Caldo estremo: meglio chiudere del tutto le persiane o lasciare le tapparelle socchiuse?

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Durante le ondate di calore e le giornate di caldo estremo, le persiane e le tapparelle delle finestre colpite dal sole vanno chiuse prima che i raggi raggiungano il vetro. Lasciarle socchiuse per far circolare un po’ d’aria sembra un compromesso ragionevole tra il buio e il forno; nelle ore più calde, però, quella fessura offre al sole un ingresso abbastanza comodo.

Anche la finestra aperta può peggiorare la situazione. Una corrente d’aria dà sollievo sulla pelle, soprattutto quando favorisce l’evaporazione del sudore. Se fuori ci sono 36 °C e dentro 29, l’aria che entra resta comunque a 36 °C. La casa respira, certo. Aria rovente.

Secondo una guida pubblicata da ENEA, abbassare completamente le tapparelle o chiudere le persiane delle finestre esposte al sole può ridurre fino all’80% l’ingresso dell’energia solare. L’indicazione riguarda le ore diurne e soprattutto le aperture raggiunte direttamente dai raggi.

Di giorno il vetro deve restare all’ombra

Il calore entra in casa anche attraverso il vetro. La radiazione solare attraversa la finestra e scalda pavimenti, mobili, pareti e tessuti, che rilasciano lentamente l’energia accumulata. Ecco perché una stanza può continuare a scaldarsi anche dopo che il sole ha cambiato direzione.

Le protezioni esterne sono particolarmente efficaci perché fermano i raggi prima che arrivino alla vetrata. Le tende interne aiutano, soprattutto quando sono chiare e spesse, però intervengono quando una parte del lavoro sporco è già stata fatta: il sole ha superato il vetro.

L’Agenzia francese per la transizione ecologica, ADEME, consiglia di chiudere le imposte prima che il sole colpisca le finestre e di serrare anche i vetri quando la temperatura esterna comincia a salire. Aspettare di sentire caldo significa muoversi quando pavimenti e pareti stanno già accumulando energia.

Questo non impone di trasformare tutta la casa in una cantina alle otto del mattino. Le chiusure vanno gestite seguendo l’esposizione: si proteggono per prime le finestre già illuminate e, durante la giornata, quelle che stanno per essere raggiunte dal sole. Una stanza in ombra può conservare luce naturale; la finestra resta chiusa quando fuori fa più caldo che dentro.

Quando le persiane possono restare socchiuse

La posizione socchiusa ha senso soprattutto durante la notte e al primo mattino, quando l’aria esterna è finalmente più fresca. Con la finestra aperta, un fermo per le persiane battenti può consentire il passaggio dell’aria mantenendo un minimo di ombra, sicurezza e riservatezza.

Cambia qualcosa anche in base al tipo di chiusura. Le persiane a lamelle fisse o orientabili possono schermare il sole lasciando filtrare aria e un po’ di luce, purché l’inclinazione impedisca ai raggi diretti di raggiungere il vetro. Gli scuri pieni proteggono bene dalla radiazione, ma da chiusi lasciano passare pochissima aria. Le tapparelle, invece, offrono la protezione solare migliore quando il telo è completamente abbassato.

Una guida tecnica dell’Agenzia nazionale francese per l’abitare distingue proprio questi casi: le lamelle possono conservare una certa permeabilità, mentre una tapparella tradizionale è più efficace contro il sole quando viene dispiegata interamente. Per ventilare di notte può essere necessario sollevarla almeno in parte.

Il criterio pratico è brutale nella sua semplicità: se una lama di sole attraversa la persiana e si disegna sul pavimento, la schermatura è troppo aperta. Un po’ di luce diffusa va bene. Il raggio diretto, durante una giornata rovente, comincia subito a scaldare ciò che incontra.

Le finestre si riaprono quando fuori fa più fresco

Il momento utile per ventilare arriva generalmente la sera tardi, durante la notte o nelle prime ore del mattino. Conviene aprire più finestre, possibilmente su lati diversi dell’abitazione, per creare una corrente capace di portare fuori il calore accumulato da muri, soffitti e pavimenti.

ADEME suggerisce di confrontare la temperatura interna con quella esterna: l’apertura diventa utile quando fuori fa altrettanto fresco o più fresco rispetto alla casa. Negli appartamenti su più livelli può aiutare aprire finestre basse e alte, sfruttando la naturale risalita dell’aria calda.

Appena il sole torna a battere sulle vetrate o la temperatura esterna supera quella interna, si richiudono finestre e schermature esposte. Nelle case sotto i tetti, poco isolate o circondate da superfici asfaltate, questo metodo può limitare il surriscaldamento senza fare miracoli. Durante le notti tropicali, quando anche dopo il tramonto l’aria resta molto calda, il margine di raffrescamento si riduce parecchio.

La sequenza, quindi, conta più della posizione scelta una volta per tutte: di notte si apre e si lascia circolare l’aria; di giorno si chiudono i vetri e si tiene il sole lontano. La fessura nelle persiane alle tre del pomeriggio resta soprattutto un lasciapassare piuttosto generoso per il caldo.

Autore articolo: Ilaria Rosella Pagliaro