settore: il modello dei ricavi ottiene il via libera

Questo chiarimento premia in modo diretto i progetti che hanno già costruito modelli di business basati sui ricavi reali, spingendo il settore verso token pensati come diritti sul flusso di cassa del protocollo piuttosto che semplici scommesse su sviluppi futuri.

I progetti che già usano i buyback

DefiLlama traccia programmi di buyback attivi su token come HYPE, PUMP, ENA, AAVE, SKY, LDO, PENDLE, AERO, RAY, JTO, NEAR, ETHFI, SYRUP, LIT, ASTER, KMNO, MET, CC, CARDS, PONS e STONK, tra gli altri. Ognuno di questi progetti ha un prodotto realmente in funzione e genera ricavi. Hyperliquid indirizza i rendimenti delle riserve in USDC verso i buyback di HYPE tramite il proprio protocollo AQAv2. Pump.fun ha bruciato 451 milioni di dollari, circa il 16,6% della sua offerta. Pons destina circa l’80% dei ricavi della sua versione V1 ai riacquisti, mentre gli holder di Ethena hanno votato per instradare il 95% dei ricavi netti verso ENA.

Token come diritti sul cash flow del protocollo

Questi progetti erano nati e crescevano dentro una zona grigia legale. Con l’aggiornamento della SEC, ne sono usciti. Il chiarimento avalla di fatto il modello su cui il settore ha convergito quest’anno: token come diritti sul cash flow reale del protocollo, non più semplici bet su sviluppi futuri incerti. È il cosiddetto “revenue meta”, e ora ha un’approvazione regolatoria di fatto.

Il mercato crypto tra ribassi e controtendenze

Mentre la notizia sui buyback di token secondo la SEC circolava tra gli operatori, i mercati crypto viaggiavano in rosso dopo una settimana comunque positiva per Bitcoin.

Le performance principali

Bitcoin ha chiuso la sua miglior settimana da gennaio, ma nella giornata monitorata segnava un calo del 2% a circa 83.000 dollari. Ethereum scendeva del 2% a circa 2.670 dollari, Solana del 5% a 119 dollari, HYPE del 4% a 90 dollari e ZEC del 6% a 1.570 dollari. Tra gli altcoin, spiccavano in controtendenza QNT (+45%), HBAR (+24%), PUMP (+12%) e Algo (+12%). Sul fronte macro, il petrolio saliva del 4% a 96 dollari mentre l’oro scendeva del 3% a 4.185 dollari, e i futures su Dow e Nasdaq segnavano rispettivamente -0,5% e -0,8%. Gli ETF su Bitcoin hanno registrato 135 milioni di dollari di afflussi netti venerdì, chiudendo una settimana da 2,39 miliardi di dollari, mentre gli ETF su Ethereum hanno raccolto 87 milioni con una settimana da 690 milioni.

Partnership e sviluppi nel settore

Vitalik Buterin ha delineato la direzione di Ethereum verso il 2030, sostenendo che non sarà più davvero una blockchain in senso tradizionale: al posto di ogni computer che rifà lo stesso calcolo, gran parte del lavoro si sposterà off-chain, verificato tramite prove crittografiche. Sul fronte istituzionale, Citi ha annunciato una partnership con Coinbase per offrire supporto sulle stablecoin ai propri clienti istituzionali. Non manca il capitolo sicurezza: Bitget ha riaperto i prelievi in Bitcoin lunedì, quattro giorni dopo un attacco che ha sottratto circa 388 milioni di dollari, con Ethereum previsto martedì, USDT mercoledì e tutti gli altri asset dal 2 ottobre; l’exchange sostiene di aver risolto la falla e che gli utenti mantengono i saldi completi.

FAQ

I buyback di token su network crypto funzionali trasformano automaticamente i token in titoli secondo il test Howey?

No. La SEC ha chiarito che annunciare un buyback di token su un network crypto funzionale non equivale a una promessa di sforzi manageriali richiesta dal test Howey.

Le promesse di rendimento tramite buyback sono permesse per i network non ancora funzionali?

No. Se un network non ancora funzionale propone i buyback come fonte di rendimento, le leggi sui titoli possono comunque applicarsi.

Quale modello di token ha effettivamente avallato la SEC con questo aggiornamento?

I token che rappresentano diritti sul cash flow reale del protocollo hanno ricevuto un’approvazione regolatoria di fatto.

Quali progetti crypto hanno già condotto buyback di token in una zona grigia legale?

Progetti tracciati da DefiLlama come HYPE, PUMP, ENA e AAVE hanno condotto buyback di token con prodotti live e ricavi reali.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Autore articolo: Francesco Antonio Russo